Quinto mese neonato

Nido, nonni o baby sitter: a chi lasciare il neonato?

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16 Gennaio 2013
Per le mamme che lavorano fuori casa diventa prioritario decidere a chi affidare il bambino durante le ore in cui sarà necessario allontanarsi da lui. I consigli
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Nido, nonni o baby sitter: ecco le tre possibilità di cui la mamma dispone quando torna al lavoro. Ciascuna di esse presenta alcuni pro e alcuni contro, per cui la soluzione ideale in assoluto non esiste mentre vi è “il meglio” in relazione al singolo bambino. Ecco in sintesi i vantaggi e gli svantaggi da considerare quando si sceglie.

  • Il nido può essere un’ottima soluzione, specialmente se non è particolarmente grande e il rapporto tra il numero di maestre e quello dei piccoli ospiti è ottimale. Il grosso problema legato al nido è rappresentato dal fatto che l’ingresso in una comunità apre la strada al rischio, per così dire “fisiologico”, che il bambino si ammali spesso. Quando succede può allora diventare necessario trovare una persona che si occupi di lui nei giorni in cui rimane a casa, per cui ci si può trovare nuovamente alle prese con il problema iniziale. I vantaggi di questa soluzione sono legati principalmente all’opportunità che viene data al piccolo di socializzare con i coetanei.

  • I nonni (o la sola nonna) se sono disponibili rappresentano una risorsa preziosa, sia per l’affetto che provano per il bambino, sia perché appartengono al nucleo famigliare e quindi consentono al piccolo di trascorrere molto tempo con “persone care”. Ma c’è di più: i nonni assicurano un risparmio non da poco, perché anche quando si trovano nella necessità economica di farsi riconoscere un compenso in cambio della custodia del bambino non sollecitano mai esborsi importanti.

  • La tata può essere un’alternativa validissima specialmente nel primo anno di vita, a patto che sia una persona fidata, dotata di buon senso e amante dei bambini. Se si trova la baby sitter giusta, i vantaggi diventano molteplici e il primo tra questi è rappresentato dal fatto che il bambino non deve essere portato fuori al mattino presto, ma può conservare gli stessi ritmi a cui è già abituato.

(consulenza di Leo Venturelli, pediatra di famiglia, autore di numerose pubblicazioni di pediatria ambulatoriale e coautore di libri di divulgazione per genitori tra cui E’ nato un bambino, La grande enciclopedia del bambino, Da 0 a 6 anni, una guida per la famiglia)

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