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MODI DI DIRE

Cosa significa essere nati con la camicia?

Di Alice Dutto
nascereconlacamicia

07 Marzo 2017 | Aggiornato il 04 Giugno 2018
Un quesito semplice, che però sottende una tradizione antica e molto radicata nella storia. Ci aiuta a capire meglio l'origine e il significato di questo detto Gabriele Iannaccaro, professore di linguistica e glottologia all'Università di Stoccolma e all'Universita Milano-Bicocca

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«La tradizione vuole che il modo di dire “nascere con la camicia” risalga al momento del battesimo di un neonato: le famiglie più abbienti preparavano infatti una camicia battesimale da far indossare al bambino dopo la cerimonia - spiega Gabriele Iannaccaro, professore di linguistica e glottologia all'Università di Stoccolma e all'Università Milano-Bicocca -. L'averla, dunque, significava far parte di una famiglia benestante, garanzia di buona sorte per tutta la vita. In realtà, però, l'etimologia vera e propria di questa frase è ben altra».


“Nascere con la camicia” si riferisce infatti a un evento molto raro, dalle accezioni mistiche, che accade nel momento del parto. «La camicia è metafora della placenta. In una nascita su 80mila accade che il bimbo venga al mondo totalmente avvolto nel sacco amniotico o con dei suoi frammenti attaccati alla pelle, spesso sulla testa. Ecco perché in molte culture nordiche si dice “nascere con il cappello”».

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Dopo il parto, la placenta veniva rimossa e conservata, alcuni la mettevano in un sacchetto da portare al collo. Grande sventura, invece, era destinata a chi l'avesse distrutta o persa.

 

IL SIGNIFICATO RECONDITO PER CHI NASCE NEL SACCO AMNIOTICO
Ma perché nascere con la placenta porterebbe fortuna? «Perché il ventre materno è simbolo di protezione – continua il professore –. Quindi, il fatto che il sacco amniotico accompagnasse il neonato alla nascita sembrava poterlo proteggere per tutta la sua vita».

In più, è un evento molto raro ma che, allo stesso tempo, non comporta alcun problema né per la madre, né per il figlio. «È dunque una sorta di evento miracoloso, dai mille significati».

 

I BENANDANTI
Dal punto di vista storico, è interessante sapere che a metà del Cinquecento in Friuli si sviluppò una setta, probabilmente eretica di appartenenti a un culto semi-cristiano. «Si tratta dei Benandanti, individui che dicevano di essere nati con la camicia e che si misero insieme per combattere le streghe. Cento anni dopo, però, furono loro stessi a essere tacciati di stregoneria dall'Inquisizione».


I POTERI MAGICI

Praticamente ovunque si pensa che i bambini “nati con la camicia” abbiano dei particolari poteri. «In Islanda diventano dei preveggenti, così come in Nuova Guinea e nel Sud-Est Asiatico. In Indonesia e Nord America, ma in quest'ultimo paese è probabilmente una tradizione che deriva dall'emigrazione, questi bambini potevano parlare con i fantasmi».

Nella tarda antichità, invece, si riteneva che chi nascesse con la camicia «fosse dotato di particolare eloquenza. Proprio come San Giovanni Crisostomo e San Girolamo, a cui si deve la traduzione della Bibbia, che avevano questa dote proprio per il fatto di essere nati con la sacca amniotica ancora attaccata».

Un altro potere che veniva associato alla placenta era quello amoroso, «Si utilizzava come ingrediente, insieme a molti altri, per le pozioni d'amore».


BUON AUGURIO, MA ANCHE SVENTURA
La fortuna della placenta si poteva anche “trasmettere”. «Spesso le madri che la conservavano la passavano sulle teste dei loro altri figli. In Dalmazia e Balcani, invece, si toccavano i moribondi per assicurargli una migliore sorte dopo la morte».

Nel tempo, si sviluppò poi un vero e proprio commercio di placente (o di loro frammenti). «Questi scambi furono fiorenti per tutto il Settecento e l'Ottocento - prosegue l'esperto -. E ancora all'inizio del Novecento si ha traccia della vendita di pezzettini di placenta disseccati a Londra per la cifra di 20 sterline, una somma esorbitante per i tempi».

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Eppure, non in tutti i popoli nascere con la placenta sarebbe un segno di buon auspicio. «In molti luoghi, soprattutto nei Balcani, si pensava che questi esseri fossero destinati a diventare maghi o streghe o addirittura vampiri. In Scandinavia, invece, tutto dipendeva dal colore della placenta: se era bianca, portava fortuna; se era nera o colorata, malaugurio».

E anche il primo “nato con la camicia” di cui si ha testimonianza non fu affatto fortunato. «Si tratta dell'Imperatore Romano Diadumeniano, che nessuno ricorda perché il suo regno durò solo settimana» conclude il docente.