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Come stimolare il linguaggio del neonato

di Nostrofiglio Redazione - 07.10.2020 - Scrivici

neonato
Fonte: Shutterstock
Come stimolare il linguaggio del neonato? Lo abbiamo chiesto alla logopedista Anna Biavati Smith, che ci ha spiegato come interagire con il bambino stimolandolo dal punto di vista linguistico. 

Come stimolare il linguaggio del neonato? Occorre parlare in modo naturale, seguendo il nostro istinto. Secondo la logopedista Anna Biavati Smith ci sono adulti che usano una voce infantile e che parlano il "bambinese", ma il messaggio principale per i genitori è il seguente: è necessario parlare con tranquillità, stimolando l'imitazione.

Non occorre fare discorsi scientifici, ma bisogna parlare di ciò che stiamo facendo e di quello che vediamo usando un ritmo calmo, guardando il bambino negli occhi e aspettando che abbia delle vocalizzazioni. Non è necessario poi parlare continuamente, ma bisogna fargli ascoltare suoni e toni e dargli il messaggio che esistono anche le pause. 

Abbiamo chiesto di più ad Anna Biavati Smith, consulente scientifica del progetto "Senti come parlo" di Quid+, . 

Lo sviluppo del linguaggio nel neonato

"I neonati comunicano attraverso il pianto: in tal caso si può parlare con il bimbo, mentre gli si offre, per esempio, il latte. Così si inizia a costruire un linguaggio chiaro, mettendo in atto una sorta di routine linguistica (ossia facciamo capire al neonato che ogni volta che diciamo "latte" è il momento di mangiare).

Verso il mese e mezzo di età il bambino inzia a scoprire l'organo principale della voce, iniziando a produrre versi e vocalizzi. In tal caso, quando il genitore dice qualcosa, il bambino inizia a rispondere a modo suo. 

Dai 4 mesi i neonati iniziano a rendersi conto che, quando fanno una vocalizzazione, quest'ultima ha un effetto sui loro genitori: dunque loro provano e riprovano tanto a sperimentare vocalizzi e toni diversi, perché vogliono capire quale sarà la risposta della mamma o del papà".

Come stimolare il linguaggio del neonato

"In generale, quando siamo con il neonato, possiamo:

  • indicare e nominare ciò che vediamo,
  • cantare,
  • tenere il bambino in braccio e parlargli da vicino.

Bisogna ricordare che il linguaggio non è mai soltanto verbale, ma è anche non verbale. Il tono di voce è fondamentale ed è altrettanto importante come noi ci proponiamo al bimbo. Il tono deve essere calmo e amorevole e dobbiamo guardarli e sorridere, rispondendo alle loro "conversazioni".

La neuroscienza ci dice che il bambino, già alla 30esima settimana di gestazione, inizia a sviluppare una reazione alla voce della mamma. Quindi, dal punto di vista linguistico la relazione si instaura ancora prima che il piccolo nasca e si crea subito dopo la nascita anche un dialogo speciale tra la mamma e il neonato.

Poi, attraverso lo sviluppo neuronale, già dalla 28esima settimana di gestazione, c'è lo sviluppo dell'orecchio e il bambino riesce a riconoscere la voce della madre e del padre secondo gli studi scientifici. infine, quando il piccolo sente la voce della mamma attiva una serie di aree del cervello che lo calmano". 

"Senti come parlo", storie illustrate e giochi

Per guidare i bambini da 1 a 3 anni verso la scoperta delle loro primissime parole, Quid+ (www.quid-plus.com), la linea editoriale dedicata ai bambini nella fascia d'età 0-7 anni firmata da Gribaudo, parte del Gruppo Feltrinelli, ha ideato il kit didattico "Senti come parlo".

Il libro, a cura dell'autrice Barbara Franco e con la consulenza della logopedista pediatrica Anna Biavati – Smith, è corredato da 32 carte dei suoni e arricchito dalle illustrazioni di Valentina Fontana.

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