Bambino nono mese

Le tappe per iniziare a camminare

Di Valentina D'Andrea Simona Regina
bambinogattonare
18 Aprile 2019
Vietato fare confronti con i coetanei. Quello che conta è che vostra figlia o vostro figlio gradualmente raggiunga le tappe che portano a camminare. Se ne salta qualcuna non preoccupatevi però, basta che raggiunga l'obiettivo successivo fino ai primi passi. Per monitorare l'armonioso sviluppo psicomotorio non saltate le visite pediatriche per i periodici bilanci di salute 
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Iniziano a camminare a 12 mesi, riescono a salire le scale sorreggendosi a 18 mesi e corrono bene a 2 anni. In genere. Perché l'età a cui queste tappe sono raggiunte può variare sensibilmente da bambina a bambina.

 

Una cosa è certa però: i primi passi sono una tappa attesissima da mamma e papà, un traguardo importante lungo il percorso che conduce all’autonomia. E se da un lato è comprensibile che si tenda a giudicarlo la prova più eclatante di uno sviluppo psicofisico armonico, dall’altro è più che giusto compiacersi anche dei precedenti progressi, primo tra tutti il controllo della testina, che ne costituiscono la migliore premessa.

 

Ma per non caricarsi di inutili ansie e preoccupazioni relative allo sviluppo psicomotorio del proprio figlio o della propria figlia, al bando i paragoni con i suoi coetanei (come invece spesso si fa).

 

Ecco le tappe principali che portano a camminare, anche se, ovviamente, non è possibile prevedere con esattezza quando un bambino acquisirà una data capacità. Pertanto lievi ritardi dalle conquiste attese durante la crescita e qui indicate non devono procurare allarme.

 

Ricordiamo a tal proposito l’importanza delle periodiche visite dal pediatra di famiglia per fare i bilanci di salute: è l’occasione in cui il pediatra valuta tutti i parametri opportuni rispetto all’età del bambino.

 

Dai cinque mesi: il controllo della testa

 

Intorno ai cinque mesi ci si aspetta che abbia un buon controllo della testa - deve cioè tenerla dritta e non ciondolante quando viene tenuto in braccio, in posizione verticale o seduta - e che la ruoti per individuare la provenienza di un suono o di una voce e la pieghi verso il basso per osservare oggetti posti a terra oppure che gli sono caduti di mano.

 

Tipicamente a questa età bambini e bambine mantengono il controllo del capo quando sollevato, siedono con un appoggio, si rotolano, in genere dalla posizione ventrale a quella dorsale.

 

Sei mesi: la posizione seduta

 

A sei mesi compiuti sta seduto per alcuni secondi di seguito senza appoggio. Poi via via siede sempre più senza sostegno e sostiene il peso sulle gambe quando è tenuto in piedi.

Indicativamente tra i 6 e i 9 mesi inizia a muoversi a carponi; alcuni iniziano ad andare all’indietro, altri in avanti, alcuni imparano a camminare senza aver mai strisciato, altri si trascinano da seduti; verso gli 8/9 mesi si alza e sta in piedi attaccandosi ai mobili.

 

Otto mesi: maggiore stabilità

 

 A 8 mesi comincia a stare seduto senza appoggi e a chinarsi o sdraiarsi per poi rimettersi seduto, da solo.  È  in grado di ruotare su se stesso e di passare rapidamente dalla posizione prona alla supina e viceversa.

 

Via via poi, dai nove ai dodici mesi acquisisce sempre maggiore stabilità riuscendo a stare seduto senza appoggio, probabilmente gattona, impara a mettersi in piedi da solo e a stare in piedi senza aiuto. E nella fase finale di questo stadio comincia a spostarsi appoggiandosi ai mobili e agli oggetti.

 

Nove mesi: sempre più sicurezza da seduti

 

Siede bene, striscia o cammina gattoni, si pone in posizione eretta.

 A nove mesi compiuti ci si aspetta che mantenga la posizione seduta per vario tempo, senza più barcollare o scivolare accidentalmente troppe volte. Da seduto afferra i giocattoli, li getta a terra, si concentrarsi su di essi per almeno un minuto. Apprezza le canzoncine, mostra divertimento quando si gioca con lui a nascondino, si arrabbia quando vuole qualcosa che non gli viene dato.

 

Nove e dieci mesi: si gattona!

 

Tra i 9 e i 10 mesi c’è chi inizia a gattonare, cioè a muoversi carponi, oppure ad avanzare spostandosi sul sederino o ancora strisciando una gamba a terra. Ma c’è anche chi comincia a fare qualche passo se viene sostenuto con entrambe le mani e poco dopo arriva ad alzarsi in piedi e restare in piedi da solo. 

 

La tappa del gattonare non è obbligatoria e non è detto che i bambini che gattonano camminino prima di quelli che saltano questa tappa.

 

11 mesi: in piedi!

 

A 11 mesi i progressi psicomotori diventano vistosissimi e riguardano maggiormente la deambulazione e, più di preciso, le fasi che immediatamente la precedono. Quasi tutti i bambini riescono ad alzarsi in piedi anche partendo dalla posizione sdraiata, a volte semplicemente puntellando le manine sul pavimento, altre ancora aggrappandosi alle sbarre del lettino o alla rete del box. Dopo aver provato e riprovato ad alzarsi in piedi fino a compiere questo passaggio con disinvoltura, il bambino può cominciare a fare i primi passi appoggiandosi alla parete, ai mobili, ai divani o tenuto per mano. Da adesso in poi potrebbe iniziare a camminare da solo, senza appoggio e senza chiedere aiuto ai genitori, da un momento all’altro.

 

12-18 mesi: si cammina

 

Cammina appoggiandosi ai mobili (“andatura a tappe da crociera” o “navigazione costiera”) o tenuto per mano, può riuscire a fare 1 o 2 passi senza supporto, sta in piedi per pochi momenti per volta. E gradualmente arriva a camminare.

 

La maggior parte dei bambini tocca il traguardo tra i 12 e i 13 mesi, ma ritardi rispetto alla media non devono preoccupare perché camminare più o meno precocemente non è un indice di più o meno scarsa intelligenza. Va tenuto conto che ci sono bambini prudenti, che preferiscono cominciare a camminare quando si sentono molto sicuri del proprio equilibrio e della capacità di gestire le inevitabili cadute. Solo nel caso in cui non camminasse ancora a 18 mesi compiuti, eventualità che peraltro è sempre associata a problemi che vengono diagnosticati molto prima dell’anno, è opportuno consultare il pediatra.

 

(consulenza di Leo Venturelli, pediatra di famiglia, autore di numerose pubblicazioni di pediatria ambulatoriale e coautore di libri di divulgazione per genitori tra cui È nato un bambino, La grande enciclopedia del bambino, Da 0 a 6 anni, una guida per la famiglia, Gaetano Pagnotta, già responsabile di Alta Specializzazione nelle malattie congenite e rare dello Scheletro dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, e Manuele Lampasi, responsabile di Ortopedia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Meyer di Firenze )

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