Neonato

Allattamento senza problemi, risolvere l'ingorgo mammario

Di Valentina Murelli Angela Bisceglia
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08 Maggio 2013 | Aggiornato il 09 Dicembre 2015
Come risolvere l'ingorgo mammario? Può capitare soprattutto nelle prime settimane di allattamento, quando c’è la cosiddetta fase della calibrazione, in cui la produzione del latte si sta adeguando alle richieste del lattante. Il seno appare gonfio, arrossato, dolente al tatto e duro.
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I sintomi dell'ingorgo mammario


Il seno appare gonfio, arrossato, dolente al tatto e duro, tanto che il bambino ha difficoltà a succhiare perché l’attacco non è morbido come dovrebbe. In più, il latte non fuoriesce con facilità visto che si è creato un ingorgo. A volte compare febbre, ma sempre inferiore a 38° C.


Perché succede


L'ingorgo si può verificare quando la mamma, durante l'allattamento, produce più latte di quanto il piccolo riesce a succhiare. Questo può succedere soprattutto nelle prime settimane, quando c’è la cosiddetta fase della calibrazione, in cui la produzione del latte da parte della mamma si sta adeguando alle richieste del lattante.


L'ingorgo può formarsi anche quando si passa da un allattamento a richiesta a uno ad orari fissi, o se per qualche ragione il bambino cambia abitudine, passando da poppate molto frequenti a poppate meno frequenti.


Altre cause possibili sono il fatto di indossare reggiseni molto stretti o con ferretto o la presenza di una protesi della mammella (chirurgia plastica addittiva).


Come si risolve


Il modo più semplice ed efficace è allattare il bambino spesso, in modo da ‘sgorgare’ il seno. Ottime anche le spugnature con acqua tiepido-calda prima della poppata, perché il calore aiuta a fluidificare il latte.


Se si nota che il bambino non riesce a succhiare, prima della poppata può essere utile massaggiare un po’ il seno e far uscire un poco di latte, in modo da ammorbidire la zona dell’areola e favorire l’attacco.

 

A chi chiedere aiuto


Se la mamma non riesce a risolvere il problema da sola, la cosa migliore da fare è rivolgersi il prima possibile a un esperto di allattamento.
Esistono varie realtà alle quali le mamme possono rivolgersi: l'ospedale in cui hanno partorito, i consultori territoriali (anche se non sempre sono presenti), esperte di allattamento IBCLC, che sono le uniche a ricevere una formazione internazionale ufficiale. Esistono anche varie associazioni che possono offrire aiuto, come la Leche League o il Mami, Movimento allattamento materno italiano.

 

Fonti per questo articolo: Dossier Allattamento al seno: tra arte, scienza e natura del Ministero della salute; consulenza di Paola Pileri, ginecologa, esperta di patologia della gravidanza e di allattamento dell'Ospedale Sacco di Milano.

 

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