Alimentazione neonato

26 cose da sapere sull’allattamento al seno e artificiale, a cura del ministero della Salute

allattamento
05 Ottobre 2014 | Aggiornato il 07 Gennaio 2015
Dai miti da sfatare alle abitudini da evitare, dall’integrazione del latte materno alle controindicazioni, fino ad arrivare ai consigli sul latte artificiale: il ministero della Salute ha pubblicato un vademecum con le 26 cose da sapere sull’allattamento
 
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Le donne che allattano devono seguire una dieta particolare? Bere molto aumenta la produzione di latte? Bisogna sterilizzare il capezzolo prima di allattare? Si può fare sport durante l’allattamento? Sono tutte domande molto comuni tra le neomamme, ma spesso le risposte che vengono date sono influenzate da miti e credenze popolari. E se a volte i “consigli della nonna” sono davvero utili, altre volte possono risultare addirittura controproducenti. Ecco allora che il ministero della Salute ha pubblicato sul proprio sito un vademecum per le donne che allattano al seno. (Tutti gli approfondimenti del magazine sul tema allattamento)

 

I MITI DA SFATARE

 

1. Le donne che allattano al seno devono sentirsi libere “di mangiare seguendo le proprie abitudini”. E solo se la madre nota che il consumo di certi cibi provoca disturbi al bambino, può provare a eliminarli dalla sua dieta. (Leggi la dieta per la mamma che allatta)

 

2. Solo se la donna segue una dieta vegetariana stretta “il latte materno prodotto può essere carente di vitamina B12, che la mamma assumerà sotto forma di integratori alimentari specifici”. (Leggi anche 10 miti da sfatare sull'allattamento)

 

3. Non è documentato che bere molti liquidi (acqua, brodo di pollo) aumenti la produzione di latte.

 

4. La produzione di latte è favorita soprattutto dal bambino quando questo può “ciucciare correttamente e a domanda dal seno materno”, oltre che “dal giusto apporto quotidiano materno di acqua”.

 

5. La normale pulizia quotidiana del corpo e del seno “è sufficiente per proteggere il bambino da molti rischi di infezione”, quindi non è necessario disinfettare il capezzolo.

 

6. La mamma può continuare l’allattamento “anche se ha l’influenza o altre infezioni comuni, dopo aver informato il medico”.

 

7. Lo sport fa bene: la mamma “può fare attività sportiva non agonistica, che incrementa la produzione di latte”. (Le mamme parlano di allattamento e post allattamento nel forum di nostrofiglio.it!)

 

LE ABITUDINI DA EVITARE

 

8. Il fumo di sigaretta, oltre a nuocere alla madre e a chi le sta vicino e “ad aumentare i rischi di SIDS” (la morte in culla), “può ridurre la produzione di latte”.

 

9. Gli alcolici “vanno evitati, perché l’alcol passa nel latte ed è capace di causare sonnolenza e disturbi dell’alimentazione nel poppante”.

 

10. Se l’allattamento esclusivo è ben avviato “non c’è bisogno di intervenire con altri liquidi o alimenti”. (Potrebbe interessarti 10 regole per allattare bene e a lungo)

 

L’INTEGRAZIONE DEL LATTE MATERNO

 

11. Il solo latte materno “non è sufficiente a soddisfare tutte le esigenze nutrizionali dei bambini dopo i sei mesi”, anche se i bisogni variano da bambino a bambino. Svezzamento, le 15 cose da sapere

 

12. Se il bambino è in buona salute “si consiglia di osservare il suo comportamento e di rispondervi in maniera appropriata (ad esempio non forzare mai il lattante a mangiare)”. (Leggi anche: Allattamento senza problemi)

 

13. Anche dopo lo svezzamento “si consiglia ai genitori di continuare con l’allattamento a richiesta”. (Leggi la storia da mammenellarete.it: Avevo poco latte, però pian piano)

 

LE CONTROINDICAZIONI

 

14. L’allattamento è controindicato per ragioni mediche “solo in alcuni casi quali: lattanti affetti da rari errori del metabolismo (galattosemia, fenilchetonuria), sieropositività della madre al virus HIV”.

 

15. L’allattamento è temporaneamente controindicato “in presenza di una lesione attiva da Herpes simplex sul capezzolo, da lesioni attive da Herpes zoster o in madri con tubercolosi attiva fino a quando la donna sia considerata non contagiosa”.

 

16. L’allattamento è controindicato anche “se se la madre riceve radio-isotopi per diagnosi o terapia, per il tempo indicato a seconda dell’isotopo usato”.

 

17. Ultima controindicazione all’allattamento è per le madri “che ricevono antimetaboliti o chemioterapici e un piccolo numero di altri composti giudicati non compatibili, fino a quando questi farmaci non sono sospesi e il latte ne è libero”.

 

18. Quasi tutti i più comuni problemi di salute “possono essere trattati con farmaci compatibili con l’allattamento al seno. L’Oms e l’Unicef pubblicano periodicamente la lista dei farmaci che rendono l’allattamento al seno temporaneamente controindicato”.

 

19. Una mamma può decidere di ricorrere al latte artificiale “per propria scelta oppure può doverlo fare per reale scarsa produzione di latte proprio, per l’esistenza di una controindicazione ad allattare al seno, o perché deve tornare al lavoro. In ogni caso non deve essere in alcun modo colpevolizzata”. (Le cose da non dire alla mamma che non allatta al seno)

 

20. In caso si debba ricorrere all’allattamento artificiale, “nel primo anno di vita vanno evitati il latte naturale di mucca e di capra, poiché la loro composizione è inadeguata ai bisogni nutrizionali del lattante e possono causare carenze di ferro”.

 

21. Il latte artificiale “può essere liquido (pronto per l’uso) o in polvere; in questo caso si prepara sciogliendolo in acqua del rubinetto bollita per 20 minuti”.

 

22. Una volta aperta, la scatola “non deve restare senza coperchio o al di fuori del frigorifero”.(7 cose che forse non sai sull'allattamento artificiale)

 

23. Prima di preparare il latte bisogna sempre “lavarsi bene le mani e controllare bene la temperatura del biberon versando qualche goccia sul polso”. (Leggi Latte artificiale, i consigli sulla marca da scegliere)

 

24. Il latte che il bambino non mangia “non può essere riutilizzato e va gettato via”.

 

25. Biberon e tettarelle “vanno lavati e sterilizzati dopo ogni utilizzo, con liquidi speciali o mediante bollitura”.

 

26. L’alimentazione con latte artificiale, come quella al seno, “deve prevedere una certa elasticità per quantità e numero di pasti, secondo il consiglio del pediatra”.