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Come portare a passeggio un neonato

di Rosy Maderloni - 05.10.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Come lo vesto? Dove lo porto? E se piange? Quanti dubbi attanagliano la mamma alle prese con le prime uscite insieme al suo neonato. I suggerimenti dell’ostetrica Maria Cambioli, vicepresidente dell’associazione Mamaninfea

Come portare a passeggio un neonato

Immaginiamoci un appuntamento al buio. State per uscire insieme per la prima volta e di fronte a te, mamma, hai un perfetto sconosciuto: un tipetto di cui non sai prevedere reazioni, non hai idea di come si comporterà e di cosa potrebbe piacergli di più. Sai solo che tutto quello che pensavi di conoscere oltre la soglia di casa ora è diventato ignoto: hai dubbi su che strada è preferibile percorrere, dove andare, come vestirti (e come vestirlo) e soprattutto non riesci ad allontanare da te quell'impressione che tutto il mondo sia lì per osservare proprio voi due.

La prima uscita col neonato non è affatto una passeggiata, seppur sia quello lo scopo prefissato. Lo spaesamento e i dubbi possono prendere il sopravvento sull'istinto e la serenità necessaria per compiere le scelte più sagge e di buon senso. Risolviamo, allora le preoccupazioni più comuni insieme all'ostetrica Marta Cambioli, vicepresidente dell'associazione culturale Mamaninfea e libera professionista. Mamaninfea propone dal 2010 il progetto Pronto mamma®, un servizio gratuito di assistenza ostetrica a domicilio nei giorni dopo il parto attivo in 12 Comuni del veronese.

In questo articolo

Da quando si può iniziare a portare a passeggio un neonato?

"Si può iniziare da subito, dai primi giorni di vita del piccolo – spiega la Cambioli - perché uscire all'aria aperta è per bambino e mamma assolutamente positivo: si cambia aria e si inizia a vedere il mondo".

E in che orari uscire è meglio uscire con il neonato? "Non ci sono vincoli assoluti sull'orario migliore o sbagliato per uscire – prosegue -: eventuali restrizioni sono più da considerare rispetto alle energie della mamma, così come la durata della passeggiata dovrebbe essere del tempo che mamma e bimbo sentano giusto per loro per stare fuori casa. Soprattutto all'inizio, si può cominciare con passeggiate più brevi o che permettano di individuare facilmente punti di appoggio preferendo un tragitto lungo il quale si troverà una panchina o la casa di un parente o amico dove si potrà fare tappa per allattare o rispondere alle esigenze del piccolo. Anche la sera è un buon orario per una passeggiata: può essere il papà, ad esempio, a uscire con il bimbo mentre la mamma si prende del tempo per sé. Se il bambino è irrequieto può essere utile uscire una mezz'oretta per cambiare completamente le energie in famiglia: anche il bambino è più invogliato alla nanna dopo essere stato un po' fuori".

Come portare il neonato a passeggio?

"Come mezzo di trasporto è meglio preferire la fascia, se i genitori decidono di utilizzarla – prosegue l'ostetrica - perché questo supporto si rivela comodo in molte situazioni: anche quando piove o fa freddo, ad esempio, il bambino è al sicuro addosso al genitore e si sente più protetto. Anche la carrozzina va bene, perché permette al bambino di mantenere una posizione distesa corretta. In carrozzina, soprattutto all'inizio, è consigliabile avvicinare ai piedi e al corpicino del neonato degli asciugamani o copertine che arrotolate permettono al bambino di sentirsi meglio contenuto. L'ovetto, invece, è preferibile utilizzarlo solo per gli spostamenti in auto in quanto non è il supporto più adatto da un punto di vista ergonomico: in macchina, ovetto e carrozzina sono accessori sicuri".

Come vestire il neonato per uscire

"Il freddo non dev'essere considerato proibitivo per uscire: basta vestire un po' di più il bambino se si esce in carrozzina, mentre se si usa la fascia sarà in parte il nostro corpo a riscaldarlo. Indossare una giacca grande servirà anche a coprire il piccolo adeso al nostro corpo tramite fascia o marsupio.  Non priviamoli di una passeggiata quotidiana anche nella stagione fredda: uscire e cambiare aria è benefico per le emozioni, l'umore e il rinvigorimento del sistema immunitario di mamma e bambino.

