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Farmaci durante l'allattamento, 10 cose da sapere

di Irma Levanti - 20.07.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Dal vademecum del Ministero della salute sull'assunzione dei farmaci durante l'allattamento, le cose fondamentali da sapere

C'è la diffusa convinzione che durante l'allattamento al seno la mamma non possa assumere farmaci. In realtà non è così: certo non vanno assunti con leggerezza, ma con le opportune cautele - a parte situazioni rare e particolari - è possibile conciliare l'allattamento materno con l'assunzione di farmaci per disturbi transitori o anche cronici. A gennaio 2018 anche un documento del Ministero della Salute ha chiarito le cose da questo punto di vista, e proprio a questo documento ci ispiriamo per elencare le 10 cose fondamentali da sapere sull'argomento farmaci in allattamento

1. Una questione di passaggio nel latte

Sì: la maggior parte dei farmaci passa nel latte, ma in genere questo accade in misura limitata o molto limitata, e comunque senza determinare effetti rilevanti per il bambino.

Un farmaco è giudicato compatibile con l'allattamento al seno quando gli effetti collaterali per il bambino sono poco probabili o, se presenti, poco rilevanti. Eventuali effetti collaterali nel lattante dipendono dal tipo di farmaco assunto, ma anche da come la madre e il neonato metabolizzano il farmaco.

2. La figura di riferimento

La valutazione sul farmaco da prendere in allattamento viene dal medico di medicina generale, dal pediatra o da un eventuale specialista in base alle caratteristiche del farmaco, alla situazione specifica della mamma e del bambino, a quanto riportato nel foglietto illustrativo del farmaco e ai dati della letteratura. Se necessario, l'operatore potrà consultare un centro di riferimento per l'informazione sui farmaci in allattamento, per ottenere informazioni più accurate e aggiornate.

3. Ragionare sempre in termini di costi e benefici

Farmaco sì o farmaco no? La scelta spetta al medico, che deve tener conto che l'eventuale controindicazione ad allattare al seno implica la perdita di alcuni documentati benefici sia per la mamma, sia per il suo bambino. Abbandonare l'allattamento al seno ha dei costi, quindi è una decisione che non va presa alla leggera: per fortuna, come elencato nel documento sono molte le situazioni in cui è possibile assumere un tranquillità un farmaco anche durante l'allattamento. 

Sul fronte allattamento al seno, il documento del Ministero ricorda che "anche una breve sospensione può recare un certo grado di disagio al bambino, che deve improvvisamente adattarsi ad assumere latte di formula (biberon) e successivamente riadattarsi a succhiare al seno. Va inoltre considerato che anche una sospensione transitoria dell'allattamento al seno aumenta il rischio di ingorghi mammari e di interruzione definitiva". 

Sul fronte materno, va invece considerato che la malattia della madre, se non curata, potrebbe rappresentare un rischio anche per il bambino e non dovrebbe essere differita. Si tratta dunque di trovare un equilibrio con il farmaco "giusto" (che in molti casi è effettivamente disponibile), assunto nel modo giusto.

4. Sì ai farmaci per malattie croniche

Ci sono malattie che richiedono assunzione cronica di medicine, come il diabete (insulina) o l'ipotiroidismo (ormoni tiroidei sostitutivi). Se assunti correttamente e nelle giuste dosi, questi farmaci non determinano effetti collaterali significativi nel neonato.

Ma attenzione: in caso di patologie croniche non è detto che eventuali farmaci ritenuti necessari e a basso rischio in gravidanza siano sicuri anche in allattamento. Il medico potrebbe prescriverne altri, che a parità di efficacia siano più sicuri durante l'allattamento.

5. Non tutte le vie di somministrazione sono uguali

QUando si valuta la compatibilità tra farmaci e allattamento è sicuramente da tenere in considerazione la via di somministrazione, preferendo quelle che riducono al minimo il passaggio del farmaco nel latte. Ne sono esempio i farmaci per uso topico (come le pomate) o che vengono assunti per via inalatoria. 

6. La dose giusta...

Ovviamente, è sempre da preferire il minimo dosaggio terapeutico efficace

7. ... al momento giusto

Se si assumono farmaci prescritti dal medico durante l'allattamento meglio farlo dopo la poppata. Il corpo avrà più tempo per metabolizzarlo e al neonato arriverà la minor quantità possibile. Se necessario, è opportuno modificare gli orari in cui si assumono i farmaci per assecondare il naturale ritmo delle poppate del bambino, e non il contrario.

8. La possibilità della sospensione temporanea dell'allattamento

Se si deve assumere un farmaco controindicato durante l'allattamento solo per un periodo limitato di tempo, si potrà scegliere di tirarsi il latte e gettarlo via per il tempo di eliminazione della sostanza chimica, riprendendo successivamente l'allattamento al seno. Il latte materno, anche se verrà gettato via, va estratto dal seno con regolarità, con frequenza simile a quella della poppata del bambino: se se ne limita la spremitura per quantità e frequenza, quando si riprende ad allattare si potrebbe trovare una produzione di latte ridotta, insufficiente per le necessità.

9. Mettere via il latte in anticipo

Se si sta allattando al seno e si sa con anticipo quando si dovrà assumere un farmaco controindicato, ci si può organizzare in modo tale da mettere da parte giornalmente una quota del latte spremuto che potrà essere somministrato al bambino nei giorni in cui non si potrà allattarlo al seno.

10. Osservare il bambino

Poiché in linea teorica nessun farmaco può essere considerato assolutamente sicuro, alla mamma che allatta e che inizia una terapia farmacologica va raccomandato di monitorare il bambino per il possibile - per quanto raro - rischio di insorgenza di reazioni avverse.

A chi rivolgersi

Il documento del Ministero della salute presenta un elenco di centri di informazione sulla sicurezza d'uso dei farmaci in corso di allattamento al seno. Ecco a chi possono rivolgersi le mamme con qualche dubbio (altri centri sono specifici per operatori):

  • Centro antiveleni Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo - 800.883300 - attivo H24;
  • Centro di Riferimento regionale di tossicologia perinatale e tossicologia medica dell'Ospedale Careggi di Firenze - 055.7946731 - attivo il lunedì dalle 14 alle 17 e da martedì a venerdì dalle 10 alle 14;
  • Filo rosso, Clinica ostetrica e ginecologica del Policlinico Gemelli di Roma - 06.5800897 oppure 06.3050077 - attivo lunedì, mercoledì, venerdì dalle 9 alle 13 oppure martedì e giovedì dalle 14:30 alle 17:30.

 

Anche alcuni siti (in inglese) possono essere utili per le mamme dubbiose:

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