Agenda del bambino

Il quarto mese del neonato

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18 Agosto 2014
I consigli alla neo mamma sui bilanci di salute, sulle visite di controllo del pediatra, sui massaggi, sul mughetto, sull'ernia ombelicale e su quello che può accadere nel quarto mese di vita e come risolverlo, i primi piccoli traguardi del bebè
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Nel quarto mese di vita il bambino è sempre più attento, vigile e in grado di interagire con l’ambiente. Riconosce immediatamente non solo la mamma e il papà e le loro voci, ma anche tutte le persone che frequentano con una certa assiduità la famiglia. Gorgoglia divertito quando vede un oggetto in movimento o quando gli si sorride, ama guardarsi attorno quando viene messo sul suo seggiolino.

Per la mamma tutto diventa più semplice in quanto i piccoli inconvenienti legati ai primi tempi dell’allattamento (per esempio, le fastidiose ragadi) in genere sono stati risolti, l’esperienza acquisita nella gestione del bambino regala la sensazione di poter far fronte a qualunque evenienza e l’obiettivo di recuperare una silhouette soddisfacente, se non si è esagerato a tavola e si è fatto un po’ di movimento, non appare più così lontano. Se così non fosse è ora il momento di mettersi a dieta, riducendo al massimo il consumo di dolciumi e di pane, evitando i fuori pasto e tamponando le crisi di fame con verdure crude, come sedano e carote, tagliate a pezzetti. E’ indispensabile inoltre dedicarsi ogni giorno a un’attività fisica dolce.

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TUTTO SUI BILANCI DI SALUTE

Le visite di controllo dal pediatra oggi vengono chiamate con il più esplicativo nome di “bilanci di salute”. Consistono infatti in una serie di valutazioni che il pediatra effettua per verificare che lo sviluppo-psicofisico, di cui fanno parte anche la capacità visiva e uditiva, avvenga in modo regolare. Nel corso di questi controlli il pediatra prende in esame il peso e la statura del piccolo, per stabilire se l’aumento avviene a un ritmo soddisfacente; osserva poi in che modo il bambino reagisce ai suoni ed effettua piccoli test visivi. Durante il primo e il secondo bilancio esegue anche la manovra di Ortolani, che serve a controllare che non vi siano anomalie a carico delle anche. Ecco il calendario completo dei bilanci di salute. Va tenuto conto che ha un valore solo indicativo e non c’è obbligo di rispettarlo da parte dei genitori, anche se ovviamente è consigliabile non disertare gli appuntamenti.

* Primo quadrimestre di vita: il primo controllo si effettua nel primo mese di vita. Durante questa visita il pediatra pesa il bambino e misura la sua statura e la sua circonferenza cranica. Esegue anche la manovra di Ortolani e controlla vista e udito, Parla ai genitori prevalentemente di alimentazione al seno o, in mancanza di latte materno, artificiale, ascoltando (e risolvendo) eventuali dubbi. Il successivo incontro, durante il quale il pediatra effettua le stesse indagini, è nel secondo mese. In questa occasione si affronta l’argomento “vaccinazioni”.

* Secondo quadrimestre di vita: tra il quarto e l’ottavo mese di vita il pediatra fissa l’appuntamento per due controlli. In entrambi gli incontri pesa il bambino e lo misura. Effettua indagini per verificare la simmetria del movimenti compiuti dagli occhi, si accerta che il piccolo ci senta bene e che il suo sviluppo psicomotorio sia adeguato all’età. Di solito è durante il primo di questi due incontri che si ottengono le prime indicazioni sull’alimentazione complementare, cioè sulle prime pappe.

* Terzo quadrimestre di vita: in questo arco di tempo in genere il pediatra esegue altri due controlli: uno tra il settimo e il nono mese, l’altro intorno all’anno. Ancora una volta misura e pesa il bambino, si informa sulle sue eventuali nuove abilità (gattonare, alzarsi in piedi, pronunciare le prime paroline, afferrare con sicurezza gli oggetti). Nel corso di questi appuntamenti si può valutare con il pediatra l’opportunità di effettuare altre vaccinazioni raccomandate (parotite, morbillo, rosolia).

