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Accudimento ad alto contatto di neonati e bambini

di Angela Bisceglia - 21.09.2021 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Stare insieme al neonato. Anzi, stare sempre a contatto, per dargli ciò di cui ha più bisogno. Cosa significa accudimento ad alto contatto e come si fa

Accudimento ad alto contatto

"Se lo tieni sempre in braccio non te ne liberi più"… "Se accorri ad ogni sua richiesta diventa una schiavitù"... "Se piange un po' non succede nulla, anzi, si fa i polmoni". Sono alcune delle false credenze che ancora oggi circolano intorno all'accudimento del neonato. Sempre più studi invece hanno evidenziato come un accudimento ad alto contatto sia il modo più naturale ed efficace per favorire il benessere psicofisico del neonato. Fino a quando, spontaneamente, il bambino non diventerà sempre più autonomo.

In questo articolo

Alto contatto: un legame che si rinnova di generazione in generazione

"L'attenzione alle modalità di accudimento del neonato e del bambino è cominciata da quando è nata, alcuni anni fa, l'epigenetica, che è una branca delle neuroscienze che studia l'influenza dei geni e dell'ambiente nella vita delle persone" premette la psicologa perinatale Alessandra Bortolotti, autrice del libro E se poi prende il vizio? (ed. Il leone verde, 2010). "In particolare uno studio, condotto su cavie, aveva evidenziato come le mamme che accudivano i loro cuccioli in maniera prossimale, ovvero li leccavano, li allattavano, stavano costantemente vicino a loro, generavano topolini che a loro volta tendevano a replicare questo comportamento con i propri cuccioli, a dimostrazione del fatto che un legame basato su vicinanza e contatto tra adulto e piccolo resta impresso come memoria affettiva e tende a protrarsi di generazione in generazione; se viceversa i cucciolini venivano allevati in maniera distale, quando poi diventavano genitori tendevano a riproporre questo atteggiamento di maggior distacco con i propri figli. Col tempo, si sono susseguiti centinaia di studi che hanno provato gli stessi risultati negli umani, con mamme che tendono ad assumere, nei confronti dei loro figli, gli stessi atteggiamenti che le loro mamme hanno assunto con loro".

I benefici dell’accudimento ad alto contatto

Meno stress, più benessere

Nel corso degli anni, gli studi di neuroscienze hanno evidenziato che i piccoli allevati in maniera prossimale hanno più bassi livelli di cortisolo (noto come ormone dello stress) e livelli più elevati di ormoni della crescita e del benessere, come l'ossitocina, inoltre le mamme stesse sono più premurose, più sicure e serene. Al contrario, si è riscontrato che un bambino che piange anche solo un paio di minuti senza essere rassicurato e consolato produce una tale quantità di cortisolo che occorrono 24 ore prima che esso venga smaltito!

Migliora l'attaccamento genitore-figlio.

Stare a contatto stretto con il neonato favorisce il benessere fisico, poiché fa avvertire calore e sostegno, soddisfa il bisogno di protezione e promuove il legame con il genitore. "Il contatto è un magico potere dei genitori - non solo della madre, ma anche del padre - per stabilire una relazione affettiva solida" sottolinea la psicologa.

Promuove la regolazione degli stati emotivi del bambino.

Stando accanto al bambino, prendendosi cura di lui, la mamma o il papà fungono da regolatori delle emozioni, perché rassicurano, modulano un pianto, una paura o un qualunque stato d'animo. Si è visto che più il genitore è solerte nel suo intervento, più la regolazione degli stati emotivi del bambino è efficace. 

Favorisce la percezione della propria posizione nello spazio.

Finché è in utero, il feto è avvolto dalle pareti uterine che gli danno dei confini; dopo la nascita, il neonato perde questi confini, ma continua a cercarli perché ha bisogno di sentirsi contenuto: il contatto del genitore non solo aiuta il piccolo a percepire i confini del proprio corpo e quindi a sentirsi come un individuo distinto dagli altri, ma anche a stimolare la cosiddetta interocezione, cioè favorisce la produzione di ormoni e neurotrasmettitori, come endorfine e ossitocina, che gli danno sensazione di benessere e uno stato di equilibrio. 

