Home Neonato Allattamento

I migliori paracapezzoli per allattare

di Elena Berti - 24.08.2021 - Scrivici

migliori-paracapezzoli-per-allattare
Fonte: Shutterstock
Come scegliere i migliori paracapezzoli per allattare? I problemi dell'allattamento possono essere risolti con i paracapezzoli in silicone o argento

Migliori paracapezzoli

"L'allattamento è la cosa più naturale del mondo": quante volte avete sentito questa frase? Ecco, è arrivato il momento di fare chiarezza. Per quanto allattare al seno sia effettivamente un gesto naturale che si protrae da quando esistono i mammiferi, per le neomamme non è sempre così facile e immediato. Per questo non ci si deve sentire in colpa se non tutto è perfetto o se si ha bisogno di un aiuto. Validissimi alleati per un allattamento riuscito e sereno sono sicuramente i paracapezzoli. Ecco come scegliere i migliori paracapezzoli e a cosa servono.

In questo articolo

Allattamento, un momento magico… non per tutte

Subito dopo la nascita, al neonato viene proposto il seno, a cui normalmente risponde con istinto attaccandosi. Le prime ore dopo il parto sono importanti perché, prima della montata lattea, la neomamma produce il colostro, una sostanza densa dal sapore che ricorda il liquido amniotico e che contiene vitamine, proteine e anticorpi. Già a questo punto potrebbero presentarsi dei piccoli problemi, facilmente risolvibili se si sa come affrontarli. 

Attacco sbagliato del neonato

Alcune neomamme non sanno che non tutti i modi di attaccarsi al seno sono giusti: se il neonato non si attacca correttamente, il rischio è di frustrare lui, che non riesce a succhiare adeguatamente, ma anche di provocarsi delle dolorose ragadi che, nel peggiore dei casi, possono sanguinare e rendere impossibile proseguire l'allattamento. 

Problematiche anatomiche

In alcuni casi, invece, possono esserci delle problematiche della mamma o del bambino che rendono complessa la suzione. Prematurità o frenulo corto del neonato, oppure capezzoli introflessi e piatti della mamma, o ancora eccesso di montata lattea: anche in questi casi, l'uso dei paracapezzoli può diventare risolutivo. 

In ogni caso, prima di optare per un paracapezzolo chiedete consiglio a chi vi segue in ospedale o a casa!

I migliori paracapezzoli in commercio

Esistono molti tipi di paracapezzoli, prodotti da diverse marche di puericultura. Per prima cosa, bisogna scegliere il materiale: il silicone garantisce un'aderenza migliore ed è più sottile. 

È opportuno poi fare una valutazione della misura. I paracapezzoli devono adattarsi al seno della mamma coprendo in gran parte l'aureola e devono essere della taglia giusta per il palato del bambino, che altrimenti avrebbe difficoltà nella suzione. Perciò prima di acquistarlo, chiedete parere a un esperto, come una puericultrice o una consulente per l'allattamento, per capire quale fa al caso vostro. Tra i più apprezzati ci sono i paracapezzoli a farfalla, perché permettono al neonato di restare a contatto con la pelle del seno con naso e mento.

I paracapezzoli in argento per le ragadi

In caso di ragadi causate da eccessiva fragilità della pelle o attacco scorretto del bambino, possono essere utili i paracapezzoli in argento. Oltre a chiedere consiglio per migliorare la suzione del vostro neonato, utilizzate i paracapezzoli in argento per dare sollievo alle ragadi tra una poppata e l'altra, inserendoli all'interno del reggiseno. L'argento è un antibatterico e cicatrizzante naturale, per questo già dopo un paio di giorni di utilizzo noterete un miglioramento. 

Come pulire i paracapezzoli

Sia per evitare la proliferazione di batteri che per una questione di igiene, lavate i paracapezzoli, di argento o in silicone, con acqua calda e un detergente neutro, avendo cura di pulirli prima. Sciacquateli abbondantemente, asciugateli con un panno pulito e riponeteli nel loro contenitore. 

Quando smettere di usare i paracapezzoli

Ma quando interrompere l'uso dei paracapezzoli? In alcuni casi, le donne con capezzoli introflessi o piatti preferiscono continuare a usarli per molto tempo, anche se la suzione, a lungo andare, stimola la fuoriuscita del capezzolo. Il bambino, poi, si fa via via più forte e succhia più voracemente: il consiglio è di fare un tentativo e vedere se il piccolo si attacca senza difficoltà. Non mollate al primo colpo, la novità potrebbe confonderlo ma nel giro di poco tempo dovrebbe abituarsi. 

Per i paracapezzoli in argento, dipende dallo stato della pelle e dall'eventuale scomparsa delle ragadi. Migliorare l'attacco durante la suzione, anche provando posizioni diverse, combinando a questo l'uso dei paracapezzoli d'argento, dovrebbe risolvere il problema in pochissimo tempo.

***Contenuto sponsorizzato: Nostrofiglio.it presenta prodotti e servizi che si possono acquistare online su Amazon e/o su altri e-commerce. Ogni volta che viene fatto un acquisto attraverso uno dei link presenti in pagina, Nostrofiglio.it potrebbe ricevere una commissione da Amazon o dagli altri e-commerce citati. Vi informiamo che i prezzi e la disponibilità dei prodotti non sono aggiornati in tempo reale e potrebbero subire variazioni nel tempo, vi invitiamo quindi a verificate disponibilità e prezzo su Amazon e/o su altri e-commerce citati***

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli