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Si possono mangiare gli asparagi in allattamento?

di Viola Stellati - 07.04.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Gli asparagi in allattamento si possono mangiare sì o no? La risposta è sì, ma bisogna prestare attenzione ad alcune cose: ecco quali sono

In questo articolo

Asparagi in allattamento

L'allattamento è una fase molto intima e speciale per quanto riguarda il rapporto tra mamma e figlio. Come però è risaputo, è anche un momento molto delicato e in cui è più che normale domandarsi cosa sia possibile mangiare e cosa no. Tra i dubbi più frequenti delle mamme ci sono quelli sugli asparagi in allattamento, e ora scopriremo insieme se possono essere ingeriti o meno.

Asparagi in allattamento: cosa sapere

Mamme in procinto di far poppare i vostri bambini, c'è un'ottima notizia per voi: come riporta il sito dell'Ospedale Bambino Gesù, in fatto di cibi da poter mangiare in questa fase della vostra vita potete stare tranquille perché - e per fortuna - si può seguire il proprio regime alimentare abituale, a patto che preveda una dieta varia e bilanciata che sia ricca di alimenti di origine vegetale.

Tutto questo vuol dire che la risposta è sì, si possono mangiare gli asparagi in allattamento. C'è un però, tuttavia, che non bisogna sottovalutare e che ci fa capire che in alcune circostanze diventa necessario dosare nella giusta maniera il consumo di questo prodotto.

Perché dosare il consumo (se necessario)

Il dover dosare con accortezza il consumo di questo prodotto non deriva dalle eventuali problematiche che potrebbe creare, ma dal suo stesso sapore. L'asparago, infatti, è un cibo di origine vegetale dalla consistenza carnosa e dalla sapidità piuttosto particolare.

L'eventuale problema potrebbe nascere perché il latte materno in qualche maniera assorbe anche i sapori di quello che mangia la mamma.

Gli asparagi, seppur pur per molte persone buonissimi, non hanno di certo quel sapore che in molte circostanze aggrada i nuovi venuti al mondo. E se tale sapore risulta a loro non gradito, il rischio maggiore che si corre è che rifiutino il seno.

I sapori dei cibi ingeriti dalle mamme, infatti, passano al latte da minimo un'ora e un massimo di 3 dopo che sono stati mangiati.

Per questo motivo, anche se fanno molto bene in quanto ricchi di nutrienti e perché sono prodotti di stagione, è il caso di provare a introdurli nella propria dieta con moderazione.

Come introdurre gli asparagi nella propria dieta

Per poter mangiare gli asparagi in allettamento senza correre il rischio di interferire con la nutrizione del bambino, il consiglio che ci sentiamo di darvi è quello di assumerli senza esagerare.

In sostanza è meglio andare per prove ed errori per cercare di capire la reazione del bambini di fronte a un sapore importante come quello degli asparagi.

Provare a introdurre in maniera graduale prodotti con sapori diversi e singolari, è anche un modo per far familiarizzare i neonati con cibi nuovi. In fondo sono sapori che, prima o poi, ritroveranno nel momento dello svezzamento e per il resto della loro vita.

Per rendersi conto se i bambini li gradiscono, e quindi poter mangiare a gusto proprio gli asparagi in allattamento, il modo migliore è fare dei test. Ma a prescindere da questo, ricordatevi sempre di lavarli a dovere e di essere certe della loro provenienza (ma questa è una regola che vale per tutti gli alimenti che conosciamo).

Quali altri alimenti potrebbero infastidire il bambino

Gli asparagi in allattamento non sono gli unici prodotti che potrebbero interferire con le poppate dei bambini e, quindi, con la loro alimentazione.

Come ricorda Save The Children, la dieta di una mamma che allatta deve prevedere frutta, sia fresca che secca, verdura di stagione, cruda e cotta, carboidrati, proteine animali e vegetali, ma prestando attenzione anche ai gusti del bambino.

Tra i cibi dal sapore particolare e per cui è necessario fare dei "test" si possono includere anche funghi, spezie in generale, broccoli, cipolle, aglio, cavoli e carciofi.

Ma per il resto via libera a mangiare quel che più si desidera (ad eccezione degli alcolici e dei cibi particolarmente zuccherati), ma sempre a patto che la dieta sia bilanciata.

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