Alto contatto: utile anche in caso di febbre

Si è visto che, con il contatto pelle a pelle, la mamma è in grado di regolare la propria temperatura corporea a seconda della temperatura del figlio: se ad esempio il bambino ha la febbre, l'organismo materno abbassa la propria temperatura fino ad 1-2 gradi, in modo che il bambino possa abbassare la propria grazie al contatto stretto. 

Come si realizza l’accudimento ad alto contatto

Per realizzare un accudimento ad alto contatto basterebbe seguire il proprio istinto. Invece assai spesso i neogenitori vengono inondati da un mare di consigli, il più delle volte non richiesti, che non fanno altro che generare confusione in un momento in cui mamma e papà sono già frastornati dalle novità della nascita del bambino.
Per questo ci vorrebbe una corretta informazione già prima della nascita, con un corso di accompagnamento che non si limiti a dare informazioni pratiche, ma fornisca gli strumenti giusti per gestire il bambino, anche quando arrivano i dubbi classici del venerdì sera.
Vediamo quali sono i principali strumenti per realizzare l'accudimento ad alto contatto.

La fascia porta bebè.

È stato dimostrato che i bambini tenuti nella fascia piangono il 40% di meno rispetto agli altri. Ci sono tantissimi dispositivi per portare il bambino sempre con sé, lasciando al tempo stesso le mani libere per fare altro: c'è la fascia lunga, corta, ad anelli, elastica, il marsupio ergonomico. Ognuna può scegliere quella più comoda per sé. Con la fascia la mamma può fare di tutto: allattare il bambino, muoversi in casa, andare a passeggio, a fare la spesa… 
Fino a quando portare il bebè nella fascia? Non c'è un limite di tempo prestabilito" risponde la Bortolotti: "il criterio è fino a quando la mamma si sente serena di farlo e non lo percepisce come un obbligo o un ostacolo alla sua libertà.

Massaggi e coccole

Oltre che con la fascia, l'accudimento ad alto contatto si può realizzare con il massaggio infantile, le carezze, le coccole. "Ci sono tecniche strutturate di massaggio infantile, che prevedono una sequenza preordinata di movimenti che favoriscono il benessere del piccolo" spiega Alessandra Bortolotti "oppure ogni mamma, seguendo il suo istinto materno, potrà individuare i movimenti e le coccole più gradite al suo piccolo nei vari gesti di accudimento, come durante il bagnetto, il cambio del pannolino, l'applicazione della crema. Fermo restando che già il solo fatto di stare vicini corpo a corpo offre i benefici del contatto.

Nanna a contatto 

L'accudimento ad alto contatto vale anche per la nanna del bambino? "Sì, perché di giorno il bambino può dormire stando nella fascia" risponde Bortolotti. Per quanto riguarda la nanna notturna, l'ABM (Academy of Breastfeeding Medicine) ha pubblicato un protocollo sul bedsharing (ossia la condivisione del letto) in base alla quale il bambino potrebbe dormire nel lettone in mezzo ai genitori ma solo se allattato al seno. Questo perché il bambino allattato ha un sonno sincronizzato con la mamma, ossia quando la mamma fa un sonno profondo, lo fa anche il bambino e viceversa. E la mamma si sveglia pochi secondi prima che si svegli bambino. Oltre all'allattamento al seno devono essere soddisfatti altri requisiti, come quello che nessuno dei due genitori deve essere obeso o assumere psicofarmaci (l'articolo completo del protocollo ABM, tradotto in italiano, si può leggere sulla rivista della Leche League Italia al link https://www.lagazzettadellaprolattina.it/index.php/la-gazzetta/la-gazzetta-numero-10.html ).
In alternativa al bedsharing si può utilizzare un side bed, ossia un lettino che si attacca al lettone con vari dispositivi di sicurezza, oppure utilizzare un semplice lettino a cancelli con sponda abbassata e fissato bene al letto in modo che il bambino non possa cadere, o ancora il tatami giapponese. 

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