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Allattamento e alimentazione: quali sono i cibi da evitare?

di Francesca De Ruvo - 23.07.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Stop alle lunghe liste piene di cibi da evitare durante l'allattamento: gli alimenti "proibiti" per le mamme che allattano sono in realtà ben pochi!

Broccoli e cavolfiori? No, perché favoriscono le coliche!

Cipolla e aglio? Assolutamente no perché modificano il gusto del latte!

Arachidi? No, perché c'è il rischio di allergia!

Quando si tratta di alimentazione e allattamento se ne sentono sempre di tutti i colori, tanto che a volte le mamme faticano a capire cosa sia vero e cosa no. In realtà, a parte alcuni (pochi) alimenti che sarebbe meglio non consumare, la mamma che allatta non ha bisogno di privarsi di altro e anzi dovrebbe seguire una dieta quanto più varia ed equilibrata possibile per garantire a sé stessa e al proprio bimbo tutti i nutrienti necessari.

In questo articolo

I cibi da evitare durante l’allattamento

Il latte materno assorbe tutto ciò che la donna mangia nell'arco della giornata, motivo per cui è importantissimo seguire un'alimentazione corretta. Ma proprio perché il latte assorbe ciò che la mamma assume, sarebbe meglio evitare del tutto, o almeno limitare, durante il periodo dell'allattamento alcuni cibi e bevande.

Attenzione, come ricorda anche il Ministero della Salute, non vanno esclusi cibi particolari a priori, ma solo quelli che potrebbero avere effetti negativi sul piccolino. Vediamo quali sono.

Alcol

"Bevi la birra che fa latte", mai frase fu più sbagliata! Il principale divieto in allattamento è legato infatti proprio alle bevande alcoliche. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) americani l'astensione dall'alcol durante l'allattamento sarebbe la scelta migliore per le mamme poiché l'alcol ingerito arriva al latte materno e quindi al bambino. L'assunzione frequente ed eccessiva di alcol durante l'allattamento è stata collegata a:

  • aumento del rischio di disturbi del sonno;
  • ritardo delle capacità psicomotorie;
  • ritardo cognitivo più avanti nella vita.

È stato inoltre dimostrato che elevati consumi di alcol riducono la produzione di latte materno del 20%.

L'alcol andrebbe quindi evitato, tuttavia, sempre secondo i CDC americani, un drink occasionale potrebbe essere sicuro purché si attendano almeno 2/3 ore dall'assunzione della bevanda alcolica prima di allattare il bambino. Secondo le Linee guida italiane, invece, sarebbe opportuno aspettare almeno 3 o 4 ore prima di allattare.

Se decidi di bere alcolici, ricordati però di non condividere il letto con il bimbo. Questo comportamento, come ricorda il Sistema sanitario britannico, è legato alla sindrome della morte in culla (SIDS).

Caffeina

Anche la caffeina, così come l'alcol, può finire nel latte materno e può diventare un problema per la salute del bambino. I bambini, infatti, faticano a "liberarsi" della caffeina assunta e di conseguenza grandi quantità di questa sostanza potrebbero accumularsi nel loro corpo, causando:

  • irritabilità;
  • disturbi del sonno;
  • problemi digestivi o intestinali;
  • minzione frequente.

Il caffè non è l'unica fonte di caffeina, anche il tè e le bevande energetiche ne contengono in grandi quantità. La regola generale è di usare il buon senso e di non esagerare con il consumo di queste bevande. "Due caffè o tè al giorno, lontano dalla poppata, non influiscono in modo negativo sul bambino" si può leggere nelle linee guida per una sana alimentazione. Se si desiderano quantità maggiori, è opportuno scegliere eventualmente prodotti decaffeinati o deteinati.

Cioccolata

La cioccolata contiene una notevole quantità di teobromina, una sostanza che condivide i medesimi effetti della caffeina. Di conseguenza il consumo eccessivo di cioccolata da parte della mamma che allatta provoca una circolazione di teobromina nel latte materno. Questo può causare:

  • stimolazione del sistema nervoso centrale;
  • aumento della minzione;
  • battito cardiaco accelerato;
  • insonnia o incapacità di dormire.

Sebbene l'assunzione eccessiva di cioccolata e prodotti a base di possa influire sulla salute dei bimbi allattati al seno, è importante evidenziare che un consumo basso o moderato di cioccolato non causerà danni alla mamma e al suo bambino. Potete quindi godervi un pezzettino di cioccolata senza troppi pensieri, come per molti altri alimenti "è la dose che fa il veleno".

Pesce

Il pesce è una grande fonte di DHA e di EPA, due tipi di acidi grassi omega-3 che sono importanti per lo sviluppo del cervello nei bambini. Secondo le indicazioni del Sistema sanitario britannico andrebbero consumate 2 porzioni di pesce a settimana, mentre le linee guida italiane per una sana alimentazione ne consigliano 3-4 porzioni. Tuttavia, durante l'allattamento è meglio non esagerare con alcuni tipi di pesce e frutti di mare perché possono essere ricchi di mercurio, un metallo che può essere tossico, specialmente nei neonati e nei bambini.

