Vita da genitori

I papà vengono da Marte, le mamme da Venere

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14 Luglio 2014
La vita con uno o due bambini piccoli è una bellissima avventura ma anche molto stressante e soprattutto nei primi tre anni dei bimbi, può mettere in crisi la coppia. Ecco 10 dritte di Alberto Pellai e Barbara Tamborini, psicoterapeuti e genitori insieme di quattro figli, per conservare l'intesa tra partner tenendo conto delle differenze tra uomo e donna
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L'arrivo di un figlio cambia tutto, come una sorta di rivoluzione copernicana, un tornado a ciel sereno, nulla sarà più come prima. Una consapevolezza che tutti sembrano avere ben scolpita nella testa ma poi, alla resa dei conti, la quotidianità con il pargolo mette alla prova (quasi) ogni coppia. Di fatto, le idee teoriche e i buoni propositi su come gestire la nuova situazione, spesso, si rivelano troppo astratti e poco realistici. Non a caso, questo grande cambiamento nelle dinamiche della coppia, legato alla nascita del pargolo, ha anche una definizione scientifica: baby shock.

E va di pari in passo con i numeri: negli ultimi 30 anni, le separazioni entro i primi tre anni dalla nascita di un figlio sono aumentate. Il rischio che 'la coppia scoppi', insomma, è reale e concreto ed è importante non sottovalutarlo.

Ne sono convinti Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta, e Barbara Tamborini, psicopedagogista, che di figli ne hanno quattro e alla loro avventura hanno appena dedicato un libro divertente, zeppo di spunti e riflessioni (I papà vengono da Marte, le mamme da Venere, Il manuale per i genitori a uso terrestre, De Agostini).

“Nel primo triennio è tutto da inventare, da definire. C'è da capire che tipo di mamma o papà vuoi essere e in che modo stare accanto a tuo figlio per il resto dell'esistenza... Questo periodo, noi lo chiamiamo 'il tunnel' e ci siamo stati dentro per 11 anni di seguito! In alcuni momenti, ci è sembrato di scoppiare, di non farcela... In altri, abbiamo toccato il cielo con un dito ma, certo, a volte, la fatica del quotidiano ha preso il sopravvento”, dicono gli autori.

Secondo la coppia di esperti, la sfida è quella di condividere tra partner pensieri, emozioni e idee su ogni aspetto della crescita del bimbo con spirito di collaborazione, dialogo e voglia di confrontarsi.Certo, la bacchetta magica non esiste, e neanche una ricetta unica e ideale, ma con tanto impegno, pazienza e volontà, è possibile superare insieme (magari con un pizzico di ironia) ogni difficoltà.

Ecco il loro decalogo per non rinunciare a una buona intesa come coppia pur affrontando il difficile mestiere di genitori.

1. Lui è lui, lei è lei. Provate ad accettarlo e a mettervi nei suoi panni

La prima regola d'oro per evitare tensioni è quella di non voler cambiare il partner e il suo 'naturale' approccio verso il bambino. “Le mamme sono più protettive, i papà spronano a osare. Le mamme trasmettono sicurezza, i papà il senso dell'avventura. A volte, le parti si invertono ma le differenze restano”, concordano Pellai e Tamborini.

Uomini e donne non 'funzionano' nello stesso modo, come dimostrano le neuroscienze: il numero di cellule cerebrali è identico ma attivano aree diverse del cervello per affrontare e risolvere un problema. “Le differenze strutturali, chimiche, genetiche, ormonali e funzionali connotano il nostro genere di appartenenza in tutti i campi: al lavoro, nel privato, con gli amici, ecc. Di conseguenza, è normale che mamma e papà reagiscano diversamente di fronte alla nuove sfide genitoriali e, talvolta, facciano fatica a capirsi. Per andare d'accordo, è indispensabile accettarlo perché uomo e donna abitano, appunto, Pianeti diversi!”

Il primo periodo, quando si torna a casa, è forse il più complicato per il nuovo assetto familiare.

In questa situazione, per esempio, ecco uno dei pensieri del papà (che non dice ma forse dovrebbe): “E' vero, il parto vi ha distrutte fisicamente, il marmocchio vi succhia l'anima da mattina a sera e voi siete stanche e nervose. A volte, tristi. Ma credeteci: noi non ne abbiamo colpa. Se possibile, faremo di tutto per farvi stare meglio. Però dovete dirci di cosa avete bisogno, altrimenti potremo commettere dei grossi errori”.

