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Tatuaggio in allattamento: sì o no? Tutte le risposte

di Francesca Demirgian - 28.12.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Si può fare un tatuaggio in allattamento? Ci sono rischi per il bambino? Tutto quello che c'è da sapere sul tema "tattoo" nel post parto

In questo articolo

Tatuaggio in allattamento

Tante mamme, dopo aver partorito il proprio bambino, sentono il desiderio di fare un tatuaggio. Qualcosa che celebri la nascita del loro piccolo e che sigilli per sempre quel magico momento sulla pelle (oltre che nel cuore).

C'è chi vuole tatuarsi il nome del bimbo con la data, chi invece preferisce un simbolo che lo rappresenti e che abbia un significato profondo, talvolta segreto.

Ma la domanda principale che tutte le mamme si pongono dopo il parto è: Si può fare un tatuaggio in allattamento? Esistono dei rischi per il bambino? Bisogna aspettare o si può prendere appuntamento dal tatuatore senza paura? 

Fare un tatuaggio in allattamento è sicuro?

La principale paura delle mamme è che l'inchiostro utilizzato dai tatuatori per incidere la pelle possa passare nel sangue e arrivare nel latte del bambino. In realtà non c'è alcuno studio che attesti questo; la conseguenza - come per qualsiasi soggetto che sceglie di tatuarsi - potrebbe essere un'infezione locale che, in allattamento, non potendo assumere determinati farmaci, potrebbe risultare particolarmente fastidiosa.

Per questo l'Istituto Superiore di Sanità, così come l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù sconsigliano di tatuarsi durante l'allattamento e di aspettare almeno l'inizio dello svezzamento.

L'Istituto Superiore di Sanità non parla di rischi certi ma sconsiglia di fare il tatuaggio in allattamento, proprio come durante la gravidanza. 

Tatuaggio in allattamento: rischi per il bambino

Come già accennato, dunque, non sono accertati rischi per il bambino, ma trattandosi di una pratica delicata e di natura invasiva che - in alcuni casi - potrebbe arrecare fastidio, dolore e - nella peggiore delle ipotesi - infezioni nella mamma, si preferisce posticipare il momento del tatuaggio. 

E' importante sapere che il tatuaggio, solitamente se fatto da personale non adeguato, può provocare infezioni di tipo batterico o virale, nella peggiore delle ipotesi può provocare anche epatite B ed epatite C, tetano, HIV.

Come riportato dall'ISS (Istituto Superiore di Sanità) il rischio di infezione è presente soprattutto durante la fase di guarigione (circa 1-3 settimane), periodo durante il quale va fatta attenzione alla cura e all'igiene della zona tatuata. Inoltre, tra gli effetti collaterali ci sono anche le reazioni di ipersensibilità.

Per questo è meglio che le mamme in allattamento attendino del tempo prima di tatuarsi. 

Tatuaggio in allattamento: a cosa prestare attenzione

Qualora la mamma in allattamento decida comunque di farsi un tatuaggio, dovrà prestare alcune attenzioni.

Riportiamo di seguito le indicazioni dell'ISS sui tatuaggi:

  • la scelta del disegno e dell'area del tatuaggio deve essere ben meditata perché il tatuaggio è indelebile
  • evitare di scegliere aree in cui la cicatrizzazione sia particolarmente difficoltosa
  • evitare tatuaggi estesi a tutto il corpo
  • evitare di scegliere parti anatomiche in cui sono presenti nei o in cui la cicatrizzazione risulti difficile
  • assicurarsi che la zona della pelle destinata al tatuaggio sia integra, sana e disinfettata e per qualsiasi dubbio rivolgersi sempre al medico
  • evitare i tatuaggi fatti in spiaggia o in locali non autorizzati
  • No al fai da te: non farlo mai da soli, né con l'aiuto di amici, perché il tatuaggio potrebbe infettarsi, scatenare allergie e lasciare cicatrici.

Inoltre l'ISS sottolinea che è fondamentale verificare che:

  • il tatuatore sia in possesso dell'idoneità igienico-sanitaria ed abilitato ad operare in un locale autorizzato.
  • vengano fornite tutte le informazioni sui rischi e fatto firmare il consenso informato Per i minori è obbligatorio il consenso e la presenza di un genitore o un tutore.
  • il tatuatore faccia uso di guanti monouso, maschera e camice monouso e che proceda ad un'accurata pulizia delle mani prima e dopo l'esecuzione del tatuaggio.
  • gli aghi siano nuovi, sterili e monouso e la macchinetta per tatuare sia ricoperta da guaina di protezione.
  • gli inchiostri siano sterili, atossici e utilizzati in capsule porta-pigmenti monouso, così come previsto dalle normative vigenti.
  • la zona della pelle destinata al tatuaggio sia integra, sana ed adeguatamente disinfettata e che creme e saponi siano usati con applicatore monouso o tramite dispenser.
  • il tatuatore rilasci per iscritto, in un promemoria, le indicazioni previste per l'after-care da seguire durante il processo di cicatrizzazione.
  • il tatuatore rilasci la ricevuta fiscale unitamente all'elenco dei materiali/inchiostri utilizzati
  • rivolgersi al medico, e non al tatuatore, in tutti i casi in cui insorgano problematiche di qualsiasi genere.

Come si fa un tatuaggio: i passaggi

Il tatuaggio viene eseguito in questo modo: il tatuatore applica un ago sterile ad una macchinetta elettrica.

Attraverso il movimento di quest'ultima viene iniettato un particolare inchiostro che permette di effettuare la scritta o il disegno permanente.

Il tatuaggio va sempre eseguito da personale qualificato, il quale dovrà avere determinate autorizzazioni per operare e utilizzare materiale sterile, dall'ago, ai guanti, alle garze, al disinfettante, etc.

Coloro che sceglieranno di sottoporsi ad un tatuaggio, inoltre, dovranno essere informati sui possibili rischi legati alla loro salute e sottoscrivere un consenso informato.

Quando è meglio non tatuarsi

La gravidanza e l'allattamento non sono però le due uniche situazioni in cui gli specialisti sconsigliano di tatuarsi.

Ecco quando sottoporsi a un tatuaggio può essere controindicato o sconsigliato:

  • Fotosensibilità
  • Malattie della pelle
  • Nevi o altre lesioni pigmentate nell'area da tatuare
  • Predisposizione ad allergie
  • Diabete
  • Anomalie cardiache
  • Condizioni immunosoppressive o malattie che predispongono alle infezioni
  • Epilessia
  • Gravidanza/allattamento

Il tatuaggio andrebbe evitato anche in caso di:

  • assunzione di farmaci che alterano la normale riepitelizzazione della pelle
  • somministrazione di chemioterapici
  • in presenza di Disturbi della coagulazione, tendenza a emorragie e se si assumono farmaci anticoagulanti

Fonti: www.epicentro.iss.it; www.ospedalebambinogesu.it

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