"E' mio, mio, mio!" Che cosa fare quando i piccoli litigano?
Che cosa dice l'esperto
"In una situazione del genere, la perplessità del bambino dovrebbe essere presa sul serio", dice la pedagoga tedesca Janina Knobeloch. Può anche darsi che si tratti di un annaffiatoio di plastica da due euro, ma per Anna da questo dipende la pace della sua anima. In questa fase dello sviluppo dei bambini, un oggetto amato può essere importante come una parte del corpo e la sua perdita è uguale a un’amputazione. Per questo senza i grandi, i bambini non possono ancora venirne fuori.
Ma i genitori non sono i giudici, hanno solo la funzione di mediatori. "Se la mamma con un istinto da leone si mette davanti al più grande e pretende la restituzione dell’annaffiatoio, fa vedere alla figlia che i conflitti sono qualcosa di pericoloso", sostiene la pedagoga. Al contrario, anche lasciar semplicemente correre non è una soluzione giusta.
La migliore è la terza via: andarci insieme, trattare. “Magari il più grande ha un bel secchiello blu che può usare Anna?” In questo caso Anna capisce: le persone hanno interessi diversi, ma per tutto si trova una soluzione. Naturalmente anche barattare è una buona idea. O anche scambiarsi l’annaffiatoio. "Ma i bambini sotto i due anni non capiscono del tutto questi principi", dice Knobeloch, "è più qualcosa per quando vanno all’asilo nido. Si può però già iniziare a spiegarglielo.” E prima o poi non ci saranno più calci e spintoni.
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