Salute neonato

Settimana mondiale dell'allattamento materno

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04 Ottobre 2010
Allattare al seno fa bene al bambino e anche alla mamma. Nessuno ormai ne dubita, ma anche in Italia le strutture sanitarie potrebbero fare di più per informare le donne in gravidanza e favorire l'allattamento dalla nascita del neonato. Il decalogo Oms e Unicef
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Il latte materno è l'alimentazione più sana per il bambino e fa bene anche alla mamma. Molte mamme però interrompono l'allattamento il più delle volte per problemi facilmente gestibili.

In Italia al momento delle dimissioni dall'ospedale allattano otto donne su 10, ma scendono a sei su 10 una volta fuori, con Sud e Isole fanalino di coda (rispettivamente il 63 e il 53% circa), mentre Centro e Nord sono vicini al 70%.

A ricordare quanto ci sia da fare è la settimana mondiale dell'allattamento materno, partita il 1° ottobre e che durerà fino al 7 ottobre.

COSA FANNO GLI OSPEDALI: in Italia esistono 20 banche del latte materno, di cui ben cinque in Toscana, dove è nata la prima nel 1971 presso l'ospedale pediatrico Meyer.

Si tratta di punti di raccolta del latte donato da madri diverse e distribuito gratuitamente ad altri piccoli nati prima del tempo, con patologie o ai piccoli pazienti che ne hanno bisogno. Vi sono poi ospedali come il Gaslini di Genova dove c'è un ambulatorio gratuito per le mamme che allattano. Oms e Unicef hanno lanciato dal 1992 'Ospedali amici dei bambini', che prevede un decalogo di misure per le strutture sanitarie che vogliano essere riconosciute amiche dei bambini.

I dieci passi

Ogni struttura che fornisca servizi per la maternità e assistenza neonatale dovrebbe:

  1. Definire un protocollo scritto per l’allattamento al seno da far conoscere a tutto il personale sanitario

  2. Preparare tutto il personale per attuare completamente questo protocollo

  3. Informare tutte le donne in gravidanza sui vantaggi e sui metodi di realizzazione dell’allattamento al seno

  4. Mettere i neonati in contatto pelle a pelle con la madre immediatamente dopo la nascita per almeno un’ora e incoraggiare le madri a comprendere quando il neonato è pronto per poppare, offrendo aiuto se necessario.

  5. Mostrare alle madri come allattare e come mantenere la secrezione lattea anche nell’eventuale separazione dai neonati

  6. Non somministrare ai neonati alimenti o liquidi diversi dal latte materno, tranne su prescrizione medica

  7. Sistemare il neonato nella stessa stanza della madre in modo che trascorrano insieme 24 ore su 24 durante la degenza

  8. Incoraggiare l’allattamento al seno a richiesta

  9. Non dare tettarelle artificiali o ciucci ai neonati che vengono alimentati al seno

  10. Promuovere la collaborazione tra il personale della struttura, il territorio, i gruppi di sostegno e la comunità locale per creare reti di sostegno a cui indirizzare le madri alla dimissione dall’ospedale.

SUD PIU' INDIETRO: ''Negli anni '60 c'è stato un calo dell'allattamento al seno per la diffusione del latte artificiale. La ripresa - spiega Giovanni Serra, primario della Terapia intensiva neonatale del Gaslini - c'è stata da metà degli anni '70 al Nord, ma con più ritardo al Centro-Sud, dove c'è un calo, soprattutto in Campania e Sicilia''.

Chi si occupa di allattamento rileva però un comportamento un po' contraddittorio da parte dei pediatri, ''che a volte - aggiunge Fina Bella, responsabile della Banca del latte del Meyer - parlano dei benefici dell'allattamento ma poi quando vedono che il bambino ha un peso un po' sotto le tabelle, creano uno stato d'ansia nella madre, che magari decide di dare l'aggiunta di latte artificiale e poi interrompere l'allattamento''.

AUTO-AIUTO FONDAMENTALE: l'azione dei gruppi di auto-aiuto, come quella svolta dalla Leche League, è molto utile. ''Le mamme ci chiamano il più delle volte per problemi pratici - racconta Claudia Scarsi della Leche League - come le ragadi o il non avere latte. Ma nel 95% dei casi non è un vero problema, perché il latte ce l'hanno. Basta dare il sostegno giusto.

Purtroppo il 55% delle donne allatta fino ai tre mesi di vita del bambino e solo il 30% arriva ai 6 mesi. Uno studio australiano ha dimostrato che nelle comunità dove ci sono gruppi di auto-aiuto l'allattamento materno cresce del 30%'. Un'indagine dell'Iss ha rilevato che, dopo il rientro a casa, oltre il 25% delle donne ha problemi legati all'allattamento e lo sospendono prima dei tre mesi di vita per la percezione di avere poco latte (69%) e problemi del seno (ragadi, mastite, 7%).

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