Salute

Farmaci, due su tre non hanno dati sull'uso durante allattamento e gravidanza

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26 Aprile 2012
Questo non significa però che siano realmente pericolosi. Fondamentale rivolgersi quindi al proprio medico per valutare la terapia da seguire. Lo ha detto Tom Hale, uno dei massimi esperti in materia, durante un convegno a Vienna. Antonio Clavenna (Istituto Mario Negri) conferma: per le patologie più frequenti c'è comunque un farmaco che può essere assunto
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Circa due terzi dei farmaci sul mercato non disporrebbe di studi approfonditi sul loro utilizzo durante la gravidanza o l’allattamento. Lo ha detto Tom Hale, docente di Pediatria e vicedirettore della Ricerca alla Texas Tech University School of Medicine, in occasione del 7° International Breastfeeding and Lactation Symposium di Medela, che si è tenuto a Vienna la scorsa settimana. Ne dà notizia un comunicato.

Se la maggior parte dei farmaci oggi disponibili riporta nel foglietto illustrativo indicazioni che ne sconsigliano l’utilizzo alle donne in gravidanza o che stanno allattando al seno il proprio bambino, in molti casi questo sarebbe dovuto più alla carenza di valutazioni approfondite sui possibili effetti collaterali, che a una reale pericolosità.

Fondamentale, dunque, rivolgersi al proprio medico per una valutazione accurata della terapia da seguire per poter continuare ad allattare in tutta sicurezza.

I risultati iniziali delle ricerche effettuate dimostrano infatti che non tutti i farmaci devono necessariamente essere interrotti, e che sono spesso disponibili valide alternative, in particolare per terapie fondamentali nel post-parto come anti-depressivi ed anti-psicotici.

“Il numero di farmaci in circolazione aumenta considerevolmente ogni anno e ciò rende particolarmente complesso tenersi al passo nel campo dell’allattamento al seno, soprattutto perché, quando vengono immessi sul mercato, i nuovi farmaci tendono a non disporre di informazioni sulle interazioni con l’allattamento - spiega Hale in una nota - Secondo le nostre stime, meno del 33% dei farmaci in commercio dispone di dati sul loro utilizzo durante l’allattamento. Stiamo facendo del nostro meglio per effettuare degli studi sui farmaci più utilizzati dopo il parto, in particolare anti-depressivi e anti-psicotici. Ci auguriamo che gli studi sull’allattamento diventino un obbligo di legge per l’immissione sul mercato dei farmaci”.

“Non posso che essere d’accordo con il professor Hale, tra i massimi esperti riguardo all’uso di farmaci durante l’allattamento – commenta Antonio Clavenna dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano -. In Italia l’80% dei farmaci in commercio riporta sul foglietto illustrativo la controindicazione all’uso in allattamento. Questo non significa che siano pericolosi: in alcuni dati non ci sono dati, in altri il farmaco è compatibile con l’allattamento ma per ragioni di tutela legale l’azienda preferisce riportare la controindicazione. E’ quindi opportuno, come ha sottolineato il prof Hale, rivolgersi al medico per una valutazione dei rischi e benefici della malattia.”

E aggiunge: “Un’altra considerazione è che i farmaci indispensabili per una donna che allatta sono relativamente pochi e che per le patologie più frequenti c’è comunque una terapia che può essere assunta. In commercio inoltre ci sono una pletora di farmaci cosiddetti ‘me-too’, cioè farmaci simili per struttura e meccanismo d’azione. Per fare un esempio, ci sono dati sul passaggio nel latte materno di un numero limitato di ipertensivi. Una mamma con l’ipertensione ha comunque la possibilità di curarsi e di allattare senza rischi per il lattante. Magari non potrà scegliere tra tutti i metabloccanti in circolazione ma solo, si fa per dire, tra tre.”

Conclude: “Questo non toglie che ci vorrebbe una maggiore attenzione da parte delle aziende e delle autorità regolatorie rispetto all’impiego di farmaci in gravidanza e allattamento e che per alcune classi siano necessari maggiori studi. Tra queste, come sottolineato dal prof Hale, ci sono gli psicofarmaci, soprattutto antipsicotici e ansiolitici, per cui sono disponibili poche informazioni”.

Autori: Angela Bisceglia e Sarah Pozzoli

Sull'argomento: Farmaci in gravidanza, Farmaci durante l'allattamento

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