Bambino undicesimo mese

Il bambino ha la faringite

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05 Febbraio 2013
La faringite, una delle patologie più comuni nei bambini, è una infiammazione della faringe. I sintomi, le cause e come si cura
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Il mal di gola, o più di preciso la faringite, è sintomo di un’infiammazione della faringe, che è il tratto superiore della gola. A causare il problema sono particolari microbi aggressivi per le vie aeree, come gli adenovirus, i coxasackievirus e, più raramente, l’herpes virus di tipo 1. A volte può invece essere implicato lo streptococco, che provoca l’infiammazione anche delle tonsille.

I sintomi della faringite: febbre e placche

Il sintomo che in genere differenzia la forma virale dalla forma batterica è la febbre: se è molto alta (oltre i 38, 5 - 39 gradi), accompagnata da brividi e associata a ingrossamento dei linfonodi situati dietro le orecchie è probabile che l’infezione sia da streptococco. Se invece è modesta e associata ai sintomi del raffreddore e a tosse secca è più facile che si tratti di un virus.

Le placche, cioè i puntini bianchi di forma irregolare e lievemente in rilievo, che compaiono sulla gola e sulle tonsille possono essere presenti in entrambe le forme.

Cosa fare se il bambino ha la faringite

La diagnosi deve essere effettuata dal pediatra che deve essere consultato ogni volta che il bambino non sta bene. Per quanto riguarda le cure, nei primi due giorni sono uguali per tutte le forme e consistono nella somministrazione del paracetamolo per attenuare la febbre. Se il pediatra sospetta che sia implicato lo streptococco può averne conferma effettuando lui stesso in ambulatorio un test rapido, che prevede di prelevare una piccola quantità di secrezioni dalle tonsille utilizzando un tampone. Se il problema è dovuto allo streptococco è necessario somministrare l’antibiotico.

Bambini e antibiotici

NOTA BENE. Bisogna sempre portare a termine una cura antibiotica, secondo quanto indicato dal pediatra. Sospenderla prima del tempo, magari perché i sintomi della malattia sono già scomparsi, significa esporre il bambino al rischio sia di ricadute, sia di sviluppare una resistenza verso quel particolare antibiotico. I batteri possono cioè diventare più forti e resistenti al farmaco, se la terapia è troppo breve per debellarli completamente.

(consulenza di Leo Venturelli, pediatra di famiglia, autore di numerose pubblicazioni di pediatria ambulatoriale e coautore di libri di divulgazione per genitori tra cui E’ nato un bambino, La grande enciclopedia del bambino, Da 0 a 6 anni, una guida per la famiglia)

Leggi tutta L'agenda del bambino, da 0 a 12 mesi

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