Medicina

Contraccezione durante l’allattamento

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08 Luglio 2008
Se si desidera evitare una nuova gravidanza a pochi mesi dal parto, bisogna usare un metodo anticoncezionale. Se è vero che l'allattamento è contraccettivo, è anche vero che non è molto efficace. Ecco i metodi da prendere in considerazione.
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Sei fertile due settimane prima del ciclo

Dopo il parto l’ovulazione riprende in tempi diversi da mamma a mamma. Un fattore importante è appunto l’allattamento. Alle mamme che allattano il primo ciclo può arrivare dopo oltre sei mesi dal parto; altrimenti, nella maggior parte dei casi si ha la prima ovulazione dopo quattro settimane, al massimo sei.

 

Attenzione: l'ovulazione avviene nelle due settimane precedenti la prima mestruazione. E' proprio in quel periodo che molte donne rimangono ancora incinta.

 

L'allattamento non è un contraccettivo sicuro

"L'allattamento è contraccettivo, ma non è molto efficace," dice Stefano Bianchi, professore associato di ginecologia-ostetricia dell’Università di Milano e primario all’Ospedale San Giuseppe di Milano. "Probabilmente è la tecnica contraccettiva più diffusa al mondo, soprattutto nei Paesi dove si fanno molti bambini e dove infatti, grazie all’allattamento, è tipico un intervallo tra un figlio e l’altro di due anni".

Bianchi continua: “Se una coppia vuole escludere di avere una nuova gravidanza nei primi mesi dopo il parto deve adottare un metodo contraccettivo indipendentemente dall’allattamento. L’ideale sarebbe adottare metodi non ormonali perché gli ormoni sessuali femminili possono in qualche modo influenzare l’allattamento". Il riferimento è agli estrogeni che possono avere un impatto negativo sulla quantità e qualità del latte e anche sulla durata complessiva dell’allattamento. Insomma, nel corso dell'allattamento meglio non usare la classica pillola contraccettiva (associazione di estrogeno e progestinico). E allora a quali metodi affidarsi?

Metodi contraccettivi durante l’allattamento

 

  • La mini-pillola è utilizzabile perché contiene solo progestinico. "E’ una scelta adottata da molte donne soprattutto nei Paesi anglosassoni e assolutamente adeguata - sostiene Bianchi - ha un inconveniente però: può causare modeste perdite ematiche che possono anche essere quotidiane". A differenza degli estrogeni, i progestinici non aumentano il rischio trombotico. "Questo è un aspetto molto importante - continua Bianchi - perché la puerpera ha di per sé un aumentato rischio di trombosi. Per questo si raccomanda che per sei settimane dal parto non le venga prescritto alcun trattamento ormonale". La mini-pillola si può prendere dopo tre-quattro settimane dal parto.

  • Il condom. Non ha implicazioni sull'allattamento e potrebbe essere "il metodo più sensato, perché in genere le coppie che hanno avuto un figlio da poco non hanno una vita sessuale molto intensa," osserva il primario di ginecologia.

  • La spirale. In genere viene inserita dalle sei alle otto settimane dopo il parto. Solo allora infatti l'utero dovrebbe avere ripreso le sue normali dimensioni. Alcuni medici raccomandano l'inserimento addirittura a pochi minuti dal parto, una pratica seguita soprattutto nei Paesi in via di sviluppo ad alto tasso di natalità per impedire che la donna rimanga subito incinta. "Ciò non è consueto in Italia - dice Bianchi - già non c’è una grande cultura della spirale, figuriamoci dopo il parto".

 

Occhio all'uso dei metodi naturali

 

Il consiglio: chiedi informazioni al tuo ginecologo su quale può essere il metodo anticoncezionale più adatto a te, nel corso della visita che farai dopo sei-otto settimane dal parto

 

Durante il periodo di puerperio si possono usare i metodi naturali? "Purtroppo sono poco utilizzabili - dice Bianchi - perché la donna che allatta non ha il ciclo mestruale e quindi manca tutta una serie di parametri, come per esempio la presenza di muco filante o meno, che serve per interpretare lo stato della donna".

(Consulenza medica: Stefano Bianchi, professore associato di ginecologia-ostetricia dell’Università di Milano e primario all’Ospedale San Giuseppe di Milano)

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