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Non riesco ad allattare al seno: cause e consigli

di Francesca Capriati - 19.01.2021 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Non riesco ad allattare al seno: cosa fare in caso di dolore, gonfiore e ingorgo mammario. Cosa fare per non smettere di allattare

Non riesco ad allattare

Già durante la gravidanza l'idea di poter allattare al seno coinvolge la futura mamma, che si impegna a preparare il seno, frequenta corsi preparto e studia le migliori posizioni e tecniche per far sì che l'allattamento inizi e proceda al meglio. Ma molto spesso la realtà si scontra con le aspettative e non sempre l'allattamento è immediato, facile, intuitivo. Cosa rispondere alle neomamme che dichiarano "Non riesco ad allattare al seno"? Ecco alcuni consigli.

In questo articolo

Le cause per cui non si riesce ad allattare al seno

Ecco alcune cause dell'impossibilità di allattare al seno:

  • Ragioni mediche per cui l'allattamento al seno può essere difficile: ad esempio l'ipoplasia del seno, nota anche come tessuto ghiandolare insufficiente che si verifica quando il tessuto mammario e le ghiandole non si sviluppano normalmente. Le donne con questa rara condizione spesso hanno il seno che non produce abbastanza latte per allattare. Anche altre condizioni possono rendere impossibile allattare come ad esempio insufficienza cardiaca o anemia grave;
  • Chirurgia di riduzione del seno: se hai subito un intervento chirurgico di riduzione del seno, è probabile che avrai una bassa produzione di latte materno e non sarai in grado di allattare esclusivamente, perché il tessuto mammario che è stato rimosso conteneva ghiandole e dotti del latte. Problematiche simili possono, in pochi casi, interessare anche le donne che hanno fatto un intervento di aumento del seno;
  • Depressione o ansia postpartum: di sicuro non c'è nessun motivo fisico che ti impedisce di allattare anche se sta attraversando un periodo di depressione o ansia, tuttavia alcuni studi suggeriscono che esista un legame tra i due. Questo non significa che l'allattamento al seno causi depressione o ansia postpartum, ma potrebbe essere un ulteriore fattore di stress.

Problemi dell'allattamento

L'allattamento potrebbe procedere in modo semplice e sereno, ma è indubbio che molte donne sperimentino almeno una volta alcune problematiche che potrebbero rendere difficoltoso l'allattamento.

  • Dolore ai capezzoli
  • Ingorgo mammario
  • Condotti del latte ostruiti
  • Mastite
  • Mughetto
  • Vasospasmo ai capezzoli

Dolore ai capezzoli

Cosa causa i capezzoli doloranti? I capezzoli irritati sono un motivo comune per cui le donne gettano la spugna durante l'allattamento. Molte donne riferiscono un formicolio e un dolore come causato da "punture e aghi" nei primi 30 secondi circa di allattamento. Ma in altri casi il dolore persiste anche per l'intera poppata. Spesso è un problema che si presenta soprattutto nelle prime settimane, poi i capezzoli "si abituano" e si induriscono. Ma in altri casi il dolore persiste. Il modo migliore per risolvere il problema è cambiare posizione e insegnare al bambino ad attaccarsi correttamente: spesso il dolore è provocato al fatto che il bambino prende solo il capezzolo e non l'intera areola. Quando il piccolo è attaccato correttamente il mento e la punta del naso del bambino toccano il seno e le labbra sono piegate in fuori (come un pesce). Se si usa il tiralatte, forse si utilizza una velocità troppo alta.

Ingorgo mammario

Cos'è l'ingorgo mammario? Circa tre giorni dopo il parto, il seno diventerà duro e la produzione di latte aumenterà, tanto che anche indossare un reggiseno può far male. Circa due terzi di tutte le donne sperimentano l'ingorgo mammario nei primi giorni dopo il parto. La buona notizia è che l'ingorgo mammario dura dalle 24 alle 48 ore e il dolore peggiore dovrebbe diminuire entro un paio di giorni e risolversi entro poche settimane dall'allattamento al seno.

Condotti del latte ostruiti

A volte un condotto del latte può ostruirsi, causando il ristagno del latte e provocando un nodulo rosso e tenero. Sebbene un condotto ostruito di per sé non sia grave, può portare a un'infezione al seno se non viene risolto. Proprio in questo caso non si dovrebbe interrompere l'allattamento: la pratica aiuta il latte a scorrere e alla fine sblocca il dotto. Nel frattempo, applica un impacco caldo prima di ogni poppata e massaggia il nodulo durante l'allattamento. Una volta che il bambino ha finito di poppare, svuota il seno interessato, manualmente o con un tiralatte.

Mastite

La mastite è un'infezione del tessuto mammario che causa febbre, dolore muscolare e mammario e arrossamento. Di solito si verifica quando un condotto del latte si ostruisce e il latte materno intrappolato viene infettato da batteri dalla bocca del bambino. Fino al 10% di tutte le donne può sperimentarlo, di solito entro le prime sei settimane dal parto. Come trattare la mastite: il medico prescriverà antibiotici che ti faranno sentire meglio rapidamente.

Mughetto

Se i capezzoli sono rosa, brucianti e pizzicano potrebbe essersi innestata una candidosi chiamata mughetto.

Vasospasmo ai capezzoli

Il vasospasmo del capezzolo – chiamato anche malattia di Raynaud - si verifica quando i vasi sanguigni nei capezzoli si stringono e si restringono e non lasciano passare abbastanza sangue, causando dolore, bruciore o intorpidimento.

Scarsa produzione di latte

Il motivo più comune per cui le mamme smettono di allattare è che pensano che il loro bambino non riceva abbastanza latte. Di solito non è così, ma se stai integrando con il latte artificiale o allungando il tempo tra le poppate, il seno non sarà stimolato abbastanza da produrre latte a sufficienza. In alcuni casi è possibile che non si riesca a produrre abbastanza latte (come nel caso di una malattia tiroidea), ma nella maggior parte dei casi ciò non avviene.

In che modo possiamo controllare la produzione di latte?

Monitorando il peso del bambino. Dopo 14 giorni dalla nascita il bambino dovrà aver recuperato del tutto il calo fisiologico e poi deve iniziare a mettere su circa 200 grammi a settimana. Se il bambino non sta guadagnando sufficiente peso significa che non sta ricevendo abbastanza latte.

Capezzoli introflessi

I capezzoli introflessi sono un'altra comune causa di una certa difficoltà nell'allattamento. Ecco alcuni consigli per allattare più facilmente:

  • Provare a offrire il seno al bambino con una presa a coppa, o a C, che facilita l'attacco.
  • Aspettare che la bocca del piccolo sia ben aperta prima di portarlo al seno.
  • Prima di attaccare il bambino, esercitare una blanda suzione sul capezzolo con una tiralatte, oppure con il metodo della siringa, un efficace rimedio della nonna.

Cosa fare se non si riesce ad allattare?

L'allattamento è senza dubbio il modo migliore per nutrire il neonato e secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità il piccolo andrebbe allattato esclusivamente al seno per i primi sei mesi di vita. Tuttavia le formule di latte artificiale assomigliano sempre di più al latte materno e una mamma serena e felice che allatta con il biberon è molto meglio di una mamma che allatta con stress e frustrazione. Rivolgetevi ad una consulente per l'allattamento per ricevere supporto, consigli e suggerimenti per migliorare l'allattamento, ma se decidete di smettere di farlo non sentitevi in colpa: non è l'allattamento che fa una brava mamma!

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