Mentre la mamma pensa: “Se ci vedete piangere, siamo giù di corda, non vi spaventate. Non guardateci con il terrore negli occhi come fissereste una parete dell'Everest da scalare senza imbragatura. Ricordate che ci basta poco per tornare a sorridere”.

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2. Valorizzate i punti di forza dell'altro e non sottolineate i difetti

L'arrivo del bimbo non contribuisce certo a cambiare alcuni tratti della personalità dei due partner. Chi è super distratto o disorganizzato, quasi sicuramente, continuerà a esserlo anche nel suo nuovo ruolo di genitore. Non ha senso, dunque, ribadirlo in continuazione.

Secondo la mamma, per esempio il papà è un po' goffo e lento. Lui, per esempio, sta cambiando il pannolino al bimbo di pochi mesi, e si accorge che deve sostituire anche il body, così lo veste e riveste da capo a piedi. La mamma entra in bagno, poi si intrufola, risistema gli adesivi del pannolino e dice: “Faccio io che sono più veloce!”.

In questo caso, il papà pensa: “Deve sempre fare a modo suo, e poi si lamenta se non la aiuto. Mi fa pesare che soltanto lei fa tutto bene. Certe volte è proprio presuntuosa”.

Secondo i due autori, una atteggiamento del genere non aiuta la coppia, è molto meglio, invece, valorizzare i punti di forza dell'altro/a anche rispetto alla pratica quotidiana con il bimbo.

In ogni situazione, sottolineare sempre i difetti non fa bene a nessuno.

3. Mantenete viva l'intimità

Dopo la nascita del bebè, superato il periodo in cui la donna non può avere rapporti, è importante ritrovare il feeling anche in camera da letto.

In questo frangente, senza dubbio, uomo e donna hanno un atteggiamento molto diverso.

Il papà pensa: “Anche se il pupo dorme nel lettino a fianco a noi, possiamo avere la nostra intimità senza temere che, svegliandosi, rimanga traumatizzato. Altrimenti, portiamolo nella camera a fianco. Ma non facciamo l'amore con il costante commento di sottofondo:“Fai piano perché si sveglia”. Uccide il desiderio e tutto il resto”.

La mamma, invece, vorrebbe dare un altro consiglio al partner ... Si legge nel libro: Cari papà “se il marmocchio dorme beato e avete programmi romantici, evitate di fare zapping e di soffermarvi su programmi scioccanti. Siamo molto sensibili e ci basta poco per compromettere la passione sepolta in noi da pannolini e ninnenanne”.

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4. Smettetela di recriminare e di dire quello che l'altro/altra non ha detto o fatto

Naturalmente, in una coppia è fondamentale essere sinceri e confidarsi ma non fa bene sciorinare la lista di quello che il partner non ha detto o fatto. Le costanti recriminazioni sono controproducenti, meglio tenersele per sé.

Ecco una classica situazione, per esempio, in cui papà non si accorge nemmeno di quello che succede! Lui appoggia il computer sul tavolo per controllare le mail e, intanto, il bimbo di due anni rovescia la pattumiera...

Lei si arrabbia e pensa: “Il mio compagno non mi aiuta, pensa solo alle sue cose, non ha tolto nemmeno la tovaglia, non mi rispetta, non gli importa di me. Da quando il bambino cammina, non lo puoi perdere d'occhio un momento”.

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5. Dedicate attenzioni all'altra/o

Quando in casa c'è un bimbo, tutto gravita intorno a lui e al desiderio di renderlo felice. Tuttavia, sarebbe opportuno non cancellare del tutto i gesti gentili e le attenzioni verso il partner: un biglietto d'auguri per il compleanno, un regalino, una telefonata a sorpresa solo per un saluto ... Piccole cose, certo, che fanno, però sentire l'altro importante e non trascurato. Leggi anche Vita di coppia, 11 consigli di un papà al figlio maschio

 

All'inizio, soprattutto, è molto difficile, per esempio, ricordare di essere ancora una donna. Un piccolo pensiero gentile, da parte del partner potrebbe essere graditissimo...

 

Nel marasma, la mamma pensa: “Se stiamo più di cinque giorni consecutivi con la stessa tuta o, peggio, con il pigiama, fissateci un appuntamento dal parrucchiere più chic della città”

 

In genere, bastano piccole cose per far sentire l'altro importante e non trascurato.

