ALTITUDINE E NEONATI

Altitudine e neonati: fino a dove portarli?

Di Caterina Valletti
neonatimontagna
26 Giugno 2017 | Aggiornato il 02 Luglio 2019
Con il nuovo arrivato bisogna rinunciare alle vacanze in montagna? Il pediatra Gianfranco Trapani ci svela che non è proprio così! Con le giuste indicazioni si possono raggiungere alte cime!
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La montagna è una meta molto ambita dalle famiglie: escursioni nei sentieri, aria frizzante e buon cibo. Ma con un neonato è possibile salire ad alta quota? L'abbiamo chiesto al pediatra Gianfranco Trapani, autore de Il pediatra nel cassetto.

 

 

I benefici della montagna

 

Spesso il mare viene preferito alla montagna, che sembra una meta più "facile" e "accessibile" con i bambini. In realtà, «Numerosi studi scientifici hanno dimostrato come la vacanza in montagna sia benefica per la salute dei bimbi e prevenga numerose malattie».

 

 

Sono tanti i benefici che possiede: «salire ad alta quota comporta la riduzione dalla pressione barometrica e della quantità di ossigeno dell’aria: questo fa sì che aumenti la produzione di una sostanza che ha il compito di incrementare la presenza dei globuli rossi nel sangue. L'aria di montagna, poi, fa bene a chi soffre di malattie legate ai bronchi o a chi ha problemi di sinusite: mantiene libere le Trombe di Eustachio (collegamento naso-orecchio), tenendo lontano il catarro».

Insomma, ci sono tanti buoni motivi per salire sulla cima, ma fino a dove è bene portare il bambino?

 

 

I limiti della montagna

Tutto è relativo, ma ci sono delle regole generali che si possono seguire quando si decide per una vacanza ad alta quota.

«
Per i bambini che nascono in montagna ovviamente il percorso è inverso: si abituano da subito all'altitudine! Per chi, invece, nasce in pianura salire di livello può essere un problema».

 

1. Fino all'anno mai salire sopra i 1200 metri

 

«Quando si parla di alta montagna siamo intorno ai 2500 metri, ma il neonato non può superare i 1200 metri fino al primo anno di età. Ovviamente parliamo di un bambino sano e in buone condizioni, senza problemi fisici o malattie, in quel caso è invece necessario un consulto medico adeguato prima di procedere al viaggio». 

 

Ciò che bisogna evitare assolutamente è lo sbalzo repentino di pressione: «l'aumento vertiginoso può causare non pochi fastidi al neonato. Dunque, è sempre consigliato un passaggio progressivo tra le varie altitudini». Se siete in auto, ad esempio, il percorso deve essere fatto in modo graduale, prendendo tutto il tempo necessario per arrivare alla meta in modo dolce.

 

 

 

2. Osservate il piccolo


«Il viaggio dipende molto dalla reazione del bambino: alcuni possono soffrire maggiormente il fastidio della pressione rispetto ad altri, manifestando disturbi alle orecchie, irritazione e nervosismo con pianti. In questi casi, il consiglio è di tornare a valle, sempre con cautela ed evitare la risalita in prossimità dell'evento». 

 

 

La migliore strategia è quella di usare il buon senso, perché ogni bambino è diverso. «Fondamentale è valutare con attenzione la situazione. Possono esserci dei bambini che non presentano fastidi o problemi, altri invece che possono mostrare un'eccessiva irritabilità. Bisogna saper valutare la sopportabilità del piccolo all'aumento di pressione».

Il modo migliore per farlo è osservarlo: «provate magari per un breve weekend e noterete la sua risposta negativa o positiva»Se il neonato ha superato la salita, l'aria fresca e frizzante agevolerà la sua permanenza in montagna.

 

3. Dopo l'anno si può arrivare anche fino a 2500 metri


Dopo l'anno di età si può invece salire di più, anche fino ai 2500 metri, sempre in condizioni di buona salute fisica e facendo attenzione alle sue reazioni. «Nonostante sia più grande, il consiglio è comunque di evitare le seggiovie che con velocità arrivano fino ai 2500 metri».