Secondo mese neonato

La crosta lattea

Di Irma Levanti
crosta-lattea
19 marzo 2020

Il neonato ha piccole squame giallastre sul cuoio capelluto. Come comportarsi in caso di "dermatite seborroica", più conosciuta con il nome di crosta lattea

Morbida, liscia, perfetta: così ci aspettiamo la pelle del neonato e invece non è affatto sempre così. Possono esserci piccoli foruncoli o piccole bollicine bianche, arrossamenti, squame giallastre sulla testa o dietro le orecchie. In questo caso si tratta della crosta lattea o dermatite seborroica. Vediamo in dettaglio di cosa si tratta.

 

Indice di questo articolo:

  • che cos'è la crosta lattea;
  • cosa c'entra con il latte;
  • quali sono le cause;
  • come comportarsi

 

Che cos'è la crosta lattea

 

Il nome scientifico corretto è in realtà dermatite seborroica. Si tratta dunque di una forma di dermatite caratterizzata dalla comparsa di squame giallastre in genere localizzate sul cuoio capelluto, la fronte, le arcate sopraccigliari e le regioni dietro le orecchie. Nelle forme più estese può esserci anche un eritema che interessa viso, collo, tronco e area inguinale.

 

Diciamo la verità: l'aspetto della testolina del bebè ricoperta da queste squame non è bellissimo, ma la buona notizia è che non si tratta affatto di una malattia grave. Semplicemente, è una condizione piuttosto frequente nei neonati, che in molti casi scompare da sola. Solo se persiste molto a lungo può essere il segnale di una predisposizione alla psoriasi o alla dermatite atopica.

 

Cosa c'entra con il latte

 

Assolutamente nulla. La crosta lattea si chiama così perché è tipica dei lattanti, visto che compare in genere intorno ai 2/3 mesi di vita, per poi scomparire intorno al sesto.

 

Quali sono le cause

 

Non è ancora del tutto chiaro da cosa dipenda la dermatite seborroica. C'è un'aumentata secrezione di sebo (cioè grasso) da parte di ghiandole della pelle, che provoca un processo infiammatorio localizzato e potrebbe giocare un ruolo anche la possibile colonizzazione da parte di un lievito comunemente presente nella flora microbica cutanea degli esseri umani.

 

Tuttavia non sappiamo con precisione da cosa dipenda questa iper produzione di sebo.

 

Come comportarsi

 

Nelle forme più lievi si può anche non fare nulla, o limitarsi ad applicare un olio (per esempio di mandorle dolci) o una crema emolliente che aiuti a rimuovere le squame senza però traumatizzarle. Da evitare la rimozione meccanica, con pettinini o altro, che può aggravare la situazione: al massimo, si può facilitare con una spazzola molto morbida l'allontanamento di squame già distaccate. Per il lavaggio dei capelli, meglio preferire detergenti a base oleosa o arricchiti da sostanze emollienti.

 

Nelle forme più gravi conviene consultare il medico specialista, che potrebbe consigliare creme a base di cortisone da utilizzare localmente.

 

Per saperne di più:

 

Fonti per questo articolo: materiale del sito informativo di medicina WebMd, materiale informativo della Mayo Clinic americana.