Salute

Allattamento e fumo

donna-sigaretta
11 Giugno 2013
Una mamma chiede se fumare durante l’allattamento possa nuocere al lattante. La risposta dell’esperto: il maggior danno del fumo è dovuto all’inalazione più che al passaggio nel latte materno, quindi sarebbe meglio smettere o almeno evitare il più possibile di tenere il bambino negli ambienti in cui si fuma.
Facebook Twitter More

“Ho un bimbo di 3 mesi e mezzo, lo allatto al seno, ma fumo anche e mi sento in colpa perché ho una paura tremenda di potergli creare danno. Dicono che, se si aspettano 95 minuti tra poppata e sigaretta, la nicotina diminuisce, ma non sempre sono riuscita ad aspettare tutto questo tempo. Ho letto della sindrome da morte in culla dovuta anche alle sigarette e questo mi terrorizza, spero non accada mai, ma cosa posso fare? Se smetto di fumare, il bimbo sarà protetto dalla sindrome di morte in culla? E ricomincerò ad avere più latte? Ho notato infatti che a poco a poco, da quando ho ricominciato a fumare, il latte sta diminuendo.” (Valentina).

Risponde Riccardo Davanzo, neonatologo presso l’ospedale Burlo Garofolo di Trieste ed esperto di allattamento al seno.

“La nicotina passa sicuramente nel latte, anche se il suo effetto non è così pericoloso come per altre sostanze, come l’alcool o le droghe, e non è così pericoloso come durante la gravidanza. Il danno principale del fumo durante l’allattamento non è dovuto alla nicotina che passa nel latte, ma alle sostanze che si sprigionano nell’ambiente in cui soggiorna il piccolo, pertanto se la mamma (e non solo lei!) fuma in sua presenza, certe sostanze possono effettivamente aumentare il rischio della Sids (la sindrome della morte in culla) o di patologie respiratorie. La mamma chiede se sia utile aspettare tra sigaretta e poppata: di certo più si aspetta, più diminuisce la concentrazione di nicotina, che viene rapidamente eliminata dall’organismo. Oltretutto è anche un buon espediente per cercare di fumare di meno. Uno dei problemi legati al fumo durante l’allattamento è che si è riscontrata, come la signora Valentina testimonia, una diminuzione della quantità di latte: il motivo non è ben chiaro, anche se probabilmente è legato allo stress o in generale a caratteristiche psicologiche che da un lato inducono a fumare di più, dall’altro possono inibire sulla fuoriuscita del latte.

Quali conclusioni dunque trarne? L’ideale sarebbe smettere del tutto di fumare, perché il bambino deve vivere in un ambiente privo di fumo. Se però la mamma non riesce, la regola principale è sempre il buon senso:

- cercare di limitare il numero di sigarette fumate durante la giornata;

- far trascorrere un certo lasso di tempo tra fumata e la poppata;

- fumare sempre lontano dal bambino, preferibilmente solo all’aperto, chiedendo la stessa accortezza a tutti i parenti o amici che vengono a trovare il neonato”.