SE E’ PIU’ PICCOLO DELLA MEDIA

La crescita di un bambino, soprattutto per quanto riguarda la statura, è influenzata fortemente dalla genetica. Ogni bambino ha cioè un traguardo di sviluppo fisico scritto nel suo destino genetico e se è vero che uno stile di vita sano (alimentazione corretta, possibilità di muoversi liberamente, atmosfera famigliare serena) gli assicura di raggiungerlo è altrettanto certo che niente gli permetterà di andare oltre le proprie potenzialità. E’ dunque ovvio che il figlio di genitori di bassa statura, salvo bizzarre combinazioni genetiche dovute a qualche antenato, non potrà avere la stessa altezza di un coetaneo che ha madre e padre (o anche solo uno dei due) molto alti. Quello che davvero conta in relazione alla crescita è la regolarità del ritmo: in particolare, nel primo anno di vita non ci devono cioè essere arresti nell’aumento di peso per un periodo superiore alle due-tre settimane. Se il bambino aumenta costantemente, anche se in misura modesta, difficilmente c’è qualcosa che non va. E’ importante anche che l’aumento di peso e l’aumento di statura avvengano in rapporto armonico: un bambino dovrebbe cioè avere costantemente un peso adeguato alla statura.

LEZIONE DI MASSAGGIO

Massaggiare il bambino, compiendo i movimenti nel modo corretto, è un modo di prendersi cura di lui che gli assicura tutta una serie di benefici psicofisici. Durante il massaggio il bambino si sente particolarmente amato in quanto accudito in modo speciale; raggiunge una condizione di rilassamento che può favorire un sonno più sereno; riceve stimoli che si ipotizza si riflettano in modo positivo sullo sviluppo delle capacità cognitive e visive. Ecco i suggerimenti utili riguardo questa pratica.

 

  • Il massaggio al bambino può essere effettuato fin dai primissimi giorni di vita e può essere continuato fino ai 12 mesi e anche oltre. E’ particolarmente raccomandato per i piccoli nati prima del termine, salvo diversa indicazione del neonatologo. Non è comunque mai troppo tardi per iniziare.

  • Ogni momento della giornata può essere quello ideale per eseguirlo. La condizione irrinunciabile è però che la mamma abbia voglia di effettuarlo e il piccolo non sia affamato. I 10 minuti, che sono il lasso di tempo consigliato da dedicare alla singola seduta di massaggio, devono risultare piacevoli non solo per il piccolo ma anche per la mamma.

  • Il massaggio deve essere condotto su tutto il corpo, braccia e gambe comprese. I movimenti da eseguire sono circolari e devono andare in 2 direzioni: dalla testina ai piedi e dal centro del pancino o della schiena verso l’esterno. La pressione esercitata deve essere lieve e può essere caratterizzata da sfioramenti, tamburellare dei polpastrelli, leggere vibrazioni. Durante il massaggio è una buona idea sorridere al bambino e parlargli con un tono dolce e basso.

 

DA SAPERE

Il pediatra quando effettua i bilanci di salute è solito dire anche a quale percentile il bambino corrisponde. Il percentile o, più di preciso, i diagrammi percentili sono l’unità di misura che si utilizza per stabilire come procede la crescita del bambino in peso e in altezza. Sono realizzati prendendo come termine di paragone gruppi formati da 1000 bambini della stessa età. I bambini vengono suddivisi a seconda del peso e della statura dopodiché vengono inseriti in 100 sottogruppi ciascuno formato da 10 bambini. Ogni gruppetto è un centile e ogni centile è rappresentativo dell’uno per cento della popolazione infantile dell’età anagrafica presa in esame. Nel primo centile si trovano i bambini di dimensioni più piccole, nel centesimo quelli più alti e grossi. La maggior parte della popolazione infantile è posizionata tra il 25° e il 75° percentile. I bambini al 50mo centile sono i bambini di dimensioni medie. L’impiego dei diagrammi percentili consente di stabilire se il ritmo di crescita è accettabile e quindi di escludere problemi relativi allo sviluppo fisico: se il bambino si trova tra il terzo e il novantasettesimo centile ha comunque una crescita adeguata, anche se tra i due estremi c’è una differenza significativa (che comunque è spesso influenzata dalla genetica). Se il bambino è stabilmente al di sotto o al di sopra delle due soglie è opportuno pensare all’esistenza di un problema.

