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Addormentarsi mentre si allatta: rischi e consigli dell'esperto

di Rosy Maderloni - 25.01.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstocks
Condividere il letto col neonato favorisce l'allattamento al seno, ma cosa è fondamentale sapere per evitare di addormentarsi mentre si allatta?

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Addormentarsi mentre si allatta

Sui fatti accaduti all'ospedale Pertini di Roma è stato aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo. Il sospetto è che il neonato di tre giorni trovato senza vita nel letto accanto alla neomamma – e questo sarà chiarito dall'autopsia disposta dai magistrati – sia deceduto probabilmente soffocato sotto il peso della madre addormentatasi dopo aver allattato il piccolo al seno nella stanza del reparto.

Addormentarsi mentre si allatta, soprattutto se si giace stesi, è una delle situazioni che può comportare rischi gravi come il Collasso neonatale improvviso e inaspettato (Sudden unexpected postnatal collapse) e per questo le autorità scientifiche che si occupano di prevenire e contrastare la morte infantile anche attraverso vademecum e linee guida per ridurre i rischi di morte improvvisa nei primi giorni di vita del bambino, lavorano per sensibilizzare sulle pratiche che favoriscono un allattamento al seno consapevole dei neonati.

Eppure, posto che le cause sono ancora tutte da circostanziare nella tragedia avvenuta a Roma, è importante non dare per scontato nulla nelle primissime ore dopo il parto e nei primi 7 giorni di vita del neonato. Questo, anche per non farsi spaventare e fidarsi della validità delle evidenze sui benefici dell'allattamento al seno e del rapporto skin to skin mamma-neonato sin dai primi istanti di vita. Ne parliamo con Guglielmo Salvatori, responsabile di Educazione nutrizionale neonatale e Banca del latte umano donato del Bambino Gesù di Roma.

Addormentarsi mentre si allatta: quali rischi?

Addormentarsi mentre si allatta, quali rischi?

Secondo i principi del rooming in condivisi dall'Accademia americana di pediatria (Aap), è raccomandato che il bambino, pur condividendo la stanza con i genitori nei primi 6 mesi di vita, sia posto nel lettino accanto al letto di mamma e papà, in quanto è così favorito l'allattamento al seno e la protezione verso eventi indesiderati. "Quello che accade nei primissimi giorni di vita e che si configura come una morte inaspettata, improvvisa del neonato, rientra in ciò che definiamo morte o quasi morte improvvisa in culla in epoca neonatale - esordisce Salvatori -.

In molti di questi casi non conosciamo la causa ma sappaimo che a ridurre sensibilmente questi episodi sono l'attenzione prestata al bambino nelle sue esigenze vitali, l'attenzione e la vigilanza della mamma e dei caregiver sul bambino non soltanto durante l'allattamento. Il periodo cui facciamo riferimento rispetto a questa specifica situazione va dalle prime ore dopo il parto e si estende alla prima settimana di vita dell'infante.

Bonding e accudimento.

"Portare il piccolo nel letto rispetto al tenerlo in stanza ma sul lettino suscita ancora un dibattito tra gli esperti ma non vi è contrapposizione tra queste due possibilità per la mamma nella scelta più opportuna da fare per il proprio figlio - chiarisce il pediatra -: le evidenze dimostrano che il contatto pelle a pelle prolungato il più possibile si associata a un periodo di allattamento più lungo e a un legame, il bonding, più profondo. Detto questo, però, vanno ascoltati tutti i bisogni che emergono in questa relazione: una mamma stressata, stanca e forse non completamente lucida e ristabilita dopo il parto ha tutto il diritto di chiedere aiuto al personale ospedaliero e al caregiver, molto spesso è il padre ma può essere anche una nonna o un altra persona di fiducia. Il neonato viene allattato al seno frequentemente: questo richiede molte energie e la donna non deve mai sentirsi sola o in dovere di stare per forza 24 ore su 24 col proprio bambino. Può chiedere di portare il bambino alla nursery e il personale competente, compatibilmente con tutte le esigenze da gestire, deve garantire supporto e monitoraggio dell'allattamento e della condizione di salute di madre e figlio".

Quando evitare di addormentarsi nel letto con il proprio bambino (anche se non si allatta)

Ci sono alcune condizioni che aumentano i rischi di morte improvvisa:

  • Il fumo: dovreste essere sicuri di non addormentarvi con il bambino nel vostro letto se voi (o qualsiasi altra persona nel letto) siete un fumatore, anche se non fumate mai a letto.
  • Mai addormentarsi col vostro bambino su un divano o su una poltrona.
  • Addormentarsi col bambino è pericoloso se la capacità di riflessi per rispondere agli stimoli del bambino è rallentata a causa dell'assunzione di alcol, di sostanze - legali e non - che possono condizionare la capacità di attenzione sul bambino.
  • Se si soffre di un disturbo o malattia che condiziona la soglia di attenzione sul bambino.
  • Se si è per qualsiasi altro motivo stanchi a un punto tale che trovate difficile rispondere al vostro bambino.
  • Potrebbe anche essere pericoloso condividere il letto nei primi mesi se il bambino è nato prematuro, se è nato piccolo alla nascita.
  • Se la madre è obeso.
  • Se il letto e il materasso non sono idonei. I letti per gli adulti non sono progettati tenendo in considerazione la sicurezza del bambino. I neonati possono morire se rimangono intrappolati o incastrati nel letto o se un genitore giace su di loro. Il posto per dormire più sicuro per un bambino è probabilmente in una culla vicina al letto dei genitori.

