Bambino nono mese

L’allergia agli acari della polvere del bambino

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30 Gennaio 2013 | Aggiornato il 16 Marzo 2016
Starnuti, prurito nasale, naso che cola, lacrimazione e arrossamento degli occhi sono alcuni dei sintomi dell’allergia agli acari, che può però portare anche ad asma bronchiale. Ecco i comportamenti da adottare
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L’allergia agli acari della polvere, minuscoli animaletti parenti stretti dei ragni, pressoché invisibili, che si annidano soprattutto in materassi, cuscini, tessuti e dove appunto si accumula la polvere, può manifestarsi con sintomi più o meno severi.


Si va da forme più o meno lievi di rinite allergica, caratterizzata da naso che cola, starnuti, prurito nasale, lacrimazione e arrossamento degli occhi, fino alle più temibili crisi asmatiche, caratterizzate da un’importante difficoltà respiratoria dovuta all’improvviso restringimento dei bronchi.


Il bambino è allergico: come comportarsi


Prima di tutto bisogna avere la conferma, attraverso specifici test cutanei come il prick test. Se la conferma c'è, bisogna impedire, per quanto possibile, che il bambino venga a contatto con gli acari.


In casa si devono quindi adottare vari accorgimenti per limitare la diffusione di questi piccoli organismi. Ecco i principali:

 

  • coprire materassi, cuscini del letto ed eventualmente piumoni con apposite fodere certificate antiacaro;
  • eliminare tendaggi pesanti, tappeti pelosi, moquette;
  • arieggiare spesso la casa, per evitare il ristagno d'aria e di polvere ed eccessivi livelli di umidità;
  • sempre per ridurre l'umidità, non utilizzare umidificatori - al contrario, si possono usare deumidificatori se si formano muffe o condense - e non stendere in casa i panni bagnati;
  • passare ogni giorno sul pavimento e sui mobili uno straccio umido in modo da asportare la povere senza sollevarla;
  • non usare la scopa ma solo l’aspirapolvere, con filtri specializzati per il particolato fine;
  • se possibile, non dare al bambino dei peluche, oppure lavarli spesso, circa una volta ogni due settimane, a 60°C per almeno mezz'ora.

Per il trattamento dei sintomi si possono seguire terapie ad hoc, che devono essere prescritte dal pediatra o dall'allergologo. E se la situazione è particolarmente grave, si può valutare l'ipotesi della terapia desensibilizzante, una sorta di vaccino che comporta esposizioni graduali e progressive del bambino all'allergene, in modo da abituare il suo organismo a tollerarlo meglio.

 

Fonti per questo articolo: consulenza di Leo Venturelli, pediatra di famiglia e coautore di libri di divulgazione per genitori; materiale informativo sulla rinite allergica dell'Ospedale Pediatrico Bambin Gesù; materiale informativo sugli acari della polvere dell'Ospedale Pediatrico Bambin Gesù; materiale informativo del Servizio sanitario inglese sulle allergie.

 

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