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Cosa dicono le ultime raccomandazioni riguardo all’allattamento materno

di Elena Berti - 08.07.2022 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Allattamento, nuove linee guida dell'Accademia americana di Pediatria, che confermano le raccomandazioni di latte materno esclusivo per sei mesi

Allattamento, nuove linee guida

Ormai da molti anni sappiamo che il latte materno non solo è l'alimento più semplice per un neonato, ma anche il migliore in termini nutritivi. Per un periodo l'allattamento con formula è stato spinto millantando praticità e anche come soluzione ai principali problemi delle mamme ("mancanza" di latte, ragadi, ingorghi…), ma oggi tutte le principali organizzazioni di salute promuovono l'allattamento al seno per molteplici motivi. Ecco quindi in tema di allattamento nuove linee guida dell'Accademia Americana di Pediatria.  

In questo articolo

L’allattamento al seno è la scelta migliore

Se allattare o meno al seno resta una scelta personale di ogni donna che non deve essere condizionata dagli altri, è innegabile il fatto che, quando possibile, il latte materno rappresenta la scelta migliore. Lo è soprattutto dal punto di vista nutrizionale - ha tutto quel che serve e si adatta alle varie fasi del bambino - è sempre a disposizione, disseta e sfama, non c'è pericolo di esagerare e risolve molti problemi. Molte neo-mamme, però, sentono la pressione, hanno problemi con la montata, hanno ragadi dolorose e sanguinanti, sperimentano ingorghi o ancora non riescono a sostenere i ritmi del bambino. Per questo quando si parla di allattamento, linee guida e raccomandazioni vanno anche nella direzione delle neo-mamme che devono essere sostenute e incoraggiate.  

L'allattamento, infatti, è sicuramente la scelta migliore, ma non per tutte la più semplice e immediata!

L’allattamento è la cosa più naturale del mondo, ma non per tutte

Le ricerche e gli studi portati avanti dall'American Academy of Pediatry evidenziano però che, a fronte di un altissimo numero di puerpere che avvia l'allattamento al seno negli USA (quasi l'85% di chi partorisce), le disparità per differenze sociodemografiche e culturali sono altissime, segno che la sensibilizzazione è fondamentale per risolvere questo dislivello. Le donne bianche e le asiatiche sono quelle che allattano più spesso, mentre le donne nere lo fanno in percentuali assai minori.

Chi è in fasce di reddito più alte è più propenso ad avviare e continuare con successo l'allattamento al seno, chi rientra in quelle più basse lo è meno. Ad allattare meno è anche chi ha un livello di istruzione inferiore e le ragazze molto giovani, con meno di 20 anni.  

Anche se la situazione sociodemocrafica italiana è diversa, è ormai riconosciuto che donne più istruite e in situazioni di "privilegio" (senza componenti razziste, di povertà o bassa istruzione), hanno la possibilità di informarsi e soprattutto di appoggiarsi a una rete di supporto per il buon avviamento dell'allattamento al seno, cosa non scontata per le altre categorie. Questa disparità può creare problematiche di salute ma anche economiche, perché l'acquisto del latte in formula rappresenta un costo non indifferente soprattutto per famiglie a basso reddito. Anche il rientro al lavoro troppo presto, magari per mancanza di garanzie contrattuali, spinge molte donne a rinunciare all'allattamento.  

È quindi fondamentale ampliare la comunicazione e la sensibilizzazione sull'importanza dell'allattamento al seno, anche prolungato, e incentivarlo a ogni costo, anche con programmi specifici negli ospedali che seguano le mamme di categorie più svantaggiate anche dopo le dimissioni.  

Le nuove linee guida sull’allattamento

L'Accademia di Pediatria americana conferma quanto sostenuto dall'OMS: l'opzione migliore è l'allattamento al seno esclusivo per i primi sei mesi di vita di un bambino. Il latte umano fornisce tutti i nutrienti di cui il neonato ha bisogno, oltre a garantire antimicrobici, antinfiammatori, immunoregolatori e leucociti viventi, fondamentali per lo sviluppo del sistema immunitario.  

Allattare esclusivamente al seno diminuisce notevolmente il rischio di morte in culla (SIDS), di diarrea grave, di obesità, di malattie alle vie respiratorie.

 

Inoltre, si sostiene che: 

  • introdurre alimenti prima dei sei mesi non abbia alcun beneficio, anzi si può presupporre che aumenti il rischio di obesità
  • è consigliabile allattare fino ai due anni o più, ma solo se madre e bambino continuano a desiderarlo
  • allattare oltre l'anno diminuisce il rischio di diabete, tumore al seno, tumore ovarico e ipertensione nella madre
  • sia sconsigliabile fare uso di marijuana, alcol, tabacco per evitare che le sostanze passino dalla madre al bambino attraverso il latte

Le nuove linee guida sull'allattamento stilate dall'American Academy of Pediatry confermano le raccomandazioni di allattare al seno almeno fino ai sei mesi di vita del bambino in maniera esclusiva e, se possibile, fino ai due anni e oltre per i numerosi benefici comprovati sulla salute del bambino e della madre.  

Per conoscere la lista completa delle linee guida dell'AAP: Policy Statement: Breastfeeding and the Use of Human Milk 

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