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Allattamento, come iniziare bene

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13 Gennaio 2010 | Aggiornato il 26 Marzo 2018
I primi giorni di allattamento sono fondamentali: per non andare in crisi in attesa della montata lattea, per non cedere alla tentazione di dargli (o fargli dare) aggiunte nel timore che il proprio latte non sia sufficiente, insomma per non mandare a monte l’allattamento al seno ancor prima di cominciare.

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I primi giorni di vita nel neonato sono molto importanti per l'allattamento al seno. Ecco i consigli su come cominciare bene, messi a punto con l'aiuto di Paola Paschetto, consulente professionale in allattamento materno IBCLC, sulla base di quanto consigliato dagli organismi sanitari nazionali e internazionali che si occupano di allattamento al seno.

 

Abbi fiducia, ce la puoi fare!
Sappi che praticamente tutte le donne hanno le potenzialità per allattare e che le donne che per motivi fisiologici non possono nutrire il proprio figlio al seno sono pochissime, solo l’1 per cento del totale. Il restante 99 per cento è fisiologicamente in grado di allattare, basta partire col piede giusto.

 

Comincia ad allattarlo il prima possibile
Prima attacchi al seno tuo figlio, meglio è: l’ideale sarebbe entro due ore dalla nascita o anche prima, se possibile, perché in quel momento l’istinto di suzione del bebè è altissimo e perché queste prime poppate "precoci" sono fondamentali perché il bambino riceva il colostro, il siero che viene secreto prima dell’arrivo della montata lattea e che contiene un cocktail di anticorpi preziosissimi per il suo sistema immunitario ancora immaturo.

 

Per raggiungere questo obiettivo è molto importante il contatto pelle a pelle tra mamma e bambino subito dopo il parto. Sono molti gli ospedali che lo incentivano, a volte anche dopo il cesareo.

 

L'attacco corretto
Il primo passo fondamentale per un buon allattamento è che il bimbo si attacchi al seno in modo corretto. Ecco quali sono gli indizi che va tutto bene, secondo il dossier Allattamento al seno: tra arte, scienza e natura del Ministero della salute:
- La bocca è ben aperta e le labbra sono estroflesse;
- Il bambino ha in bocca oltre al capezzolo anche buona parte dell’areola (si deve vedere più areola libera sopra la bocca del bambino che sotto);
- Il mento del bambino è a contatto con la mammella.

 

Viva l'allattamento a richiesta  
La prima regola per allattare esclusivamente al seno è assecondare le richieste del bebè. Più il neonato si attacca, più si stimola la produzione del latte, in un gioco di domanda e offerta che soddisfa in pieno le esigenze del bambino ed aiuta ad evitare i fastidiosissimi ingorghi dei primi giorni di allattamento.

 

Allatta senza orologio alla mano  
 L’allattamento al seno non vuole regole rigide: niente poppate da 10 minuti per seno o poppate ogni 3 ore. Il bambino deve potersi attaccare tutte le volte che vuole e per tutto il tempo che vuole: quando sarà sazio, sarà lui stesso a staccarsi spontaneamente o addormentarsi. È vero che, un po’ per volta, il bambino impara a fare i pasti con un ritmo più regolare, ma non bisogna credere che questo avverrà in pochi giorni!

 

Lo ripetiamo: attaccalo a richiesta!

Soprattutto nei primi giorni, il bebè sembra insaziabile: ha da poco finito di bere, si addormenta ed ecco che, dopo neanche mezz’ora, reclama ancora latte. È tutto normale: nelle prime settimane il bebè cerca nel seno non solo nutrimento, ma anche consolazione e conforto. In più l’alimento materno, essendo molto digeribile, viene presto assimilato, quindi è naturale che dopo poco tempo il piccolo ne chieda ancora.

 

 

Evita la doppia pesata
Pesare il bambino prima e dopo la poppata rischia solo di generare ansie: ci sono poppate in cui beve di più, altre in cui fa solo pochi sorsi, alcune in cui il latte ha una composizione meno ricca di proteine, altre in cui è più grasso e nutriente, quindi sazia anche con quantità inferiori. Per controllare la sua crescita, ti basterà pesarlo una volta alla settimana nei primi mesi, per poi diradare via via la frequenza delle pesate fino a una al mese. Se hai dubbi controlla quanti pannolini bagna: se sono almeno 6/8 nelle 24 ore e se si scarica almeno 2 o 4 volte, significa che mangia bene ed è idratato.

 

Metti in conto le poppate notturne  
Soprattutto nelle prime settimane, il bambino ha bisogno di mangiare a intervalli più o meno regolari e non fa certo distinzione tra ore diurne e notturne, quindi è normale che anche la notte si svegli per succhiare. Mettilo in conto e accetta di buon grado i suoi risvegli. Magari per maggiore comodità nei primi tempi potrai tenere il bambino in una culla accanto al tuo letto, così ti sarà più comodo gestire le poppate.

 

Ricorda infine che durante le ore notturne è più attiva la prolattina, l’ormone responsabile della produzione del latte: un motivo in più per non perdere un appuntamento così importante!

 

Il bebè dorme, dormi anche tu!  
Si sa, i primi giorni arriveranno le visite di parenti e amici che vorranno conoscere il neonato. Non fartene un cruccio se la casa non è in perfetto ordine: gli ospiti capiranno! Anzi, se hai una mamma o una sorella disponibile, approfittane per farti aiutare nelle faccende di casa, altrimenti rimanda tutto quello che non è davvero indispensabile. Cerca piuttosto di riposarti quando anche il bebè dorme, così quando si sveglierà sarai più rilassata e disponibile nei suoi confronti e affronterai con più serenità i risvegli notturni. L’allattamento al seno è un impegno importante, non farti distrarre da attività inutili!

 

A chi puoi rivolgerti per chiedere consiglio:

 

Altre fonti per questo articolo: Dossier Allattamento al seno: tra arte, scienza e natura del Ministero della salute; Allattamento al seno e uso di latte materno, Position statement promosso dal Tavolo sull'allattamento al seno del Ministero della salute.

 

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