Secondo mese neonato

La crosta lattea

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01 Giugno 2014
Il neonato ha piccole squame biancastre di consistenza morbida sul cuoio capelluto. Come comportarsi in caso di “dermatite seborroica”, più conosciuta con il nome di crosta lattea
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La crosta lattea è facile da diagnosticare perché dà luogo a un sintomo molto caratteristico, rappresentato dalla comparsa sul cuoio capelluto, più raramente sulla fronte e sulle sopracciglia, di piccole squame biancastre, di consistenza morbida eppure ben attaccate alla pelle.

Il nome scientifico è “dermatite seborroica” ed è causata da un ancora imperfetto funzionamento dei meccanismi che presiedono il ricambio cellulare della pelle, unito a un’attività accelerata delle ghiandole che producono grasso e alla presenza di un particolare fungo, il pityrosporum, che si nutre di sebo.

Crosta lattea: cosa fare

La crosta lattea scompare spontaneamente entro massimo il quarto mese e non richiede la somministrazione di medicine, neppure per uso locale. Le crosticine si possono asportare dopo averle ammorbidite con olio di borragine oppure di mandorle dolci. Per toglierle bisogna agire con estrema delicatezza, aiutandosi con una garzina sterile. Il lavaggio della testina può essere fatto con la solita frequenza.

Solo se il problema dovesse peggiorare e prolungarsi nel tempo (eventualità rarissima) può essere necessario ricorrere a uno specifico antifungicida che deve essere il pediatra a prescrivere.

(consulenza di Leo Venturelli, pediatra di famiglia, autore di numerose pubblicazioni di pediatria ambulatoriale e coautore di libri di divulgazione per genitori tra cui E’ nato un bambino, La grande enciclopedia del bambino, Da 0a 6 anni, una guida per la famiglia)

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