PUO’ ACCADERE

Il mughetto

Il mughetto è un’infezione della pelle causata dal fungo Candida albicans. E’ così chiamato perché si manifesta dando luogo allo sviluppo di minuscole vescichette biancastre che interessano la zona della bocca, estendendosi a volte anche sulla superficie della lingua e, in qualche caso, raggiungendo la gola. Si ipotizza che il disturbo sia favorito dalle microlesioni che la suzione può produrre agli angoli delle labbra o sulla mucosa orale.

Cosa fare: le vescichette si possono asportare delicatamente con una garzina sterile inumidita con una soluzione a base di acqua e bicarbonato, che si prepara facendo sciogliere un cucchiaino raso di bicarbonato in circa 300 ml d’acqua. L’operazione va ripetuta 3-4 volte al giorno, al termine delle poppate diurne. Se nell’arco di cinque giorni il mughetto non tende a diminuire bisogna rivolgersi al pediatra, perché può essere necessario usare un preparato antifungicida (di norma per uso locale) che non può essere impiegato di propria iniziativa.

L’ernia ombelicale

Anche varie settimane dopo la caduta del moncone ombelicale nella zona dell’ombelico potrebbe evidenziarsi un piccolo rigonfiamento, di consistenza morbida ed elastica, che scompare in seguito a una leggera pressione esercitata con il dito. Si tratta dell’ernia ombelicale, un’anomalia relativamente frequente e priva di implicazioni importanti. E’ causata dall’incompleta chiusura dell’anello ombelicale, che si trova sotto l’ombelico, da cui deriva la fuoriuscita di una piccola porzione di intestino (l’ernia, appunto).

Cosa fare: l’ernia ombelicale è destinata a scomparire spontaneamente entro massimo i 5 anni di vita, epoca in cui quasi sempre l’anello ombelicale completa la sua chiusura. Non ci sono trattamenti specifici per l’ernia, in quanto non apre la strada ad alcun rischio né provoca fastidio al bambino. Solo se dovesse gonfiarsi e causare dolore (eventualità che il bambino esprime con un pianto intenso) diventa necessario consultare il pediatra con urgenza: il rischio di un simile evento è comunque realmente minimo.

COSA SI’

E’ importante fidarsi del proprio pediatra e sentirsi sicure di quello che afferma e consiglia. Se con il pediatra ci si sente a disagio, se si ha l’impressione che sia troppo frettoloso o brusco e questo suo atteggiamento produce ansia è meglio rivolgersi altrove. Attenzione però: va tenuto conto che i pediatri hanno moltissimi pazientini e quindi è più che opportuno richiedere il loro parere solo se si valuta che sia davvero necessario.

COSA NO

E’ possibile che il bambino di tanto in tanto abbia il singhiozzo (eventualità frequente anche prima del quarto mese). Per farlo passare non si devono somministrare né gocce di limone né di aceto (come invece prescrive una vecchia tradizione). Attaccarlo al seno per qualche secondo, oppure offrirgli il ciuccio può bastare per risolvere il fretta l’inconveniente. Va tenuto presente che il singhiozzo, contrariamente a quello che si tende a pensare, non produce particolare fastidio al bambino.

 

I TRAGUARDI DEL QUARTO MESE

Il neonato dovrebbe ...

Entro la fine del quarto mese dovrebbe essere in grado di girarsi su un fianco quando è sdraiato.

Il neonato potrebbe...

Eccezionalmente potrebbe mostrarsi intimorito di fronte a visi che non gli sono ancora noti, mentre prima la presenza di estranei lo lasciava indifferente.

 

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(L'agenda del bambino è stata redatta con la consulenza di Leo Venturelli, pediatra di famiglia, autore di numerose pubblicazioni di pediatria ambulatoriale e coautore di libri di divulgazione per genitori tra cui E’ nato un bambino, La grande enciclopedia del bambino, Da 0a 6 anni, una guida per la famiglia)

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