Allattamento al seno

Allattamento al seno, 20 risposte degli ESPERTI sull'alimentazione della mamma

12 Novembre 2015 | Aggiornato il 27 Agosto 2018
Angela Spadafranca, biologa nutrizionista e Lidia Lewandowski, dietista del team Nutrimamma di Icans, centro per la nutrizione umana dell'Università di Milano, hanno risposto alle prime 10 domande. Le altre invece sono state messe a punto con la consulenza di Riccardo D'Avanto, presidente del tavolo tecnico sull'allattamento al seno del ministero della salute, Francesca Ferrari presidente di Allattamento Ibclc e Alessandra Bortolotto del direttivo Mami
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ALLATTAMENTO A RICHIESTA O ORARI FISSI. “Il mio bambino ha appena 9 giorni ed è un amore. L'unica questione che un po’ mi lascia spiazzata è che le poppate notturne non hanno orari. A volte si sveglia dopo un'ora, altre volte dopo 3. Dite che sbaglio qualcosa? Mi date dei consigli? Grazie mille." Cara mamma il tuo piccolo ha solo bisogno di tempo per regolarizzare i propri ritmi. Le richieste possono essere legate a fame ma anche a sete o desiderio di calore e rassicurazione. Inoltre considera che per lui succhiare comporta un grande dispendio energetico: spesso le richieste ravvicinate sono causate proprio dal fatto che il piccolo si stanca facilmente e ha bisogno di piccole pause per recuperare. Soddisfare le sue richieste senza imporre un orario fisso vuol dire rispondere ad un suo bisogno. Assecondalo con amore e pazienza e vedrai che presto i suoi ritmi diventeranno più regolari.

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COME AUMENTARE LA PRODUZIONE DEL LATTE. "Quali sono i migliori alimenti per favorire l'aumento della produzione di latte? Quanta acqua devo bere? Ci sono dei sistemi per aumentare la produzione del latte?" Non esistono alimenti magici che fanno aumentare la produzione di latte. E’ sicuramente importante bere acqua: quando l’allattamento al seno è esclusivo la donna produce almeno 500 ml di latte al giorno di cui l’85% circa è costituito da acqua. Se durante la gravidanza si consigliava di bere circa 2 litri di acqua al giorno, durante l’allattamento è auspicabile berne almeno 2.5 litri. Questo è facilmente realizzabile poiché il bisogno di reintegrare le riserve idriche durante e dopo l’allattamento è segnalato da un aumento dello stimolo della sete.

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LA NEONATA E' CRESCIUTA MENO DELLO STANDARD, MA NON VUOLE IL BIBERON. “Mia figlia ha due mesi e qualche giorno. Ieri sono andata dalla pediatra e mi ha detto che non è cresciuta come doveva crescere, e così al mio seno devo aggiungere latte artificiale. Però mia figlia non ne vuole sapere, non sa succhiare, è da ieri che sono nervosa, perché salta le poppate, visto che non vuole succhiare dalla bottiglia. Come devo fare?” Cara mamma cerca di pazientare e tenere sotto controllo la situazione. Se la tua bimba si tranquillizza con il seno continua ad attaccarla, così facendo stimolerai la produzione del tuo latte e non è escluso che così facendo tu possa ovviare all’integrazione con il latte artificiale. Tuttavia se ti accorgi che la bimba è irrequieta perchè affamata potresti provare a proporle il latte artificiale testando biberon di diverso tipo che meglio si adattano alla sua modalità di attacco.

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ALLATTAMENTO, CIBI CON SAPORI FORTI. "Durante l’allattamento devo evitare tutti i cibi dal sapore forte, come aglio, cipolla, peperoni, cavolfiori ecc.?" Il sapore del latte è condizionato da quello che mangia la mamma. Pertanto l’assunzione di cibi dai sapori forti si riflette sul sapore del latte. Questo tuttavia non significa che il latte risulterà sgradito al bambino tanto più se quei cibi sono stati abitualmente consumati durante la gravidanza. Infatti anche l’odore e il sapore del liquido amniotico sono influenzati dall’alimentazione materna e pertanto il bambino potrebbe avere già sperimentato quei sapori forti riconoscendoli pertanto come familiari.

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FRAGOLE, CIOCCOLATA. "Sono golosa sia di fragole che di cioccolata, ma ho letto che possono provocare reazioni allergiche nel bambino. Devo evitarle finché allatto?" Cara mamma non ci sono indicazioni per vietare a priori in allattamento il consumo di fragole o cioccolata. Le reazioni allergiche non dipendono semplicemente dall’esposizione verso certi alimenti ma è un discorso più complesso che parte da uno stato di ipersensibilità di base genetica. Solo in caso di accertata allergia associata a manifestazioni cliniche significative quali sintomi gastrointestinali, orticaria o rash cutanei, allora può essere indicato eliminare tali alimenti dalla dieta della mamma.