Tra i pesci maggiormente ricchi di mercurio troviamo

  • pesce spada;
  • tonno;
  • sgombro.

Un'esposizione eccessiva ad alti livelli di mercurio può influenzare in modo permanente il sistema nervoso centrale dei bambini, comportando ritardi cognitivi e motori. Per questo motivo la Food and Drug Administration, l'Agenzia americana per gli alimenti e i medicinali, raccomanda alle madri che allattano di evitare pesci ricchi di mercurio e di consumare invece 225-340 grammi a settimana di pesce a basso contenuto di mercurio.

Arachidi e altri alimenti “allergizzanti”

Fino a pochi anni fa si raccomandava alle mamme che allattavano di evitare di assumere cibi potenzialmente allergizzanti come arachidi, uova e latte. Questa esclusione era dovuta a vecchie credenze, senza alla base dimostrazioni scientifiche. Invece, se questi alimenti hanno fatto sempre parte dell'alimentazione della mamma, non c'è alcun motivo per escluderli all'improvviso.  

Quindi, a meno che la mamma non sia allergica alle arachidi (o ad altri alimenti), non ci sono prove scientifiche che suggeriscano che andrebbero evitate durante l'allattamento. Così come non ci sono evidenze che non mangiare arachidi o altri alimenti allergizzanti protegga i bambini dal rischio di sviluppare un'allergia.

Se noti però che il bambino presenta alcuni sintomi quando mangi un determinato alimento, parlane con il pediatra

Domande e risposte

Come posso capire se quello che mangio influisce negativamente sul mio bambino?

Ogni bambino è diverso. Tuttavia, ci sono alcuni campanelli d'allarme che potrebbero indicare che nella tua dieta c'è qualcosa che non va. I più comuni sono:

  • eczema;
  • feci sanguinolente;
  • vomito;
  • diarrea;
  • orticaria;
  • stipsi;
  • respiro sibilante;
  • gas eccessivo.
Se il bambino mostra uno di questi sintomi, potrebbe essere un segno che è allergico o intollerante a un alimento presente nella tua dieta. 

Alimenti che possono conferire al latte un sapore particolare

È vero, alcuni alimenti come broccoli, cavolfiori, asparagi, peperoni, cipolla, aglio e peperoncino possono alterare un po' il sapore del latte, ma questo non costituisce affatto un problema e non deve essere motivo di rinuncia per le mamme, lo dice anche il nostro Ministero della Salute. È infatti solo un bene che il bambino sperimenti sapori diversi, già attraverso il latte della mamma. Così facendo si allena il gusto a una alimentazione variata, con benefici per la salute.

A dire il vero, i primi "assaggi" di sapori diversi avvengono fin dalla gravidanza, durante la quale il feto "sente" il sapore del liquido amniotico che è fortemente influenzato dalla dieta della mamma. Sperimentare sapori e aromi diversi farà sì che il bambino si adatti subito alla variabilità dei gusti durante lo svezzamento.

Anche in questo caso bisogna sempre seguire la regola della moderazione e della varietà dell'alimentazione, cercando di fare attenzione a eventuali sintomi o reazioni del piccolino.

Segui una dieta sana ed equilibrata

In generale, quindi, per la mamma che allatta sono davvero pochi i cibi da evitare. Ciò su cui invece tutte le società scientifiche insistono è l'importanza, durante l'allattamento, di seguire una dieta sana, varia ed equilibrata che apporti un'adeguata quantità di nutrienti, ma anche di calorie.

La produzione di latte, infatti, richiede molte energie e di conseguenza il fabbisogno calorico delle mamme aumenta di circa 300-500 calorie al giorno. Questa energia in più non deve prevenire da "calorie vuote", cioè da cibi ricchi di grassi e zuccheri, ma da alimenti sani ed equilibrati dal punto di vista nutrizionale.

Le raccomandazioni generali prevedono:

  • almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno;
  • cibi ricchi di amido come pane integrale, pasta, riso e patate;
  • molte fibre, che si possono prendere da pane e pasta integrali, cereali per la colazione, riso, legumi, frutta e verdura;
  • proteine, come legumi, carne magra, pesce, uova, noci, semi e alimenti a base di soia;
  • latticini, come latte, formaggio e yogurt: contengono calcio e sono fonte di proteine;
  • fonti di calcio non lattiero-casearie (adatte a vegani e non) come tofu, pane integrale, legumi e frutta secca;
  • bere molti liquidi: le linee guida per una sana alimentazione consigliano di bere 2,7 litri di acqua durante l'allattamento.

Domande e risposte

E se la mamma segue una dieta vegetariana o vegana?

Nessun problema, secondo l’Academy of Nutrition and Dietetics, la dieta vegetariana o vegana, se ben programmata (meglio se da un professionista), è adatta a tutte le fasi della vita, gravidanza e allattamento inclusi. La mamma che segue questo stile alimentare deve assicurarsi di integrare la vitamina B12 e di assumere in adeguate quantità vitamina D, calcio e acidi grassi omega-3, oltre a tutti gli altri gruppi alimentari (carboidrati, proteine, grassi, vitamine e minerali) sia per il suo benessere che per quello del piccolino.

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