Addormentarsi mentre si allatta: come ridurre il rischio di incidenti

"I divani sono molto pericolosi per i bambini, visto che possono esserne intrappolati nei lati o tra i cuscini – è indicato su vademecum di SIFS e Unicef -.

Non state mai stesi e non vi addormentate mai con il vostro bambino su un divano o su una poltrona. I letti per gli adulti non sono progettati per i bambini. Per prevenire che il vostro bambino si surriscaldi, che soffochi o che rimanga intrappolato:

  • Il materasso deve essere fermo e piatto: i letti ad acqua, il sacco a pelo e i materassi troppo morbidi che affondano non sono adatti.
  • Assicuratevi che il bambino non possa cadere dal letto o rimanere incastrato tra il letto e la parete.
  • La stanza non deve essere troppo calda: la temperatura ideale è tra i 18 e i 20 °C.
  • Il neonato non deve essere troppo vestito e non dovrebbe indossare nessun indumento che possa coprire il viso anche accidentalmente.
  • Coperte, lenzuolini e cuscini non devono surriscaldare il bambino o coprirgli la testa.
  • Il bambino non deve essere lasciato solo sul letto.
  • Il vostro partner dovrebbe sapere se il bambino è nel letto.
  • Se anche un fratellino più grande condivide il lettone con i genitori, un adulto dovrebbe dormire tra i due bambini.
  • Gli animali domestici non devono salire sul letto nel quale vi trovate col vostro bimbo.

Il ruolo del papà e dei caregiver.

"Non solo durante la degenza presso il punto nascita, ma anche una volta rientrati a casa dall'ospedale è importante che la neomamma stabilisca subito un rapporto di fiducia con altre persone vicino al bambino in grado di poter supportare e vigilare sulle esigenze del bambino e della madre - chiarisce il medico dell'Ospedale Bambino Gesù -: il padre assume un ruolo fondamentale e anche nella prassi ospedaliera l'obiettivo è quello di tornare all'era pre Covid 19 in cui al partner è consentito stare nella stanza della madre ed essere di aiuto e sostegno. Un papà presente può notare se la mamma si è addormentata mentre allatta e porre prontamente il piccolo nel suo lettino.

Anche una nonna o un'amica diventano figure importanti perché conoscono e riconoscono se per la neomamma è arrivato il momento di riposare. Anche l'intimità e la fiducia nella relazione potrà fare sì che la mamma possa dire in onestà "non ce la faccio, aiutatemi".

Quale posizione per condividere il letto con il neonato?

Dopo aver considerato tutti gli elementi ambientali che possono causare pericolo per la salute del piccolo, è bene anche coricarsi nella posizione preferibile per ridurre il rischio di schiacciare o far alzare la temperatura corporea del bimbo.

"La maggior parte delle madri che allattano dormono automaticamente volgendo il viso al bambino, tenendo il corpo in una posizione che protegge il bambino, impedendogli di muoversi su e giù per il letto – è l'indicazione dei principali documenti redatti dalle autorità scientifiche -. Il bambino starà in genere al suo fianco per essere allattato. Quando non allattate, dovrebbe stare sdraiato sulla sua schiena, dunque a pancia in su, non deve dormire mai su un fianco o sulla pancia. Se lo state nutrendo con il biberon, il posto più idoneo per la nanna del piccolo è in una culla vicino al letto dei genitori".

"Secondo il biological nurturing (il nutrimento biologico), vi è una postura e un approccio che permette alle donne di allattare in una posizione rilassata - conclude Guglielmo Salvatori -. Questo approccio facilita un buon attacco e l'inizio dell'allattamento al seno esclusivo: la mamma è semidistesa e siccome il bambino sta sul suo petto, la mamma può osservare il colorito del lattante, se le sue vie respiratorie sono libere, se sta alimentandosi oppure se si è addormentato e in questa vigilanza fa tesoro della modalità di monitorare il suo piccolo, riducendo i rischi di eventi patologici. Personalmente, sono portato a dire che l'osservazione informata e consapevole del bambino e la disponibilità di aiuti sono la migliore risposta che possiamo dare per contrastare e ridurre la frequenza di eventi drammatici".

L'intervistato

L'intervistato è Guglielmo Salvatori, responsabile di Educazione nutrizionale neonatale e BLUD dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma.

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