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COLICHE, LATTICINI E LEGUMI. "Se mangio troppi latticini il bambino può avere le coliche?" "Sono golosa di legumi, che mi servono anche per combattere la stitichezza, ma ho paura che provochino gonfiori al bambino. C’è un sistema per evitare fermentazioni?" Non esistono evidenze scientifiche che associno l’incidenza delle coliche all’alimentazione della mamma. Il fenomeno delle coliche è un fenomeno del tutto fisiologico nei primi 3 mesi di vita del bambino associato all’immaturità dell’intestino e dei sistemi enzimatici. La problematica si risolve pertanto spontaneamente man mano che il bimbo cresce e in genere intorno ai 3-4 mesi di età. Un sollievo dal fastidioso disturbo può essere ottenuto mediante tecniche di massaggio infantile che favoriscono l’eliminazione dell’aria addominale.

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BIRRA, VINO E CAFFE'. "Posso bere un po’ di vino o di birra ai pasti? Oltretutto dicono che la birra faccia aumentare il latte…Quanti caffè posso bere al giorno? Faranno male al bambino?" Il consumo di un bicchiere di vino o di birra al giorno in uno dei pasti principali non mette a rischio nè la salute della mamma nè quella del bambino, così come il consumo di uno o due caffè al giorno. Da smentire però il falso mito della birra come bevanda che fa aumentare la produzione di latte; anzi è importante non abusare di questa bevanda per non eccedere nel consumo di alcool con possibili danni epatici.

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STITICHEZZA, NEONATO ALLATTATO CON LATTE MATERNO. "Mia figlia ha un mese e 10 giorni ed è un po' di giorni che fa tanta fatica a fare la cacca, sta prendendo solo il mio latte, il pediatra mi ha già dato delle supposte di glicerina, solo che passato l'effetto, si ricomincia tutto da capo. La mia alimentazione penso sia corretta, tanta frutta e verdura, e bevo circa 2 litri di acqua al giorno. Non so più che fare! Qualcuna di voi ha avuto la mia stessa esperienza? Grazie." Cara mamma, potrebbe essere che la tua piccolina stia attraversando il classico periodo delle coliche gassose che portano accumulo di aria e spasmi addominali. In genere è un fenomeno che passa spontaneamente. >>>> CONTINUA >>>

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>>>> CONTINUA >>>Tuttavia per agevolare l’evacuazione nella tua bimba oltre alla somministrazione delle supposte di glicerina, da usare proprio come estremo rimedio, puoi provare ad attuare una stimolazione tattile tramite sondino al fine di far rilasciare lo sfintere ed emettere feci che spesso sono di consistenza assolutamente normale o precedute da un piccolo ‘tappo’. Per il resto continua ad allattarla al seno poichè il latte materno è ricco in oligosaccaridi e probiotici che rinforzano la microflora intestinale della tua bambina e non possono fare altro che aiutarla a superare questo momento difficile.

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DIETA CON LATTANTE ATOPICO "Ho una bimba di 3 mesi e dopo 15/20 giorni dalla nascita gli è venuta la dermatite atopica sul viso, quindi il mio pediatra mi ha tolto latte e derivati, carne rossa, crostacei e frutti di mare, fritti. Ma così il ferro e il calcio come li assumo? Non è troppo rigida come dieta?" Cara mamma, la dermatite atopica è una malattia infiammatoria cronica della pelle. Probabilmente il pediatra valutando la fase acuta di manifestazione di ipersensibilità della tua bimba ha ritenuto opportuno eliminare tutti quegli alimenti che hanno un potenziale effetto allergenico o proinfiammatorio e che attraverso l’allattamento avrebbero potuto peggiorare il quadro di infiammazione della tua bimba. Per la copertura del fabbisogno in calcio e ferro in questa fase puoi ricorrere ad appositi integratori alimentari per poi rivalutare più avanti insieme al tuo pediatra la reintroduzione graduale degli alimenti eliminati.

