Alimentazione neonato

Allattamento al seno: 6 buone ragioni per sostenerlo secondo l'Accademia Usa di nutrizione e dietetica

Di Valentina Murelli
dtkcm4
11 Marzo 2015 | Aggiornato il 17 Maggio 2016
Il latte materno fa bene alla salute di mamma e bambino, e anche alle casse dello stato: ecco perché l'Academy of Nutrition and Dietetics lo considera l'alimento ottimale per i primi sei mesi di vita e, come alimento complementare, anche fino all'anno.

 
Facebook Twitter Google Plus More

Fa bene al bambino e alla mamma e inoltre permette di risparmiare sulle spese sanitarie: ecco perché l'Academy of Nutrition and Dietetics, la principale organizzazione dei professionisti americani della nutrizione, sostiene l'allattamento al seno.

 

Lo fa con un documento ufficiale appena pubblicato, che ribadisce chiaramente una posizione già espressa dall'Organizzazione mondiale della sanità e dall'American Academy of Pediatrics: nei primi sei mesi di vita, l'allattamento esclusivo al seno rappresenta il modo ottimale per nutrire il bambino e proteggerne la salute. L'allattamento, inoltre, dovrebbe proseguire - accompagnato dall'introduzione di altri cibi complementari - almeno fino a 12 mesi.

 

Ecco allora sei buone ragioni per sostenere l'allattamento al seno, secondo la posizione ufficiale dell'Academy of Nutrition and Dietetics.

 

1. Il latte materno è un alimento ottimale


Il latte di mamma contiene importanti fattori che hanno funzioni nutrizionali e non solo (per esempio, funzioni immunitarie). Questi fattori lo rendono un alimento unico e ottimale per nutrire il bambino nei primi mesi di vita, quando il suo sistema digestivo è ancora immaturo.

 

Qualche esempio? Il latte materno ha un contenuto relativamente ridotto di proteine e contiene minerali essenziali altamente biodisponibili, perfetti per il neonato. Inoltre, contiene un tipo particolare di zuccheri, gli oligosaccaridi, considerati molto importanti per favorire il corretto sviluppo della flora intestinale del bambino.

 

E non è finita: di recente, infatti, si è scoperto che nel latte di mamma sono contenute cellule staminali derivate proprio dalle ghiandole mammarie. Si pensa che queste cellule abbiano un ruolo negli effetti positivi dell'allattamento sulla salute futura del bambino.

 

2. Fa bene alla salute dei bambini


Allattare al seno in modo esclusivo per almeno sei mesi e in modo complementare fino ad almeno 12 mesi ha alcuni effetti positivi sui quali c'è ormai un consenso scientifico internazionale. Eccoli:

 

  • Minor rischio di infezioni gastrointestinali;
  • Minor rischio di infezioni respiratorie;
  • Minor rischio di sviluppare otiti medie;
  • Nei bambini prematuri, minor rischio di enterocolite necrotizzante, una grave malattia caratterizzata dalla distruzione dei tessuti intestinali
  • Minor rischio di SIDS, la morte in culla.

Un numero crescente di studi, inoltre, sembra suggerire anche effetti a lungo termine sulla salute dei bambini allattati, che sarebbero meno propensi a sviluppare b, malattie autoimmuni come diabete di tipo 1, asma, sovrappeso o obesità e malattie collegate (malattie cardiovascolari, ipertensione, diabete di tipo 2). Sembra inoltre che il latte di mamma favorisca lo sviluppo cognitivo dei piccoli. Secondo l'Academy of nutrition and Dietetics, però, tutti questi effetti sono da approfondire meglio.

 

3. Fa bene alla salute delle mamme


Allattare non comporta vantaggi solo per i piccoli, ma anche per le mamme. Eccoli:

 

  • Minor rischio di emorragia post partum;
  • Minor rischio di depressione post partum;
  • Ritardo dell'ovulazione, con riduzione della fertilità.

Anche per le mamme, l'associazione americana segnala alcuni effetti positivi a lungo termine dell'allattamento. Sono effetti suggeriti da alcuni studi, ma per i quali servono ulteriori approfondimenti: rischio ridotto di ipertensione, diabete di tipo 2 e tumore al seno e alle ovaie. E ancora: maggiore facilità nella perdita di peso dopo il parto e nel favorire l'attaccamento, il bonding, con il neonato.

 

4. Se manca qualcosa, si può aggiungere


Nonostante il latte materno sia l'alimento ottimale per il neonato nella grande maggioranza dei casi, ci possono essere singole situazioni in cui servirebbe qualche aiuto in più. Ebbene, secondo l'Academy of Nutrition and Dietetics in questi casi non occorre rinunciare all'allattamento: basta dare al neonato quello che manca.

 

Se per esempio serve più ferro - può succedere con i bambini prematuri o di basso peso alla nascita o se la concentrazione di ferro della mamma in gravidanza era troppo bassa - si può considerare la supplementazione con gocce di ferro.

 

5. È l'alimento ottimale anche per i prematuri


Secondo quanto riportato nel documento dell'Academy of nutrition and Dietetics, il latte materno dovrebbe essere la prima scelta anche per la nutrizione dei bambini prematuri. E se il latte di mamma non è disponibile, sarebbe il caso di ricorrere a quello di donatrici, prelevabile da apposite banche del latte.

 

Per i bambini molto piccoli o con richieste particolari, questo latte potrebbe essere arricchito con alcune sostanze (per esempio proteine), già in commercio come miscele standard. Oppure si può pensare a supplementazioni "su misura" a partire da un'analisi del latte materno.

 

6. Permette ai governi di risparmiare sulla spesa sanitaria


Visto l'impatto positivo dell'allattamento al seno sulla salute di mamme e bambini, va da sé che il mancato allattamento comporti, a lungo termine, dei rischi di salute che si traducono in spese sanitarie.

 

Malattie come diabete, obesità, malattie autoimmuni non "costano" solo ai pazienti in termini di durata e qualità della vita, ma costano anche alle casse dello stato. Secondo studi citati dal documento dell'Academy of Nutrition and Dietetics, per esempio, se il 90% dei bambini fosse allattato esclusivamente al seno per sei mesi, ogni anno si potrebbero risparmiare 13 miliardi di dollari di spese sanitarie per i bambini. E ancora, il mancato allattamento costerebbe oltre 17 miliardi di dollari l'anno in termini di malattie materne.