Primo mese neonato

Allattamento al seno, i consigli alle neomamme

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12 Dicembre 2012
Il latte materno è l’alimento migliore per il bebè. Le dritte per iniziare bene, aiutarlo a attaccarsi bene, i tempi e le posizioni più favorevoli
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1) Il latte materno è l’alimento migliore per il bambino sia perché i principi attivi che lo costituiscono sono per loro intrinseca natura i più adatti alle esigenze nutrizionali del bebè, sia perché è igienicamente perfetto, nonché sempre disponibile, oltretutto alla giusta temperatura.

2) Non ci sono limiti per quanto riguarda la quantità da somministrare, per cui gli allattati al seno possono inghiottire dosi di latte che i piccoli nutriti artificialmente non possono certo ottenere. Questa opportunità in genere rende il bambino più tranquillo, meno irritabile e con una maggiore tendenza a dormire senza troppe interruzioni durante la notte, anche se le eccezioni esistono. Allattare è dunque un bel dono da fare a un figlio e un gesto assolutamente naturale. Posto questo ci sono informazioni che possono rivelarsi più che utili per affrontare l’allattamento con serenità, evitando qualsiasi fastidioso inconveniente.

3) Insegnargli ad attaccarsi bene: il grande segreto di un buon avvio dell’allattamento consiste nel fare in modo che il bambino fin da subito si attacchi alla mammella correttamente, cioè afferrando non solo il capezzolo, ma l’intera areola. Solo così la suzione diventa efficace, ovvero da un lato assicura al bebè un afflusso di latte costante e abbondante, dall’altro stimola una produzione continua e cospicua di nuovo latte. In più, in questo modo si evita il rischio di andare incontro alle ragadi del capezzolo, non significative dal punto di vista strettamente medico ma di fatto temibili per il dolore intenso che provocano.

Guarda il video: I trucchi per allattare bene

4) Nei primi tempi assecondare la richiesta: nelle prime sei settimane di vita il bambino dovrebbe essere attaccato al seno almeno otto volte nell’arco delle 24 ore, cioè almeno una volta ogni tre ore. La Comunità pediatrica internazionale ritiene che sia opportuno optare per l’allattamento a richiesta, che consiste nell’assecondare il bambino anche nel caso in cui reclami il latte più spesso del previsto, ovvero anche 12 volte al giorno. Si è osservato che i bambini allattati a richiesta tendono prima degli altri sia a rinunciare alla poppata notturna sia ad assestarsi, con il passare dei giorni, intono alle sei poppate nelle 24 ore.

   

           

5) Adottare posizioni confortevoli: durante la poppata al seno si rinforza anche il legame affettivo tra mamma e bambino, per via dello stretto contatto fisico. E’ dunque importante non sciupare questi momenti assumendo posture che possono provocare la comparsa di doloretti o, comunque, che non assicurano la possibilità di godere appieno della vicinanza del bambino. Riuscire a rilassarsi mentre il piccolo succhia favorisce anche il flusso del latte.

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6) Per quanto riguarda la durata, il bambino inghiotte quantità di latte adeguate in genere nell’arco di massimo 20 minuti che possono essere distribuiti tra le due mammelle. Ma può essere addirittura meglio attaccare il bambino a una sola mammella per pasto, perché si è osservato che in questo modo il latte che proviene dai dotti galattofori profondi è più saziante in quanto più ricco in grassi. Se il bambino si addormenta prima che siano trascorsi 20 minuti è opportuno cercare di svegliarlo, dopo averlo fatto riposare per 10-15 minuti, per fargli completare la poppata. Se però si rifiuta di collaborare in questo senso non conviene insistere, anche se poi ci si deve aspettare che reclami la poppata successiva prima delle canoniche tre ore.

7) In linea di massima, la donna che allatta può mangiare tutto quello che vuole. Aglio, cipolle, cavoli e peperoni possono però rendere il sapore del latte poco gradevole per il bambino, quindi se si osserva che dopo averli consumati il piccolo succhia meno volentieri è meglio escluderli dalla propria dieta. Più in generale, è ovvio che è più che consigliabile seguire una dieta sana (povera di grassi animali, fritture, salse, intingoli e ricca di frutta e verdura) perché nutrirsi correttamente favorisce il benessere psicofisico e una più rapida ripresa delle energie investite durante la gravidanza e il parto. E’ inoltre opportuno bere molto, soprattutto prima e dopo la poppata, per ripristinare in fretta la quantità di liquidi spesa per l’allattamento. Sono invece vietati alcol e sigarette perché le sostanze tossiche in esse contenute attraverso il latte raggiungerebbero il bambino.

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8) Se si allatta al seno non conviene assolutamente attuare il metodo della doppia pesata, che consiste nel mettere il bambino sulla bilancia prima e dopo il pasto per vedere quanto ha mangiato. Per appurare se mangia abbastanza si deve invece valutare la crescita settimanale che deve essere di almeno 125-150 grammi alla settimana. Può comunque accadere che ci sia una settimana in cui il bambino cresce meno rispetto all’auspicabile: di solito comunque la settimana successiva si assiste a un recupero, tant’è che i pediatri tendono a valutare l’andamento mensile della crescita, che se tutto va bene deve corrispondere a un aumento di almeno 600-700 grammi al mese, nei primi 3 mesi.

(consulenza di Leo Venturelli, pediatra di famiglia, autore di numerose pubblicazioni di pediatria ambulatoriale e coautore di libri di divulgazione per genitori tra cui E’ nato un bambino, La grande enciclopedia del bambino, Da 0a 6 anni, una guida per la famiglia)

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