"Per vestire il neonato in inverno un tessuto ottimo è la lana, perché aiuta il bambino a termoregolarsi mantenendo il calore prodotto senza disperderlo. Meglio vestirli più leggerli e fasciarli con più copertine, in modo che si sentano più contenuti. Inoltre, più sono piccini e più sono vicini al corpo di mamma e papà e più siamo in grado di aiutarli a regolare la loro temperatura corporea: questo è più facile avvenga se li portiamo fuori in fascia o nel marsupio. Il berrettino, ancora, è importante per tenere calda la testa, una parte del corpo che disperde molto calore".

Si può portare un neonato a passeggio nei centri commerciali?

"Il Centro commerciale è un luogo molto difficile perché fonte di numerosi stimoli – chiarisce Cambioli-: luci, suoni, rumori e odori nel primo anno di vita sono la via che i sensi utilizzano per scoprire e comunicare e in questo sovraccarico di input può accadere che il neonato reagisca addormentandosi. Non è detto che sia un bene, perché spesso questi bambini poi si risvegliano in un pianto stressato, frutto del bisogno di liberarsi dalla grande quantità di stimoli recepiti".

Ristoranti, negozi e luoghi simili?

"Questo vale anche per i ristoranti, i negozi o quei luoghi con caratteristiche simili: sarebbe meglio evitarli, anche perché sarebbe del tempo teso anche per noi adulti, alle prese con un bambino più difficile da gestire. Se proprio dobbiamo andarci, la fascia può rivelarsi un aiuto: contenendo il bambino rivolto verso l'adulto si permette di attutire l'intensità di questi stimoli".

Uscire con il neonato ai tempi del coronavirus: che precauzioni bisogna avere?

"Valgono alcune regole semplici - prosegue l'ostetrica -: evitiamo il più possibile i luoghi chiusi e affollati di persone estranee.

Attenzione anche a preservare la pulizia della casa: lasciamo le scarpe fuori e facciamole togliere agli ospiti prima che entrino a farci visita. Facciamo lavare le mani a chi viene a trovarci e assicuriamoci che queste persone siano in salute.

Alcuni studi stanno sondando la presenza di anticorpi specifici per il Covid nel latte materno. Quando inseriamo al nido il bambino, se stiamo allattando al seno, è raccomandato continuare: sono le sue prime esperienze in società senza la mamma quindi ha bisogno di un supporto al sistema immunitario. Infatti il latte materno è ricco di anticorpi specifici prodotti dal corpo della madre che aiutano il piccolo a far fronte ai virus e batteri, cause delle malattie di stagione".

Cosa NON fare con i neonati?

Il pianto va ascoltato

"L'indicazione sempre valida è non lasciare piangere un bambino, qualsiasi età abbia",  conclude la vicepresidente di Mamaninfea. "Il bambino merita sempre una nostra risposta perché nel pianto vi è sempre una richiesta. Il pianto va sempre ascoltato, ovunque ci troviamo".

Supporti e sedute

"Continuando il nostro discorso specifico sul neonato, rispetto ai supporti e sedute ci sono alcune tipologie in cui il bambino è semiseduto: questa  andrebbero evitate perché la miglior posizione distesa è in orizzontale. Sdraiette e dondolini non sono ottimali, mentre è molto meglio appoggiare il bambino su uno spazio piano, come un tappeto o un telo, alternando la posizione a pancia in giù e in su: questo garantisce quello sviluppo motorio funzionale a esplorare lo spazio intorno mentre in sdraietta i bambini non hanno questa libertà di movimento".

Schermi

Attenzione, infine, agli schermi: "Evitiamone l'uso per i bambini sotto i due anni anche quando siamo fuori perché questo interferisce con lo sviluppo della fantasia e creatività del bambino. Non cediamo alla tentazione della distrazione elettronica mentre siamo fuori per una passeggiata. Meglio trovare altre attività a misura di bambino".

L'intervistata

Marta Cambioli è ostetrica libera professionista dal 2011, consulente sessuale e vicepresidente dell'associazione culturale Mamaninfea.

Mamaninfea propone dal 2010 il progetto Pronto mamma®, un servizio gratuito di assistenza ostetrica a domicilio nei giorni dopo il parto attivo in 12 Comuni del veronese.

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