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Ago aspirato e allattamento: si può fare?

di Francesca Capriati - 16.01.2023 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Ago aspirato e allattamento: si può fare un controllo al seno o l'ago aspirato mentre si allatta? Cosa dicono gli esperti sui rischi

In questo articolo

Ago aspirato e allattamento

Durante una procedura di ago aspirato al seno, il medico preleverà una piccola quantità di tessuto o fluido mammario da un'area sospetta utilizzando un ago sottile. Un esame in laboratorio, poi, analizzerà l'eventuale presenza di cellule tumorali. Ma si possono fare le mammografie e l'ago aspirato in allattamento?

A cosa serve l'ago aspirato e come funziona

Se durante l'autopalpazione o la visita senologica, oppure durante l'ecografia o la mammografia, viene evidenziato un nodulo sospetto, l'ago aspirato permette di sciogliere ogni dubbio e di procedere con una biopsia. In pratica l'ago aspirato serve ad analizzare al microscopio di che materiale si tratta e a comprendere se vi siano cellule cancerose.

Come viene eseguito l'ago aspirato al seno?

Il medico utilizza un ago cavo molto sottile attaccato a una siringa per prelevare (quindi aspirare) una piccola quantità di tessuto mammario o di fluido da un'area sospetta.

La procedura viene eseguita più spesso se è probabile che l'area sospetta sia una sacca piena di liquido (quindi una ciste). Aspirando via il fluido può ridursi anche il disagio e il dolore provocato dalla cisti stessa.

L'ago aspirato viene prescritto quando, dopo un'ecografia al seno o una mammografia, viene rilevata una massa sulla quale bisogna indagare.

Si può fare l'ago aspirato se si sta allattando?

Non ci sono controindicazioni, quindi si può certamente fare l'ago aspirato anche se si allatta. L'importate è riferirlo al medico che valuterà il modo migliore per procedere con l'esame.

Dopo l'ago aspirato è normale avvertire un lieve dolore e un po' di disagio: si potrà allattare cambiando la posizione per cercare di non caricare troppo sul punto dolente.

In linea di massima la raccomandazione è quella di rimandare i controlli strumentali nell'ambito dello screening fino a un mese dopo il termine dell'allattamento. Ciò perché la presenza del latte nei dotti mammari può rendere confusa la visione e può essere scambiata anche per un nodulo.

Inoltre, in particolar modo all'inizio dell'allattamento, i linfonodi possono essere ingrossati ed è difficile riuscire a distinguere un nodulo o un ingrossamento meritevole di ulteriori indagini da uno che è del tutto fisiologico.

Tuttavia questa raccomandazione vale laddove non vi siano fattori di rischio o altri sintomi che giustifichino un esame più approfondito.
LILT, per esempio, precisa di non effettuare visite senologiche di prevenzione nei primi sei mesi di allattamento ma anche che è importante sottoporsi agli esami in caso di riferita sintomatologia senologica da parte della donna.

I segnali da non ignorare

I sintomi che non vanno sottovalutati sono:

  1. piccoli rigonfiamenti e noduli fissi in alcune aree del seno. In tal caso proviamo a fare un massaggio al seno oppure osservianoli dopo la poppata: se dovessero ridursi potrebbero essere dotti ostruiti;
  2. secrezioni anomale, maleodoranti o di uno strano colore, soprattutto se interessano una sola mammella;
  3. linfonodi ingrossati nella zona ascellare.

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