Musica

La musica aiuta lo sviluppo del cervello dei bambini

Di Emilia Giudici
musica
27 Aprile 2016
Prendete il vostro piccolino sulle ginocchia e con la musica in sottofondo battete le manine a ritmo, oppure organizzate giochi incentrati su semplici canzoncine, in questo modo aiuterete il suo sviluppo cognitivo e la sua capacità di apprendere in futuro una lingua straniera o di imparare a suonare uno strumento.  A sostenerlo è una nuova ricerca dell'università di Washington. 
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La musica fa bene ai bambini, lo dicono numerosi studi. Ma ora una ricerca dell'università di Washington, pubblicata sulla rivista Pnas, Proceedings of the National Academy of Sciences, sottolinea l'importanza di far ascoltare musica anche ai piccolissimi.

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 Secondo i ricercatori, infatti, la musica aiuta a migliorare le capacità cognitive dei neonati.
Quindi non c'è niente di meglio che tenere i piccoli sulle ginocchia e giocare con loro facendogli ascoltare musica. Infatti sembrerebbe essere proprio questa la chiave per migliorare le capacità dei bambini di elaborare i suoni delle parole e i ritmi musicali: organizzare regolarmente sessioni di gioco intorno ad attività musicali. 


Questo, a lungo termine, potrebbe avere un impatto positivo sulla loro capacità di parlare ed eventualmente apprendere una lingua straniera. 

 

 

La ricerca

Gli studiosi hanno sottoposto 47 bimbi di nove mesi (solo 39 dei quali però hanno completato i test) a 12 sessioni in laboratorio in compagnia dei genitori che prevedevano la
presenza o meno di musica unita al gioco.

Dopo un mese i piccoli sono stati sottoposti a un test per rilevare la loro capacità di elaborare i suoni.

Con uno scanner cerebrale sono stati rilevati i cambiamenti mentre i piccoli ascoltavano una serie di parole e suoni, sui quali talvolta sono stati fatti interventi di interruzione delle sillabe o delle note. Tutti i piccoli hanno notato quando avvenivano dei cambiamenti, ma la reazione di coloro che avevano seguito le sessioni di gioco che prevedevano la musica erano decisamente più marcate.

 

Questo secondo gli studiosi è indice del fatto che riuscivano a identificare meglio alcuni schematismi nei suoni, cosa che può rendere più semplice apprendere una nuova lingua o anche imparare a suonare uno strumento musicale. 

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