COME INSEGNARE A PARLARE

Come si sviluppa il linguaggio nel bambino: 20 cose da sapere ASSOLUTAMENTE

Di Vincenzo Genovese
12 Aprile 2016 | Aggiornato il 05 Settembre 2019
Quali sono le tappe dell'evoluzione del linguaggio nei bambini? Qual è il modo migliore per parlare a vostro figlio? A queste e altre domande ha risposto Tiziana Rossetto, presidente della Federazione Logopedisti Italiani.
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linguaggio

Le tappe del linguaggio
“Lo sviluppo del linguaggio avviene progressivamente. Una corretta tabella di marcia prevede che il bambino emetta suoni e gorgheggi nei primi sei mesi. Entro i nove comincia la lallazione, ripetizione di sillabe che non sono ancora parole. A un anno arrivano le prime paroline, entro i 18 mesi dovrebbe conoscerne almeno 50. A 36 mesi, invece, dovrebbe essere in grado di sostenere una conversazione anche con persone che non conosce.

lessicopassivo

Lessico passivo
“Ci sono termini che i bambini apprendono anche se all'inizio non le ripetono. Il fatto che non le usino mentre parlano non vuol dire per forza che non le conoscano o non ne capiscano il senso”.

comunicazioneextraverbale

L'importanza dei gesti
“Prima delle parole vengono i gesti: è importante stabilire un canale comunicativo extraverbale con il bambino fatto di sguardi, segni e movimenti. A loro viene naturale associare i gesti alle parole e così facendo apprendono prima”.

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Non anticipare
“I genitori che provano a forzare i tempi dell'apprendimento sbagliano. Non serve essere pressanti e bisogna evitare i confronti con i figli degli altri”.

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Come parlare ai bambini
“È importante parlare lentamente e scandire bene ogni parola, con termini semplici e frasi brevi. Ancora più importante è rivolgersi a loro con amore, trasmettendo sentimenti positivi”.

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Evitare di imitarli
“Non bisogna rivolgersi al bambino storpiando le parole o parlando come farebbe lui. Non serve imitare i suoi sforzi, bisogna usare i vocaboli corretti, niente bugibugi o ciaciacia”.

conversazione

Il dialogo prima di tutto
“Quando si passa del tempo con un bambino è importante mantenere sempre la conversazione. Se si sta facendo un'attività, accompagnare ogni azione con la sua descrizione”.

scherzare

Scherzi, filastrocche e giochi
“Il gioco è fondamentale nel processo di apprendimento dei bambini. Filastrocche, scherzi e tutto ciò che li faccia sorridere va molto bene”.

lettura

La lettura fa bene
“Leggere qualcosa ai propri figli è un'ottima abitudine per due motivi: ai bambini fa molto piacere pensare che il genitore sia lì per lui e ascoltare un racconto li aiuta a sviluppare le capacità logiche. Nessun problema se vogliono sentirsi leggere sempre la stessa storia: dà loro sicurezza”.

correggere

Correzione degli errori
“Per correggere gli errori di pronuncia dei bambini non bisogna costringerli a ripetere, né mostrarsi arrabbiati o delusi. Meglio pronunciare la parola correttamente: il bambino la ascolta dalla voce dei genitori e apprende senza percepire un giudizio di valore su di sé”.

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Parlare con le emozioni
“Il linguaggio non verbale è molto importante: non bisogna nascondere mai le emozioni. Il riso, il pianto e le smorfie fanno parte a pieno titolo della comunicazione e il bambino li percepisce molto”.

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Maschi e femmine, i disturbi del linguaggio
“Ci sono differenze nell'apprendimento fra maschi e femmine. I disturbi del linguaggio colpiscono più i maschietti. Secondo gli ultimi studi, sotto i 4 anni ne soffrono 2 bambini ogni bambina e sopra i 4 anni fra i 3 e i 5 per ogni bambina”.

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Maschi e femmine, chi impara prima?
“Tendenzialmente le bambine imparano prima a parlare dei maschi. Questo per una ragione genetica: il substrato dell'area del cervello dedicata al linguaggio è più esteso nelle femmine”.

logopedista

Segnali preoccupanti
“Ci sono segnali che possono evidenziare un disturbo del linguaggio nei bambini. Se un bimbo non emette suoni nei primi mesi di vita o se dopo il primo anno questi suoni non si trasformano progressivamente in parole, è necessaria una visita. È importante contattare il logopedista prima dei due anni del bambino o comunque prima dell'ingresso alla scuola materna”.

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La logopedia
“Le terapie dei logopedisti consistono non solo nel lavoro individuale sul bambino, ma anche nel supporto ai genitori tramite consigli per evitare frustrazione e nervosismo. Di solito un ciclo dura 6 o 12 mesi, ma se i disturbi del linguaggio non scompaiono, si può prolungare”.

studiare

Problemi successivi
“Per chi non ha corretto i disturbi del linguaggio da piccolo è più difficile farlo negli anni successivi. Bisogna comunque rivolgersi al logopedista, c'è sempre tempo per migliorare”.

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Dislessia e disortografia
“I bambini delle scuole elementari possono presentare disturbi legati alla lettura e alla scrittura. In casi di disortografia, la difficoltà di apprendere regole ortografiche, è necessario lavorare sulla velocità e l'accuratezza”.

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Bambini bilingui
“Il bilinguismo non è un ostacolo nel processo di apprendimento del linguaggio. I bambini bilingui però, possono presentare disturbi come tutti gli altri”.

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La lingua del cuore
“In caso di bambini bilingui o trilingui, è importante che i genitori mantengano con loro un dialogo nella propria madrelingua. Il genitore deve mantenere autorevolezza quando parla e non può conoscere una lingua peggio di suo figlio. Allo stesso tempo bisogna coltivare la lingua del cuore, quella che si è parlata nei primi mesi della sua vita”.

Le tappe del linguaggio
“Lo sviluppo del linguaggio avviene progressivamente. Una corretta tabella di marcia prevede che il bambino emetta suoni e gorgheggi nei primi sei mesi. Entro i nove comincia la lallazione, ripetizione di sillabe che non sono ancora parole. A un anno arrivano le prime paroline, entro i 18 mesi dovrebbe conoscerne almeno 50. A 36 mesi, invece, dovrebbe essere in grado di sostenere una conversazione anche con persone che non conosce.
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