Agenda del bambino

L'undicesimo mese del neonato

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10 Agosto 2014
I consigli alla neo mamma sull'uso delle medicine, sui rimedi alternativi, sulle cure naturali, sulle fontanelle, sul mal di gola, sull'infezione 'hand foot and mouth' e su quello che può accadere nell'undicesimo mese di vita e come risolverlo, i primi piccoli traguardi del bebè
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Si dice che sia un problema di nazionalità, ovvero che siano le mamme italiane a sentirsi tranquille solo quando a fronte di ogni minimo segno di malessere del bambino il pediatra prescrive una medicina in grado di far passare tutto in fretta. Non a caso da varie ricerche condotte sull’argomento è emerso che i piccoli italiani prendono più farmaci di tutti gli altri bambini europei. E’ vero anche però che esistono mamme che preferirebbero non usare mai le tradizionali medicine, come per esempio l’antibiotico, ma vorrebbero che per ciascuna di esse vi fosse un rimedio alternativo, il più possibile naturale. Le neomamme possono dunque essere disorientate dall’esistenza di due posizioni così opposte e sviluppare di conseguenza molti dubbi riguardo all’impiego delle medicine. Ecco le informazioni che possono rivelarsi utili, soprattutto con l’approssimarsi dell’anno di vita dopo il quale è possibile che il bambino cominci ad ammalarsi con una certa frequenza, e non perché sia più debole degli altri ma solo in quanto è assolutamente fisiologico che così accada. Le malattie che coinvolgono le vie aeree (tosse, raffreddore e così via) sono, infatti, una sorta di tributo obbligato lungo il cammino della crescita.

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MEDICINE: QUALI E QUANDO

Sono poche le medicine di cui normalmente si fa uso in pediatria e ciascuna di queste andrebbe sempre somministrata dopo aver consultato il pediatra. Questo vale in generale, ma non per il paracetamolo, l’antifebbrile di prima scelta per i piccolini, che tutti i genitori dovrebbero imparare a somministrare correttamente su precedenti istruzioni del pediatra. Ecco le medicine a cui è probabile dover fare ricorso nel primo anno di vita.

 

  • antibiotici: sono da somministrare solo in caso di infezione batterica. Devono essere tassativamente prescritti dal pediatra, al quale spetta valutare l’opportunità di somministrali. Sono molto ben tollerati da i bambini ma non bisogna abusarne per evitare il problema della resistenza, in presenza della quale non riescono più a svolgere la loro azione terapeutica.

  • antifebbrili (paracetamolo e ibuprofene). Sono i farmaci usati per abbassare la febbre. Il paracetamolo è la prima scelta nei primi mesi di vita, ma molti pediatri lo consigliano anche dopo (a questo proposito vedi anche il paragrafo dedicato alla febbre, nel capitolo 10°mese).

  • broncodilatatori e idrocortisone in crema: i primi vanno impiegati in caso di crisi d’asma. Trovano indicazione anche in tutti gli altri casi di ipereattività bronchiale, cioè di difficoltà respiratoria dovuta a un restringimento anomalo dei bronchi. La seconda va applicata sulle lesioni che caratterizzano le forme più gravi di dermatite.

 

SE IL FARMACO ERA SCADUTO

Può succedere di somministrare accidentalmente un farmaco scaduto. Contrariamente a quello che in genere si ritiene nessuna medicina diventa tossica dopo la scadenza. Il pericolo è solo legato alla possibilità che il suo effetto terapeutico non sia più garantito. L’efficacia di un farmaco tende infatti a diminuire a mano a mano che il tempo successivo alla scadenza trascorre. Ma attenzione: una medicina scaduta da tre giorni quasi certamente svolge la sua azione in modo adeguato, mentre è possibile che un farmaco scaduto da anni non abbia più alcun potere. In linea di massima, un farmaco scaduto da meno di sette mesi può svolgere ancora un effetto curativo soddisfacente, a patto di essere stato aperto solo al momento dell’assunzione. Perdono, infatti, più rapidamente l’efficacia le medicine scadute che già sono state aperte. L’eventuale comparsa di mal di pancia e/o vomito dopo l’assunzione per via orale di un farmaco scaduto può dipendere invece dalla fermentazione degli eccipienti, che sono le sostanze che migliorano il sapore e l’assorbimento delle medicine. Questo può accadere soprattutto se tra gli eccipienti ci sono sostanze zuccherine. I sintomi sono comunque destinati a scomparire nell’arco di poco, senza conseguenze.

RIMEDI DOLCI

Non sempre e non per tutte le evenienze è necessario usare i farmaci tradizionali. Esistono infatti rimedi che possono rivelarsi d’aiuto per dare sollievo al bambino alle prese con alcuni tipi di malessere. Per il mal di gola per esempio, si può offrirgli da bere dell’acqua freschissima oppure, se ha già compiuto i dieci mesi, gli si può dare del gelato o fargli succhiare un ghiacciolo. Per favorire la fluidificazione del catarro e la sua conseguente espulsione basta l’acqua, da dargli da bere in abbondanti quantità. Gli attacchi di vomito si possono controllare offrendogli con un cucchiaio 40-80 ml di una bibita zuccherata fredda. Può però bastare anche l’acqua fredda, da somministrare con il cucchiaino. In caso di diarrea, nella pappa andrebbe aggiunto l’olio extravergine d’oliva che si ipotizza potrebbe aiutare le feci a ritrovare in fretta la loro giusta consistenza. Per il raffreddore bastano i lavaggi del naso con soluzione fisiologica. In caso di tosse secca e abbaiante, unita a un’improvvisa difficoltà respiratoria, si deve far respirare al bambino una buona quantità di vapor acqueo: il sistema più rapido è quello di chiudersi in bagno e aprire contemporaneamente tutti i rubinetti dell’acqua calda. Dopodiché è necessario però contattare il pediatra.

