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Bambino appena nato: tutto quello che mamma e papà devono sapere

di Rosy Maderloni - 17.03.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Il neonato, questo sconosciuto: accorgimenti per neomamme e neopapà alla scoperta di un nuovo ruolo, quello di genitori. Risponde Fabrizio Ciralli, responsabile Unità operativa di Neonatologia e Patologia neonatale Humanitas San Pio X di Milano.

Bambino appena nato

Ogni neonato, per quanto atteso, è un dono imprevedibile. Letteralmente. L'aspetto dei suoi lineamenti appena accennati nelle immagini delle ecografie che ne descrivono la prima crescita in grembo suggeriscono soltanto una fisionomia che dopo il parto si fa chiara, sorprendente. Come a un primo appuntamento.

Nelle attenzioni di mamma e papà è facile che l'occhio cada sulla quantità di capelli, sulle ditina di mani e piedi che siano affusolate ed energiche, ad esempio. Ma cosa è importante osservare del proprio bambino appena nato, nei suoi primi giorni di vita? Cosa considerare importante del neonato da subito dopo il parto e poi casa in questa nuova relazione?

Risponde Fabrizio Ciralli, responsabile Unità operativa di Neonatologia e Patologia neonatale Humanitas San Pio X di Milano.

In questo articolo

Come si presenta un bambino appena nato

"Parliamo di neonati a termine – chiarisce il neonatologo – che, se in buone condizioni, si presenteranno come bambini tonici, reattivi che piangono di un pianto vagito, un pianto vivace.

Papà e mamma devono sapere che ci sono differenze di gestione a seconda che il bimbo nasca da parto spontaneo o cesareo:

  • Se nasce da parto spontaneo, il piccolo viene valutato e viene lasciato sul grembo materno immediatamente per fare lo skin to skin, il contatto a pelle con la mamma, che scientificamente è dimostrato aiutare il rapporto della diade mamma bambino e favorire più precocemente la montata lattea materna. La visita viene posticipata dopo circa 2 ore dallo skin to skin.

  • Se nasce da parto cesareo, una volta nato viene fatto un esame di obiettività clinica alla nascita e dopo di ché se il piccolo è vivace e tonico anche in questo caso si opta per lo skin to skin se la mamma la sente o, viceversa, questo passaggio può essere fatto inizialmente anche dal papà.

In Humanitas Pio X il papà può essere presente al parto anche in epoca Covid sottoponendosi al tampone naso faringeo 48 ore prima del parto e/o - se si posticipa il parto – con test da ripetere. Il papà partecipa adottando tutti i dispositivi di sicurezza.

Sull'altezza e il peso alla nascita in una situazione di normalità ci rifacciamo alle tabelle dei percentili di crescita: peso, altezza e circonferenza cranica. Se le condizioni sono fisiologiche, il bambino rientrerà nei percentili di normalità di questi parametri. Si possono rilevare dati leggermente diversi perché si può essere più piccoli o più grandi pur rimanendo nella norma. Questi valori, inoltre, non sono predittivi di come si svilupperà il bambino".

Mamma e papà: attenzioni da avere dopo il parto

"Lo Skin to skin è fondamentale – continua Ciralli -: viene fatto nelle prime 2 ore dal parto mentre il neonato è monitorato secondo parametri vitali come il rilevamento della temperatura ed è tenuto sotto osservazione dalle ostetriche o dalle infermiera pediatriche.Nel post espletamento del parto, mamma e bimbo iniziano il rooming in, ossia la degenza del bambino in camera con la mamma H24 durante la degenza in ospedale. Studi dimostrano che avere il bambino in camera favorisce il rapporto mamma-bambino e papà (quando è ammessa la sua presenza, che in era Covid19 è diventata più difficile) e favorisce la montata lattea. Questa non è una regola assoluta e se la mamma vuole riposare un pochino il bambino può assolutamente stare nell'area nido. La mamma si aspetta un controllo clinico giornaliero che viene effettuato dal neonatologo con l'infermiera pediatrica nell'arco della degenza che normalmente dura 2-3 giorni. Durante il giorno, se la mamma volesse chiedere informazioni e delucidazioni sull'allattamento può affrontare qualsiasi dubbio con il personale qualificato".