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CAPOPARTO E ALLATTAMENTO. "A qualcuna di voi e capitato che quando ha avuto il capoparto, il latte ha cambiato sapore e il bambino ha avuto scariche più frequenti? Ed è vero che la produzione del latte diminuisce? Devo passare al biberon?" Cara mamma il capoparto rappresenta la prima mestruazione dopo il parto. Le perdite ematiche date dal ciclo mestruale fanno sì che sodio ed elettroliti siano più concentrati nel sangue e quindi nel latte prodotto che risulta pertanto più salato ma non per questo sgradito al bambino. Mediamente nella donna che allatta compare dopo 4-6 mesi periodo spesso coincidente con l’inizio dello svezzamento e con la riduzione delle poppate. Durante l’allattamento esclusivo in genere si hanno alti livelli di prolattina che inibiscono il ciclo mestruale e che servono per garantire un’ottimale produzione di latte. >>> CONTINUA >>>

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>>> CONTINUA >>> Durante il capoparto la prolattina si abbassa e questo si riflette in una temporanea riduzione della produzione di latte materno. Attaccare più frequentemente il bambino è il sistema da adottare per far sì che la suzione riattivi l’adeguata produzione di latte materno. Non è pertanto necessario passare al latte artificiale.

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LO SAI CHE IL LATTE MATERNO UNICO E INIMITABILE? Questo significa che i latti di mucca o di asina o di capra, comunemente proposti per sostituirlo, sono dei surrogati non alla sua altezza. In altre parole, per un neonato non c’è alimento migliore del latte della sua mamma. Il latte materno, infatti, apporta tutte le sostanze essenziali che gli assicurano un’ottima crescita. Nelle giuste proporzioni. Infatti, non ha mai la stessa composizione, ma cambia per adeguarsi alle necessità di crescita del neonato, così come cambia la sua consistenza durante il corso della stessa poppata (quello prodotto all’inizio è meno grasso e più ricco di acqua e lattosio, il latte terminale invece è molto più ricco di grassi). Il latte materno ha, insomma, una spiccata biodiversità.

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SAI CHE IL LATTE MATERNO EDUCA AL GUSTO PRIMA DELLO SVEZZAMENTO? La formula del latte materno varia in base alla dieta della mamma - e veicolando nutrienti e sapori della dieta materna, educa al gusto ancora prima dello svezzamento - ma anche in base alla durata della gravidanza. In questo modo i prematuri, che rappresentano il 6-10% di tutti i nati, hanno a disposizione un latte più ricco di proteine, particolarmente adatto alle loro peculiari esigenze nutrizionali, e con proprietà immunologiche più spiccate del latte maturo.

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SAI CHE IL COLOSTRO E' PERFETTO PER LE PRIME POPPATE? Il latte delle prime poppate si chiama colostro: è perfetto come primo alimento dei neonati, perché è ricco di vitamina A, fattori di crescita e anticorpi. Ha un’alta digeribilità e nello stesso tempo un elevato potere nutrizionale. Il suo effetto lassativo, inoltre, aiuta il neonato a eliminare le prime feci (meconio) e a espellere l’eccesso di bilirubina, cosa che aiuta a prevenire l’ittero. In genere, dopo 2-3 giorni dal parto, si forma il latte maturo, con la montata lattea.

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SAI CHE IL LATTE MATERNO PROTEGGE DA MALATTIE E ALLERGIE? Il latte materno, oltre a essere facilmente digeribile, contiene importanti fattori, tra cui le immunoglobuline e i prebiotici, che aiutano l’organismo in crescita a proteggersi da batteri, virus e altri agenti che causano malattie e allergie. Il latte materno inoltre è ricco di principi attivi che promuovono lo sviluppo del sistema digerente, di calcio e proteine utili per la formazione e rafforzare le ossa, ed è una fonte importante di acidi grassi essenziali, indispensabili per la crescita del cervello e della facoltà cognitiva. Veicola inoltre dalla mamma al bambino ormoni, anticorpi e anche cellule staminali: e la ricerca in questo campo è ancora in corso per verificare gli effetti di riparazione, rigenerazione o compensazione delle staminali contenute nel latte materno. È ormai condiviso a livello internazionale, inoltre, che l’allattamento al seno riduce l’incidenza delle gastroenteriti, il rischio di SIDS.

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SAI CHE ANCHE LA MAMMA TRAE BENEFICI DALL'ALLATTARE? Il latte materno è pratico - salvo un po’ di difficoltà che si possono incontrare all’inizio, per superare le quali può essere utile rivolgersi al personale sanitario -, è sempre disponibile e alla giusta temperatura. Ed è economico: nessun costo di preparazione. Allattando, poi, si favorisce la contrazione dell’utero, riducendo il naturale sanguinamento post parto e consentendo all’utero di tornare alle dimensioni normali più velocemente. Inoltre, meglio delle diete dimagranti, favorisce la perdita di peso e il recupero della forma fisica. E infine, alcuni studi suggeriscono che l’allattamento al seno riduce il rischio di osteoporosi dopo la menopausa e contribuisce a ridurre il rischio di cancro al seno e all’ovaio.

