Salute mamma e bambino

Farmaci durante l'allattamento

Di Valentina Murelli Angela Bisceglia
allattamento_farmaci
22 Gennaio 2010 | Aggiornato il 04 Maggio 2018
Febbre, mal di testa o altri malesseri: come affrontarli, se si sta allattando? Ci sono farmaci da prendere? Ecco una mini guida sui farmaci da usare e quelli da evitare per i disturbi più frequenti
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I medicinali che la mamma assume durante l’allattamento possono passare nel latte. In tal caso, possono nuocere al lattante? Non è detto. Vediamo con l’aiuto di Antonio Clavenna, ricercatore presso il Laboratorio per la Salute Materno Infantile - Istituto Mario Negri di Milano, quali usare e quali evitare per contrastare alcuni tra i disturbi più frequenti.

Ansia e depressione


Secondo il sito su Farmaci in gravidanza e allattamento dell’Agenzia italiana del farmaco, i disturbi depressivi possono essere curati con antidepressivi triciclici (che passano nel latte materno in minime quantità) o farmaci come paroxetina  e sertralina, per i quali i dati disponibili non segnalano significativi effetti collaterali nei neonati allattati al seno.

Vanno comunque monitorati con attenzione eventuali effetti collaterali sul neonato (per esempio effetti sedativi o di alterazione della suzione).

 

Nel caso degli ansiolitici, per esempio benzodiazepine, in genere non ci sono problemi se sono assunti saltuariamente. Se invece occorre seguire una terapia prolungata, si tenga presente che certi farmaci si possono accumulare nel neonato, provocando effetti collaterali come irritabilità e sonnolenza. Per questo deve esserci un attento monitoraggio delle condizioni del neonato da parte del pediatra.

 

In ogni caso, secondo questo sito e secondo il Position statement sull’uso di farmaci da parte della donna che allatta al seno, pubblicato dal Ministero della Salute a gennaio 2018, per questo tipo di farmaci è fondamentale una valutazione individuale, caso per caso.

 

Bruciori di stomaco


Si possono alleviare efficacemente con preparati a base di sali d’alluminio e magnesio; se non fossero sufficienti, sarà il medico a valutare se somministrare farmaci a base di ranitidina o omeprazolo, che inibiscono la produzione di acidi e sono considerati sicuri in allattamento.

 

Carie dentali


Anche durante l’allattamento i denti si possono curare in tutta tranquillità: l’anestesia che il dentista fa ha un’azione solo locale e viene smaltita molto in fretta. Secondo il Position statement del Ministero della salute, anche anestetici associati con adrenalina sono considerati compatibili con l’allattamento.


Diarrea


In attesa che passi, è necessario semplicemente bere in abbondanza, per evitare il rischio disidratazione: non si dimentichi che, per il solo fatto di allattare, la neomamma già perde molti liquidi. Solo se il medico lo ritiene opportuno, si può ricorrere ad un farmaco a base di loperamide, che viene secreto nel latte in quantità modeste.

 

Febbre


Come durante l’attesa, anche quando si allatta l’antipiretico d’elezione è il paracetamolo, poiché è stato dimostrato che ha uno scarso passaggio nel latte. Si tenga presente inoltre che è il farmaco più sicuro in caso di febbre nel neonato, quindi anche l’esigua parte che gli arriva con il latte non può nuocergli.

Considerato sicuro anche l’antinfiammatorio ibuprofene, che passa nel latte in quantità assai ridotte.


Se dopo alcuni giorni la febbre non passa e il medico rileva una sovrinfezione batterica da trattare con gli antibiotici, ci sono alcuni tipi che possono essere utilizzati anche quando si allatta, naturalmente dietro prescrizione medica. Tra questi per esempio l’amoxicillina e le cefalosporine.

 

Mal di testa


Efficace ancora una volta il paracetamolo o, ancor di più, l’ibuprofene, che ha maggiori proprietà analgesiche. Nel caso in cui si tratti di cefalea o emicrania ricorrenti si possono valutare alcune categorie specifiche di farmaci.

