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La tinta durante l’allattamento

di Valentina Murelli - 26.06.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Non ci sono evidenze scientifiche di presunti danni della tinta durante l’allattamento, tuttavia il consiglio è quello di aspettare che il lattante abbia compiuto almeno tre mesi.

Si possono tingere i capelli durante l'allattamento? Se da un lato è ritenuto sicuro tingersi i capelli mentre si sta allattando, dall'altro numerosi ginecologi e pediatri per estrema sicurezza sconsigliano la tinta, almeno nel primo trimestre di vita del bambino. Scopriamo di più al riguardo.

Si possono tingere i capelli durante l'allattamento?

E' una delle domande a cui cerca di offrire una risposta la biotecnologa a divulgatrice scientifica Beatrice Mautino nel suo ultimo libro, La scienza nascosta dei cosmetici (Chiarelettere, 2020). L'autrice spiega che non ci sono linee guida specifiche sull'argomento del nostro Ministero della Salute, ma riporta le indicazioni dell'NHS, il servizio sanitario britannico:

 

«Anche se i dati disponibili sui trattamenti per capelli durante l'allattamento sono limitati, è ritenuto sicuro tingersi i capelli mentre si sta allattando. Poiché solo piccolissime quantità delle sostanze chimiche utilizzate per la tinta passano nel circolo sanguigno, è veramente improbabile che una quantità significativa di queste sostanze passi nel latte. Inoltre, c'è da considerare che in passato non sono emerse conseguenze negative per donne che abbiano effettuato trattamenti coloranti durante l'allattamento».

 

Nonostante queste indicazioni rassicuranti, ci sono comunque ginecologi e pediatri che per estrema sicurezza sconsigliano la tinta, almeno nel primo trimestre di vita del bambino. 

 

Come spiega bene Mautino nel libro, il fatto è che quello delle tinture è un settore cosmetico particolare, caratterizzato da grande complessità. Per esempio, se è vero che tutti gli ingredienti utilizzati nelle tinture vendute legalmente in Europa hanno superato i test di tossicità previsti e sono dunque considerati sicuri, è altrettanto vero che le tinture sono prodotti molto complessi, che prevedono per natura reazioni chimiche tra le loro varie componenti e con i capelli. Non è ancora del tutto chiaro quali possano essere gli effetti di tutti gli intermedi di reazione che si formano, anche se si sta lavorando molto per capirlo. 

Tinta durante l'allattamento, meglio valutare singolarmente la situazione

Per questo il consiglio finale di Mautino è di valutare singolarmente la situazione, soppesando i rischi (comunque davvero minimi) e benefici che variano da ciascuna a ciascuna: per alcune donne può essere intollerabile continuare a vedersi con i capelli grigi, mentre per altre non è assolutamente un problema. 

Ovviamente, se si decide per il sì, va valutato il rischio di allergie, considerato che la maggior parte dei coloranti utilizzati nelle tinture (attenzione: anche in quelle naturali) sono allergizzanti, cioè possono scatenare reazioni allergiche in soggetti predisposti. Lo sono per esempio la parafenilendiamina e la resorcina ed è per questo che nel caso delle tinture fai da te è sempre consigliata una prova allergica, applicando sulla cute una piccola quantità di miscela colorante 48 ore prima di fare la tinta.

Come funziona la tinta

Come spiega Beatrice Mautino nel libro La scienza nascosta dei cosmetici (Chiarelettere, 2020), le tinte si raggruppano in tre categorie:

Tinte temporanee

Sono quelle che si trovano sugli scaffali "in forma di crema o spray con definizioni come wash-out. Sono le classiche tinture che si fanno o carnevale o quando si vuole provare un colore un po' estremo senza avere conseguenze a lungo termine", scrive Mautino. Queste tinture colorano i capelli dall'esterno e per questo durano pochi o pochissimi lavaggi, perdendo colore gradualmente.

Tinte permanenti

Sono tinte che entrano in profondità nella struttura del capello, colorandolo dall'interno e dunque durano a lungo. Sono più complicate delle tinture temporanee, perché prevedano che avvengano reazioni chimiche sia all'interno della miscela colorante, sia nei nostri capelli. Per capire bene come funzionano basta fare riferimento alle tinture permanenti che possiamo acquistare al supermercato per la tinta fai da te e che contengono tre boccette:

  • crema colorante, contenente ammoniaca (o molecole ad azione simile) e precursori dei coloranti;
  • latte rivelatore, contenente acqua ossigenata;
  • trattamento riparatore.

L'ammoniaca (o simili) è fondamentale per le tinte permanenti, perché è la sostanza che permette l'apertura delle scaglie che rivestono il capello, consentendo l'ingresso dei coloranti. E anche l'acqua ossigenata lo è, perché orchestra tutte le reazioni chimiche successive tra i precursori dei coloranti. Il trattamento riparatore, infine, è sostanzialmente un balsamo con un pH acido, che aiuta a far richiudere bene le scaglie che ricoprono i capelli, rendendoli belli lucenti e impedendo l'eventuale fuoriuscita del colorante.

Tinte semipermanenti

Come dice la parola, non sono permanenti, ma durano un po' più a lungo di quelle temporanee, in genere una ventina di lavaggi o poco più. "Sono caratterizzate da una minor concentrazione di acqua ossigenata, dall'assenza di ammoniaca sostituita da analoghi meno aggressivi e dalla presenza di coloranti diretti".

Domande e risposte

Si può fare la tinta durante l'allattamento?

In genere è ritenuto sicuro tingersi i capelli mentre si sta allattando. Poiché solo piccolissime quantità delle sostanze chimiche utilizzate per la tinta passano nel circolo sanguigno, è veramente improbabile che una quantità significativa di queste sostanze passi nel latte. Nonostante queste indicazioni rassicuranti, ci sono comunque ginecologi e pediatri che per estrema sicurezza sconsigliano la tinta, almeno nel primo trimestre di vita del bambino.

Tinta durante l'allattamento: c'è il rischio di allergie?

Sì, va valutato il rischio di allergie, considerato che la maggior parte dei coloranti utilizzati nelle tinture (attenzione: anche in quelle naturali) sono allergizzanti, cioè possono scatenare reazioni allergiche in soggetti predisposti. Lo sono per esempio la parafenilendiamina e la resorcina ed è per questo che nel caso delle tinture fai da te è sempre consigliata una prova allergica, applicando sulla cute una piccola quantità di miscela colorante 48 ore prima di fare la tinta.

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