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Latte artificiale, come sceglierlo e come prepararlo

Di Valentina Murelli
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12 Dicembre 2012 | Aggiornato il 16 Gennaio 2018
A meno che non si tratti di formule specifiche per situazioni particolari, non esistono differenze nutrizionali sostanziali tra le varie formule, ma per la scelta è sempre meglio consultare il pediatra. E attenzione alla preparazione del biberon, che deve essere scrupolosa dal punto di vista igienico

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Ci sono mamme che non allattano al seno: perché non possono, perché consapevolmente hanno deciso di non farlo, perché - purtroppo - non hanno trovato figure competenti in grado di aiutarle in qualche momento di difficoltà. Qualunque sia il motivo per cui non si allatta al seno, l'importante è garantire al proprio bambino la migliore nutrizione possibile, scegliendo il latte artificiale giusto per lui e preparandolo nel modo più corretto, per non mettere a rischio la sua salute.

 

Come scegliere il latte artificiale
"I latti formulati in comercio sono equilibrati da un punto di vista calorico e di percentuali di nutrienti" scrive il pediatra genovese Alberto Ferrando nel suo ultimo libro, Come nutrire mio figlio (Edizioni LSWR). Inoltre, sono tutti "preparati in base a linee guida internazionali e non esistono sostanziali differenze dal punto di vista nutrizionale, né ci sono prove scientifiche che evidenziano benefici o svantaggi di un latte rispetto ad un altro".

 

Poiché l'offerta è ampia, però, un genitore può trovarsi in difficoltà di fronte alla scelta: la cosa migliore da fare è dunque chiedere consiglio al proprio pediatra.

E di sicuro il consiglio va chiesto in caso di situazioni particolari, per esempio per bambini prematuri (in questi casi si usa il cosiddetto latte 0) o se si ha l'impressione che il bebè non tolleri bene il latte proposto, magari perché lo rigurgita spesso.

 

"Cercate di evitare il fai da te cambiando marche di latte in base a pareri di vicini, amici, conoscenti o gruppi Facebook - scrive Ferrando - e chiedete consiglio al vostro pediatra". Che potrebbe indicare un latte specifico anti-rigurgito, ipoallergenico o a bassissimo contenuto di proteine, per i casi di allergia alle proteine del latte.

 

Come preparare il latte in polvere
Esistono due tipi principali di latti formulati: le formule liquide, che sono pronte all'uso e sterili, ma sono le più costose e per certi versi meno pratiche, e le formule in polvere, che però non sono sterili.

N

onostante l'accuratezza con la quale vengono (in genere) prodotte queste formule, non si può escludere al 100% il rischio che contengano batteri pericolosi per la salute del bambino. Uno tra questi, spiega Ferrando, è Enterobacter sakazakii, che si trova normalmente nell'ambiente e può contaminare la polvere del latte nel momento della sua preparazione in fabbrica.

 

Le infezioni causate da questo batterio sono molto rare, ma possono essere anche molto gravi. Per questo è fondamentale preparare con cura e attenzione il latte da dare al proprio bambino.

 

Come? Vediamo i consigli forniti dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in un opuscolo dedicato proprio alla preparazione a casa del biberon con il latte in polvere. L'Ibfan (international Baby Food Action Network) consiglia di seguire queste istruzioni sempre, anche se in etichetta i produttori danno indicazioni differenti.  


1. Per prima cosa, bisogna lavarsi molto bene le mani, con acqua saponata, e asciugarle con un asciugamani pulito.

 

2. Anche il biberon da usare deve essere accuratamente lavato e poi sterilizzato, in tutte le sue parti (bottiglia, tettarella, coperchio, anello ferma-tettarella). Per la pulizia, l'Oms consiglia di usare acqua calda con detersivo e una spazzola per rimuovere ogni eventuale residuo di cibo dalla bottiglia e dalla tettarella, sciacquando il tutto con cura.

 

3. Per la sterilizzazione del biberon si possono usare le soluzioni sterilizzanti o gli sterilizzatori in commercio - seguendo accuratamente le istruzioni del produttore - oppure il classico metodo della bollitura. In questo caso, occorre mettere le varie parti del biberon in una pentola piena d'acqua, coprirla e portare ad ebollizione. A questo punto si spegne e si lascia raffreddare.

 

Una volta sterilizzato, il biberon può essere conservato, ben chiuso e coperto, in un posto pulito

 

4. Pulire e disinfettare la superficie sulla quale verrà preparato il latte in polvere.

 

5. Per assicurarsi che i batteri eventualmente presenti nella polvere siano uccisi o disattivati è importantissimo scioglierla in acqua ad alta temperatura. L'Oms consiglia di far bollire l'acqua (fino a un'ebollizione "vivace"), poi trasferire la quantità di acqua necessaria nel biberon e attendere che si raffreddi a non meno di 70° C (quindi non bisogna lasciarla raffreddare per più di mezz'ora).

 

A questo punto, si versa nel biberon la quantità di polvere necessaria - le dosi relative di acqua e polvere sono indicate sulla confezione del prodotto - si chiude e si agita bene per sciogliere la polvere.

 

Come acqua da utilizzare per la preparazione del latte artificiale, molti pediatri consigliano di utilizzare quella oligominerale, in bottiglia. A meno di situazioni particolari, nelle quali l'acqua del rubinetto è potabile ma magari contiene concentrazioni particolarmente elevate di qualche sostanza, si può comunque usare anche quella del rubinetto

 

6. Per raffreddare il latte preparato, basta mettere il biberon sotto l'acqua corrente (facendo attenzione che l'acqua rimanga sotto il coperchio) o in un contenitore con acqua fredda e ghiaccio. Per controllare la temperatura, basta versare qualche goccia di latte sul proprio polso: deve risultare tiepida, non calda. Ecco: il latte è pronto e il bebè può mangiare.

 

Si può preparare il latte artificiale in anticipo?
Secondo le indicazioni dell'Oms, è meglio prepararlo fresco volta per volta, per evitare che possano crescerci dentro dei batteri. Se proprio non si può farne a meno, il latte appena preparato va raffreddato molto velocemente e messo in frigorifero, per non più di 24 ore. Può anche essere conservato in una borsa frigo, per non più di 4 ore, mentre a temperatura ambiente deve essere consumano entro due ore.

 

Per riscaldarlo - operazione che non dovrebbe prendere più di 15 minuti - basta mettere il biberon in un contenitore con acqua calda.

Assolutamente da evitare il microonde, perché riscalda in modo non omogeneo: potrebbero formarsi delle "bolle" di latte bollente che potrebbero bruciare la bocca del bambino

 

E per preparalo fuori casa?
Si può fare, portandosi dietro la polvere necessaria in un contenitore sterilizzato e un thermos con acqua bollita: "Se è ben chiuso - scrive Ferrando - dovrebbe mantenere l'acqua a una temperatura superiore ai 70 °C per diverse ore".