 

Aspirina e allattamento

Quando si allatta è da evitare l’assunzione dell’aspirina a dosaggio pieno perché nei bambini piccoli potrebbe causare una sindrome rara, chiamata sindrome di Reye, che può causare coma e può essere persino letale. “Anche se la quantità del farmaco che passa nel latte è esigua, è preferibile sostituirla con un altro principio attivo” sottolinea Clavenna.

“Diverso il caso in cui si assuma l’aspirinetta per patologie che aumentano il rischio di coagulazione del sangue: la quantità che passerebbe al bambino, sia in gravidanza che durante l’allattamento, è davvero trascurabile, inoltre i rischi che si potrebbero avere non prendendo il medicinale sarebbero sicuramente più gravi”.

 

Nausea e vomito


Il primo rimedio per contrastare tali disturbi è fare pasti piccoli e frequenti; se è necessario ricorrere ai farmaci, un principio attivo consentito alla mamma che allatta è il domperidone (in assunzione saltuaria), che migliora la motilità dello stomaco.

 

Raffreddore


Gli spray per liberare il naso chiuso si possono adoperare anche durante l’allattamento, visto che hanno un assorbimento limitato, basta applicarli con parsimonia poiché a lungo andare possono danneggiare la mucosa nasale. Meglio fare frequenti lavaggi nasali e aerosol con semplice soluzione fisiologica; ottimi anche i suffumigi con acqua calda e sale o bicarbonato.

 

Tosse e mal di gola


Medicine particolarmente efficaci per combattere tosse e mal di gola non ce ne sono, quindi in attesa che il disturbo passi da sé val la pena di consumare bevande calde con miele. Gli spray o le pastiglie per la gola hanno un’efficacia limitata tuttavia non passano nel latte, quindi possono essere utilizzati per brevi periodi.
 

Se strettamente necessario, il medico valuterà l’opportunità di utilizzare, per brevi periodi, un farmaco anti-tosse a base di destrometorfano, anche se la sua efficacia è pur sempre limitata. E la propoli? Ha un’azione antibatterica naturale, ma spesso è formulata in soluzione alcolica, quindi mentre si allatta va usata con parsimonia.

 

 

Se hai dubbi sull’utilizzo di un medicinale durante la gravidanza e l’allattamento puoi rivolgerti a questi numeri:

BERGAMO Tossicologia clinica – Centro Antiveleni Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII, Bergamo, Piazza OMS,1, 24127 - 800.883300, 035.2675096, 035.2674835 (fax), clintox@hpg23.it - Risponde 24h/24

 

FIRENZE Centro di Riferimento Regionale di Tossicologia Perinatale. Tossicologia Medica. Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi Largo Brambilla 3, 50134 - Per il pubblico: 055.7946731 Per operatori sanitari: 055.7946859 055 794 6160 (fax) toxper@aou-careggi.toscana.it - Lunedì:14.00 – 17.00 Da martedì a venerdì: 10.00 – 14.00

 

PADOVA CEPIG – Servizio di Informazione Teratologica, Genetica Clinica ed Epidemiologica Azienda Ospedaliera di Padova via Giustiniani 3, 35128  - 049.8213513, 049 8214422, 049 821 1425 (fax : 24/24 h), ambulatorio.genetica@sanita.padova.it. Le consulenze non sono telefoniche. La richiesta va inoltrata via fax o e-mail tramite apposita modulistica che si scarica dal sito.  Serve un’impegnativa medica con pagamento dell’eventuale ticket tramite bonifico bancario. http://www.sdb.unipd.it/sites/sdb.unipd.it/files/cter%20MODULO%20web%202013%20rev%20130513.pdf 

 

ROMA “Filo Rosso” Roma Telefono Rosso Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica,  dipartimento per la Tutela della Salute della Donna e della Vita Nascente Largo A. Gemelli, 8 – 00168 - 06.5800897, 06 3050077, 06 30156572 (fax), telefonorosso@rm.unicatt.it. Lunedì, martedì, mercoledì, venerdì: 14.00 – 17.00. Giovedì: 10.00 – 13.00