DA SAPERE: LA FONTANELLA

Col termine “fontanella” si allude alla membrana fibrosa situata tra le ossa del cranio che, alla nascita, non sono ancora saldate tra loro. Le fontanelle principali sono due: una, detta “anteriore”, cha ha la forma di rombo ed è facile da individuare al tatto sulla sommità della testina; l’altra, “posteriore” che si trova nella zona della nuca ed è di dimensioni ridottissime. Ci sono poi altre quattro fontanelle, talmente minuscole da risultare impossibili da individuare. La temporanea distanza esistente tra le ossa del cranio e colmata dalle fontanelle ha la funzione prima di permettere alla testina del bambino di adattarsi ad attraversare lo stretto canale del parto e poi di consentire al cervello del bebè di aumentare di dimensioni, nel corso dei primi mesi di vita, senza essere subire compressioni. Le fontanelle, per così dire, minori si chiudono generalmente entro il mese e mezzo di vita, mentre la fontanella anteriore sparisce definitivamente dopo l’anno di vita, a volte intorno ai 18 mesi.

PUO’ ACCADERE

Il mal di gola

Il mal di gola, o più di preciso la faringite, è sintomo di un’infiammazione della faringe, che è il tratto superiore della gola. A causare il problema sono particolari microbi aggressivi per le vie aeree, come gli adenovirus, i coxasackievirus e, più raramente, l’herpes virus di tipo 1. A volte può invece essere implicato lo streptococco, che provoca l’infiammazione anche delle tonsille. Il sintomo che in genere differenzia la forma virale dalla forma batterica è la febbre: se è molto alta (oltre i 38, 5 - 39 gradi), accompagnata da brividi e associata a ingrossamento dei linfonodi situati dietro le orecchie è probabile che l’infezione sia da streptococco. Se invece è modesta e associata ai sintomi del raffreddore e a tosse secca è più facile che si tratti di un virus. Le placche, cioè i puntini bianchi di forma irregolare e lievemente in rilievo, che compaiono sulla gola e sulle tonsille possono essere presenti in entrambe le forme.

Cosa fare: La diagnosi deve essere effettuata dal pediatra che deve essere consultato ogni volta che il bambino non sta bene. Per quanto riguarda le cure, nei primi due giorni sono uguali per tutte le forme e consistono nella somministrazione del paracetamolo per attenuare la febbre. Se il pediatra sospetta che sia implicato lo streptococco può averne conferma effettuando lui stesso in ambulatorio un test rapido, che prevede di prelevare una piccola quantità di secrezioni dalle tonsille utilizzando un tampone. Se il problema è dovuto allo streptococco è necessario somministrare l’antibiotico.

L’infezione “mani piedi bocca”

Hand foot and mouth: è la definizione inglese della “sindrome mani-piedi-bocca”, un’infezione causata dai contagiosissimi Coxsackie virus. Si tratta di un’infezione frequente, che i bambini possono contrarre con grande facilità. I sintomi iniziali sono febbre modesta, di solito non superiore ai 38,3°, mancanza di appetito, malessere generale e, a volte, mal di pancia. Successivamente compaiono nella zona della bocca e in qualche caso anche sulla lingua macchioline rosse che si trasformano in breve, diventando piccole ulcerazioni dolorose. Dopodiché, nell’arco di massimo 48 ore l’esantema si estende a mani, piedi e a volte perfino ai glutei.

Cosa fare: Non esistono cure mirate, la malattia guarisce in modo spontaneo nell’arco di massimo sette giorni. Contro la febbre e il malessere si può usare il paracetamolo.

COSA SI’

Bisogna sempre portare a termine una cura antibiotica, secondo quanto indicato dal pediatra. Sospenderla prima del tempo, magari perché i sintomi della malattia sono già scomparsi, significa esporre il bambino al rischio sia di ricadute, sia di sviluppare una resistenza verso quel particolare antibiotico. I batteri possono cioè diventare più forti e resistenti al farmaco, se la terapia è troppo breve per debellarli completamente.

COSA NO

Le placche in gola non segnalano necessariamente un’infezione batterica e quindi non suggeriscono automaticamente di somministrare al bambino l’antibiotico. L’orientamento attuale dei pediatri in caso di placche in gola, tosse, febbre è quello di attendere due-tre giorni prima di prescriverlo.

 

I TRAGUARDI DELL'UNDICESIMO MESE

Il neonato dovrebbe ...

Muovere qualche passo quando viene sostenuto in posizione eretta e incoraggiato a farlo.

Il neonato potrebbe...

Eccezionalmente potrebbe camminare da solo senza sostegno.

 

 

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(L'agenda del bambino è stata redatta con la consulenza di Leo Venturelli, pediatra di famiglia, autore di numerose pubblicazioni di pediatria ambulatoriale e coautore di libri di divulgazione per genitori tra cui E’ nato un bambino, La grande enciclopedia del bambino, Da 0a 6 anni, una guida per la famiglia)

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