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Come scegliere il baby monitor

di Rosy Maderloni - 02.06.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Dispositivi audio e video per monitorare che il bimbo stia bene mentre dorme in un'altra stanza di casa, quanto sono utili? E quali sono i modelli più adatti alle diverse esigenze della famiglia? rispondono Arianna Falco e Denise Freccero dell'associazione Ostetriche per la famiglia

Come scegliere il baby monitor

Loro riposano beati. La mamma con un occhio aperto e un orecchio teso. Difficilmente quando si è neogenitori si riesce a dormire come tra due guanciali e i baby monitor, allora, diventano un buon supporto per tenere sotto controllo il sonno del piccolo nella sua stanzetta mentre si è impegnati in altre attività o, meglio ancora, mentre anche l'adulto cerca di riposare. Le offerte sul mercato sono numerose e permettono di rispondere a esigenze tra le più diverse. Ne abbiamo parlato con Arianna Falco e Denise Freccero, ostetriche fondatrici dell'associazione Ostetriche per la famiglia di Albisola Superiore.

In questo articolo

Quando è utile il baby monitor

"Strumenti che permettano di avere un riscontro uditivo e visivo del bambino quando è in un'altra stanza della casa possono essere utili soprattutto nelle ore notturne o quando il bambino dorme – premettono Ariana e Denise -. Nella fase del passaggio in cui è proposto al piccolo di dormire nel suo lettino o nella sua stanza può essere un aiuto utilizzare questi dispositivi perché permettono di sentire prima, e dunque, rispondere subito a una richiesta del piccolo. Ipotizzando un'età ideale del bimbo per iniziare a utilizzare il baby monitor è dai 4 mesi in su: prima riteniamo sia importante privilegiare il contatto e la relazione tra adulto e bimbo, soprattutto nel primo trimestre di vita. Il co-sleeping, ossia il dormire nella stessa stanza, e il bed-sharing, dormire insieme nel lettone, hanno un valore di protezione perché privilegiano il rapporto costante: sentire il respiro del piccolo e il battito del cuore, monitorare se le copertine si sono spostate o se il piccolo non riesce a girarsi nel letto è una forma di sicurezza in più dal rischio di morte in culla".

In stanza con i fratelli. "Quando c'è già un fratellino più grande che dorme da solo e si vuole introdurre il più piccolo a dormire nella stessa stanza – continuano le ostetriche – avere un supporto visivo o uditivo è importante per distinguere il tipo di rumore proveniente da quella cameretta.

Per chi ha grandi spazi.

"In una casa grande, inoltre, il baby monitor è ideale per rimanere in contatto col bambino mentre si è distanti, magari se si ha un giardino".

Portarlo sempre in vacanza.

Un'altra situazione ideale è quando si è in vacanza: in una casa che si frequenta meno i rumori possono essere non immediatamente riconoscibili.

Cortesie per gli ospiti.

Ancora, una possibilità di utilizzo utile è accendere il trasmettitore audio o video quando si è impegnati, ad esempio, con ospiti a casa mentre il bambino sta dormendo nella sua stanza".

Quando non serve più.

"Tra i 2-3 anni invece, quando il bambino inizia a stare in un lettino da cui possa scendere da solo, il baby monitor può anche non servire più perché il bambino può alzarsi autonomamente ed esprimere i suoi bisogni".

Come scegliere il baby monitor

A ciascuno il suo. "Dall'idea originale in cui si poteva sentire soltanto – continuano Arianna e Denise – si sono sviluppati tantissimi modelli e per orientarci nella scelta, a preferire il giusto mezzo non si sbaglia. Benissimo avvalersi di una telecamera se può aiutare a decidersi, ad esempio, sull'intervenire o meno quando il piccolo piagnucola: osservare che ad esempio il bambino sia dormiente e non bisognoso di intervento è rassicurante. L'opzione video permette, inoltre, una collaborazione tra genitori: osservare il pianto può aiutare a capirne le cause e decidere se e chi deve intervenire, soprattutto se non è il momento della poppata".

Nel primo anno di vita del piccolo, la famiglia vive diverse trasformazioni e il bambino impara pian piano ad acquisire nuove competenze – aggiungono le esperte – per questo è bene tenere in considerazione com'è fatto il bambino, che bisogno di sicurezza vogliono trarre i genitori da questo supporto e come sono disposti gli ambienti domestici per fare una valutazione su quale sia il modello migliore".

Baby monitor: i rischi

"Non i sono particolari rischi quando si utilizza il baby monitor con buon senso – secondo le fondatrici dell'associazione Ostetriche per la famiglia –. Questi apparecchi sono pensati soprattutto per fornire supporto nelle ore notturno, nei momenti di sonno del bambino o quando sta giocando nel box mentre si è impegnati in una stanza diversa della casa ma non si sostituiscono alle cure e alla protezione che l'adulto deve prestare al piccolo".

Le intervistate

Arianna Falco e Denise Freccero, ostetriche fondatrici dell'associazione Ostetriche per la famiglia di Albisola Superiore.

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