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E CHI NON HA LATTE? Sono veramente rari i casi di donne che producono poco latte. L’obesità è un fattore predisponente, può cioè ostacolare la lattazione. Anche chi ha avuto un parto traumatico può essere meno predisposta a far partire l’allattamento. Generalmente le cause che portano ad abbandonare l'allattamento sono la scarsa informazione o il mancato sostegno alle neomamme che a volte, più o meno incoraggiate da operatori sanitari e/o familiari, finiscono con l’interpretare alcuni comportamenti del bambino (per esempio “vuole attaccarsi più spesso del solito” ) come indice della insufficiente produzione di latte. Ma è proprio la suzione del seno da parte del bambino che garantisce l’adeguata produzione di latte. E non c’è nulla di strano che in alcuni giorni, un bambino possa avere più fame del solito e voler mangiare più spesso: così facendo aumenta la produzione di latte. In definitiva, poi, se il bambino cresce vuol dire che il latte è sufficiente.

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E SE LA MAMMA DEVE SOTTOPORSI A INDAGINI RADIOLOGICHE? In questi casi non c’è alcun motivo per interrompere l’allattamento. Molte mamme che allattano e che devono sottoporsi a esami di diagnostica per immagini si chiedono se possano essere dannosi per il bambino. Ma in realtà i raggi utilizzati in radiologia, così come gli ultrasuoni in ecografia o i campi magnetici della risonanza magnetica nucleare, non danneggiano il latte materno e quindi sono sicuri per il poppante. Per l’esecuzione della tac e della risonanza magnetica può essere necessario iniettare alla madre un “mezzo di contrasto” che può filtrare nel latte materno. Per questo motivo, in passato, si consigliava di gettare il latte prodotto subito dopo la somministrazione del mezzo di contrasto. Ma una recente indagine ha dimostrato che non c’è alcuna incompatibilità tra allattamento e questi esami con mezzi di contrasto: le poppate possono continuare regolarmente.

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CI SONO CONTROINDICAZIONI AD ALLATTARE? L'UNICA E' RAPPRESENTATA DALLA SIEROPOSITIVITA' all’HIV, perché c’è il rischio concreto che, in questo modo, una donna affetta dal virus possa trasmettere l'infezione al proprio figlio. Altre controindicazioni non hanno fondamento: non è vero che in caso di miopia, epatite C, sclerosi multipla o anemia una donna non debba allattare. A meno che la malattia non sia così grave che è meglio evitare lo stress metabolico causato dall’allattamento.

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DURANTE L'ALLATTAMENTO POSSO PRENDERE FARMACI? Può capitare che la mamma debba assumere farmaci per curarsi. In questo caso è appropriato verificare se il loro uso sia sicuro per il bambino. Se si sa in anticipo che il farmaco da assumere è controindicato, prima di iniziare la terapia può essere utile ricorrere al tiralatte. Sulla base delle attuali raccomandazioni più accreditate, il latte materno può essere conservato in frigo a temperatura di 4 °C per 4 giorni oppure conservato nel freezer a - 20°C per 6 mesi.

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E SE LA MAMMA CHE ALLATTA E' NUOVAMENTE IN DOLCE ATTESA? Nella maggior parte dei casi, allattare al seno anche in caso di una nuova gravidanza è sicuro per madre, embrione, feto e lattante. In particolare, si può allattare tranquillamente nel primo e nel secondo trimestre di gravidanza, nell’ultimo invece meglio confrontarsi con il ginecologo.

ALLATTAMENTO A RICHIESTA O ORARI FISSI. “Il mio bambino ha appena 9 giorni ed è un amore. L'unica questione che un po’ mi lascia spiazzata è che le poppate notturne non hanno orari. A volte si sveglia dopo un'ora, altre volte dopo 3. Dite che sbaglio qualcosa? Mi date dei consigli? Grazie mille." Cara mamma il tuo piccolo ha solo bisogno di tempo per regolarizzare i propri ritmi. Le richieste possono essere legate a fame ma anche a sete o desiderio di calore e rassicurazione. Inoltre considera che per lui succhiare comporta un grande dispendio energetico: spesso le richieste ravvicinate sono causate proprio dal fatto che il piccolo si stanca facilmente e ha bisogno di piccole pause per recuperare. Soddisfare le sue richieste senza imporre un orario fisso vuol dire rispondere ad un suo bisogno. Assecondalo con amore e pazienza e vedrai che presto i suoi ritmi diventeranno più regolari.
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