Apprendimento

Il linguaggio si impara da neonati

neonatilinguaggio
02 Ottobre 2014
Allenare i bambini di 4 mesi a distinguere i suoni che formano il linguaggio li aiuta a formare precocemente le  mappe acustiche che sono alla base per imparare la lingua e ad avere meno problemi di linguaggio tra i 3 e i 5 anni. E' il risultato di una ricerca americana.
Facebook Twitter More

 

I bambini imparano a distinguere i suoni del linguaggio già nei primi mesi di vita. E se li si addestra fin da neonati a riconoscere i suoni del parlato, avranno meno difficoltà linguistiche tra i 3 e i 5 anni. Lo sostiene una ricerca della Rutgers University-Newark, pubblicata sul Journal of Neuroscience.

 

Tra i 4 e i 7 mesi si formano nel cervello dei bambini le mappe acustiche che sono alla base del linguaggio

"I bambini piccoli sono sempre attenti nel cercare di identificare i suoni che potrebbero appartenere al linguaggio. E proprio tra i 4 e i 7 mesi i neonati iniziano a sviluppare le loro mappe acustiche pre linguistiche, che saranno poi la base dell'imparare a parlare" dice April Benasich, la ricercatrice che ha condotto lo studio.

 

Leggi anche LO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO DEL BAMBINO DA 1 MESE A 3 ANNI

 

Le mappe acustiche sono riserve di cellule cerebrali interconnesse che il cervello di un bambino costruisce per decodificare il linguaggio in modo rapido e automatico.

E mappe ben formate consentono un'elaborazione più rapida e più accurata del linguaggio, una funzione che è fondamentale per il funzionamento cognitivo ottimale.

I piccoli di 4 mesi che sono stati allenati a focalizzare l'attenzione sugli imput sensoriali più significativi per la formazione di queste mappe, a 7 mesi erano in grado di cogliere più velocemente i suoni della lingua rispetto ai bimbi che non avevano seguito questo training. 

Leggi anche: Il linguaggio dei bambini

 

Allenare un bambino di 4 mesi  a costruire le mappe acustiche significa aiutarlo a mettere le basi per imparare la lingua

Benasich dice che i bambini di questa  età sono l'ideale per questo tipo di formazione.
"Se tu mostri come si costruisce qualcosa a un bambino  mentre  lo sta costruendo, gli si permette di eseguire la costruzione nel modo migliore. Allo stesso modo li si aiuta a costruire le mappe acustiche. E gli si fornisce una solida base per imparare la lingua.

 

Per accelerare e ottimizzare la costruzione di mappe acustiche la Benasich ha sottoposto i bambini a suoni che cambiavano rapidamente e li premiava con un video ogni volta che riuscivano a riconoscere un suono diverso. 

"Durante questo gioco divertente, è importante suggerire al bambino cosa è importante ascoltare e dirgli: fai attenzione a questo, questo è importante... in modo da aiutare i bambini a focalizzarsi sui suoni fondamentali per la formazione del linguaggio" dice la ricercatrice.

L'esperimento pare fornire benefici duraturi. L'encefalogramma ha mostrato che i bambini dopo sei sessioni di allenamento a 7 mesi di età avevano schemi sonori cerebrali molto più efficienti degli altri bambini. 

Questo risultato suggerisce che i bambini che formano il prima possibile le mappe acustiche avranno benefici nell'apprendimento linguistico.

Leggi anche: Linguaggio bambini, come arricchire il vocabolario

 

Questa scoperta potrebbe servire per prevenire difficoltà linguistiche


Questa scoperta sarà soprattutto utile se applicata  ai bambini a più alto rischio di difficoltà linguistiche.

Per i genitori che pensano che questo tipo di allenamento trasformerà i loro figli in geni, la risposta è: non necessariamente. "C'è una componente genetica fondamentale. La capacità linguistica è come l'altezza:  se si mangia la giusta quantità di cibo e si fa esercizio fisico, forse si  riesce a diventare un po' più alti, ma non si arriverà mai 3 metri. Lo stesso principio si applica qui.

Probabilmente  un giorno i genitori potranno usare un dispositivo giocattolo per allenare i piccoli ai suoni, ora in fase di sviluppo, e fare a casa quello che ora è stato fatto in laboratorio, per massimizzare il potenziale dei bambini. 
Per l'8-15 per cento dei bambini ad alto rischio di scarsa elaborazione acustica e a rischio di ritardi di linguaggio questo intervento potrebbe migliorare o prevenire difficoltà linguistiche" conclude la Benasich

Leggi anche: Mio figlio parla poco e male