6. Prendetevi due ore per una passeggiata o una pizza ... DA SOLI!

Nei primi tempi, con un bebè in casa, sembra non esserci mai sosta. Ma anche in questa fase, è importante concedersi il 'lusso' di stare un pochino insieme tra adulti.

 

In genere, l'uomo pur se orgoglioso del suo nuovo ruolo paterno, si sente un po' 'detronizzato'. “Ti vedo sempre concentrata su di lui, quando devi sfamarlo ma anche quando dorme, quando è sveglio, e sta in silenzio, quando piange. Lui, sempre lui. Mi verrebbe da chiedervi: 'E io chi sono?'

 

Dopo una giornata intera, arrivati a sera, la mamma non ce la fa più ma alla fine, insieme, si trova una un po' di relax. “Mi sento uno schifo...Tu mi dici che nel fine settimana proveremo ad allungare i tempi tra una poppata e l'altra. Lo faremo insieme e mentre parli sento una pace crescermi dentro... Ore 20.30, siamo a tavola a mangiare. Io e te”.

 

Una volta che i ritmi quotidiani si sono assestati, lasciare un paio di ore il bambino con qualcuno di fiducia, non è una tragedia. Anche solo una passeggiata o una pizza, per esempio, dà la ricarica e nuova energia a entrambi, mamma e papà.

7. Scoprite nuove cose da fare insieme, invece di rimpiangere quelle di prima

Con un pargolo, certo, non è possibile ballare insieme fino all'alba, fare trekking estremo o partecipare a una maratona cinematografica di 8 ore! Ma con un po' di impegno e fantasia, non è così difficile trovare nuove attività, altrettanto piacevoli pur se diverse, da condividere con il bimbo.

Anche solo andare a spasso con il piccolo nel passeggino, per esempio, secondo gli autori, è una buona occasione di incontro che aiuta a fare nuove amicizie.

8. Dovete imparare ad avere fiducia nell'altro/a

Secondo il parere di Alberto Pellai e Barbara Tamborini, avere un figlio obbliga ad avere fede verso l'altro genitore, il pediatra, i nonni quando lo accudiscono, le educatrici e gli insegnanti.

 

La maggior parte delle mamme tende ad essere ansiosa e fatica anche solo ad affidare il pargolo al partner.

 

In questo caso, il papà si domanda: “Se siamo usciti da 10 minuti per andare al parco, forse non ci siamo ancora arrivati: per quale motivo ci state già chiamando sul cellulare per controllare che tutto sia a posto?”

9. Non addormentatevi arrabbiati

Covare rancore verso l'altro a causa di una lite non fa bene e disturba il riposo di cui ogni genitore ha tanto bisogno. Spesso, le discussioni nascono a causa di una scelta educativa del partner verso il bimbo che l'altro genitore non approva.

 

Il papà, per esempio, si può irritare molto se la mamma interviene... “Se lo rimproveriamo, non ha senso cullarlo e consolarlo ripetendogli un milione di volte: "Papà è cattivo. Papà è severo”.

 

In modo analogo, anche la mamma si arrabbia in un caso che riguarda il bimbo di questo genere:

 

“Al rientro da una giornata di lavoro, anche se avete una gran voglia di strapazzare il vostro tesoro, se lo stiamo sgridando perché ha rovesciato di proposito il succo sul tappeto, evitarete di dire: ?Vieni qui dal tuo paparino, che ti fa tante coccole!?”.

 

In ogni caso, indipendentemente dalle cause, è opportuno fare pace e non andare mai a letto con il muso.

10. Sdrammatizzate e ... oggi vi siete fatti almeno una bella risata insieme?

Con un bimbo, specie se piccolo, in casa, tutto può capitare: a volte, pare, proprio che imprevisti e incidenti si moltiplichino all'infinito. Ma anche dopo il terzo rigurgito (magari sulla camicia appena stirata), l'attacco di gastroenterite o il febbrone il giorno prima delle vacanze, è importante vivere tutto con un po' di leggerezza.

Fare una tragedia per ogni cosa non giova a nessuno. Al contrario, sdrammatizzare e farsi anche una bella risata fa bene alla salute della coppia e anche al pargolo. Leggi anche 14 per far sopravvivere la coppia all'arrivo del neonato

Nel forum le mamme e i papà di nostrofiglio.it parlano di Vita di coppia