Gli esami del neonato dopo il parto

"Nei primi di giorni di vita del bambino vi sono alcuni esami che gli permettono di essere monitorato prima della dimissione dall'ospedale. Tutti i neonati vengono sottoposti a:

  • Esame dell'udito primo livello

  • Controllo della retina attraverso la prova del riflesso rosso del fondo oculare

  • Prelievo da tallone dopo 48 ore di vita per fare lo screening metabolico neonatale, che valuta 48 patologie

  • Controlliamo la bilirubina perché, se alta, conferisce quel colore giallastro alla cute dei bambini (ittero neonatale) e in questi casi si interviene con la fototerapia alla lampada.

Successivamente alla dimissione, a 4, 5 giorni, viene effettuata dal neonatologo un'altra valutazione. Anche qui si valuta il peso del bambino e si risponde a requisiti genitoriali, soprattutto materni, emersi col rientro a casa. Tutto ciò che viene riportato in rete e sui social va valutato con analisi critica ed è per questo che il confronto con lo specialista è importante per mitigare dubbi".

A casa col neonato, cosa fare

"A casa, innanzitutto, bisogna cercare di vivere con serenità il rapporto col bimbo o bimba – chiarisce lo specialista -. Se la mamma opta per l'allattamento al seno deve avere rispetto degli orari del bambino, quindi preferire l'alimentazione a richiesta. Il sonno del bambino deve essere garantito da alcuni accorgimenti come la temperatura ambientale a 20, 21 gradi in inverno; il piccolo non deve essere eccessivamente coperto e deve dormire supino, a pancia in su. Non pensare di dare altro alimento oltre al latte come la camomilla o altro, perché da seno esce il latte e di quello il bambino ha bisogno, non altro. Il cordone ombelicale cade da sé e i genitori a questo riguardo non devono fare nulla mentre il bagnetto, una volta caduto il cordone, può essere fatto completamente. Durante la degenza in ospedale solitamente il personale gestisce e spiega come fare il primo bagnetto. L'importante è comprendere che il supporto esperto serva ad aiutare a rendere le cose semplici e naturali".

Neonato, come può aiutare il papà

"Occorre vivere serenamente ciascun aspetto della vita del neonato secondo il proprio ruolo – conclude Ciralli -: che il papà faccia il papà. Il padre deve lasciare spazio alla mamma rispettando il ruolo biologico differente. Non dovrebbe interferire in continuazione andando a ricoprire un ruolo che non gli appartiene. Nei primi giorni, l'apporto del papà è fondamentale in termini pratici: ad esempio potrebbe concentrarsi su aspetti come il cambio del pannolino o il bagnetto. Giorno dopo giorno si impara ad avere un rapporto col proprio neonato ed è bene mettersi in una condizione di ascolto della risposta fisiologica scaturita dalle interazioni con il bambino. E'importante che in questo momento la madre possa avere degli spazi in cui stare tranquilla. Le dinamiche nelle coppie, poi, possono essere diverse: c'è chi è più in sintonia nel fare le cose insieme e altri che invece si danno ruoli diversi per essere complementari uno all'altra. La mamma deve sempre sentirsi nella condizione di agire nella serenità più totale e non deve ricevere carichi di ansietà esterni. Molte risposte si trovano nella vita pratica, certamente ci saranno momenti in cui di fronte a dubbi e paure importanti mamme e papà si affidino all'esperto, ma ci vuole molta fisiologia. Gli errori li facciamo tutti".

L'intervistato

L'intervistato è Fabrizio Ciralli, responsabile unità operativa di Neonatologia e patologia neonatale Humanitas San Pio X di Milano.

OPEN DAY del Punto Nascita di Humanitas San Pio X di Milano

Il 20 marzo 2021 si terrà un'edizione digitale di presentazione con virtual tour dei servizi e spazi dedicati al percorso maternità. Gli specialisti risponderanno in diretta a tutti i dubbi di futuri mamme e papà: per l'occasione, inoltre saranno proposte videoconsulenze gratuite e un appuntamento speciale per i papà in occasione della festa del papà.

Qui il programma completo della giornata

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