Allattamento

Tiralatte: come sceglierlo e come si usa

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11 Settembre 2013
Il tiralatte manuale è adatto per un uso occasionale, mentre se serve per più tempo meglio quello elettrico. Fermo restando che ognuna ha le sue preferenze. I consigli per sceglierlo e per favorire la fuoriuscita del latte.
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Tiralatte: quando serve davvero?

Prima di acquistare un tiralatte, bisogna innanzitutto valutare se ce n’è davvero bisogno. “Il tiralatte può essere utile nel caso in cui il bambino non abbia una suzione sufficiente, e questo può accadere se ad esempio è nato prematuro o si verifica una patologia post-natale per cui il neonato non può essere attaccato direttamente al seno materno” spiega Marta Campiotti, ostetrica libera professionista a Varese (www.casamaternitamontallegro.it). Oppure può essere comodo nei mesi successivi se la mamma deve allontanarsi dal bambino per alcune ore o al momento del suo rientro al lavoro, in modo che chi accudisce il bebè possa dargli ugualmente il suo latte. A meno che non vi sia una reale necessità, però, sarebbe meglio aspettare che il bebè abbia almeno compiuto 40 giorni di vita, quando ormai l’allattamento al seno è ben avviato e non c’è il rischio di ‘interferenze’.

Altro motivo per il quale si suole adoperare il tiralatte è quando i capezzoli sono rientranti: “in realtà è un falso problema” commenta l’ostetrica, “sia perché di solito il capezzolo sporge da sé semplicemente attaccando il bambino, sia perché in genere il problema viene rilevato già durante la gravidanza e per favorire la sporgenza ci si può aiutare aspirando di tanto in tanto il capezzolo con una siringa da 10 o 20 ml senza ago (tagliando la parte dove si infila l’ago ed inserendo lo stantuffo al contrario)”.

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Quale tipo di tiralatte scegliere

In commercio esistono vari tipi di tiralatte che si dividono essenzialmente in due categorie: quelli manuali e quelli elettrici.

Tiralatte manuale. Quelli manuali possono andar bene per un uso saltuario, sono molto maneggevoli, si possono trasportare facilmente, ma l’aspirazione è piuttosto lenta. Due le tipologie disponibili: a siringa, da appoggiare direttamente sul seno, oppure a stantuffo, con una campana anatomica da appoggiare al seno ed una pratica maniglia per reggerlo.

Ci sono anche i modelli a pompetta, simili all’apparecchio per misurare la pressione, ma è difficile regolare l’aspirazione e possono far male, quindi sono sconsigliati.

Tiralatte elettrico. Quelli elettrici invece sono preferibili se se ne deve fare uso prolungato, poiché sono più veloci e riproducono bene il ritmo suzione-pausa tipico delle poppate. Dal momento che costano parecchio, conviene prenderli a noleggio in farmacia o nei negozi di articoli sanitari (fermo restando che i pezzi che vengono a diretto contatto con il seno materno devono essere acquistati a parte per ragioni igieniche). Ci sono anche tiralatte elettrici portatili che funzionano a batterie. Sono pratici anche se spesso non proprio silenziosi, hanno una valvola che regola la frequenza di aspirazione, che però è continua.

Quale scegliere? “Non c’è in assoluto il modello migliore, ma ognuna di solito ha le sue preferenze ed il tipo con il quale si trova meglio” risponde l’ostetrica.

I consigli per tirare bene il latte

Massaggiare bene il seno con acqua tiepida. Per tirare bene il latte e favorire la sua fuoriuscita, subito prima di usare il tiralatte è opportuno massaggiare il seno con acqua tiepida, aiutandosi ad esempio con il telefono della doccia; in alternativa si può riempire il lavabo o una bacinella con acqua tiepida ed immergere le mammelle per qualche minuto; o ancora avvolgere un seno per volta con una salvietta bagnata con acqua tiepido-calda. “È un espediente efficace in generale per favorire l’uscita del latte e che spesso consente di spremersi manualmente, senza bisogno del tiralatte” commenta Marta Campiotti; “ottimo anche in caso di ingorgo mammario, per sciogliere eventuali ostruzioni ed ammorbidire il seno”.

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