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Bambino

Lo sviluppo del linguaggio del bambino da 1 mese a 3 anni

Di Eleonora La Monaca
linguaggio

25 Giugno 2014 | Aggiornato il 25 Agosto 2017
Lo sviluppo del linguaggio del bambino da 1 a 36 mesi e i consigli della logopedista Eleonora La Monaca per una corretta stimolazione del linguaggio e produzione di parole nuove.

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Le conoscenze comuni riguardo lo sviluppo del linguaggio nella prima infanzia si concentrano sugli aspetti della produzione, cioè su ciò che il bambino dice.

In realtà quello che il bambino sa dire è la manifestazione della maturazione di molte altre competenze: ascolto e discriminazione di suoni e parole, competenze motorie e prassiche, sviluppo cognitivo e affettivo.

Il linguaggio non può svilupparsi in modo armonico e competente senza la presenza delle abilità appena descritte.

Negli ultimi 10-15 anni molto ha fatto il campo della ricerca per trovare riferimenti utili ad una individuazione precoce di fattori di rischio e possiamo dire con certezza già all’età di 24 mesi quando un bambino presenta un livello linguistico troppo povero (Late Tolker) e quindi che necessita di un monitoraggio periodico (ogni 3-4 mesi) che dica se le competenze tendono a normalizzarsi (Late Bloomer), oppure se necessita di un intervento riabilitativo (Disturbo Specifico di Linguaggio).

ETA’

COSA SA FARE

COMPORTAMENTO

QUANDO CONSULTARE IL PEDIATRA

1 mese

Distingue suoni con diverse caratteristiche acustiche e prodotti da diversi parlanti (Jusczyk,Pisoni)

Interessato ai volti

Reagisce ai rumori/voci fermando la sua attività

Si orienta con lo sguardo verso la fonte

Piange

Guarda chi ha davanti

Se sembra non reagire ai rumori

Assenza di vocalità

Assenza di pianto

Assenza di contatto oculare

2-4 mesi

Distingue le voci

Sorride

Muove meglio bocca e gola

Comincia a orientare la testa verso la fonte sonora

Reagisce alla voce di mamma/papà

Emette versetti

Se sembra non reagire ai rumori e voci

Nessuna vocalità

4 mesi

Incomincia a riconoscere i suoni della lingua

Sorriso sociale

Cominciano i vocalizzi come manifestazione di maturazione degli aspetti verbali, il bambino si auto/ascolta e prova piacere

Sorride alle persone conosciute

Se sembra non reagire alle voci

Se non emette vocalità

Nessun sorriso/amimia

 

6 mesi

Il sistema si specializza sui suoni della lingua e li identifica meglio

 

Comincia la lallazione con i suoni della lingua il bambino si auto/ascolta e prova piacere

Il bambino produce sillabe ripetute con la stessa consonante (lallazione canonica)

I momenti di lallazione possono essere molto prolungati, anche 20-30 minuti

Mancata lallazione entro i 12 mesi

9 -12 mesi

Maturano le abilità motorie ed articolato rie del linguaggio grazie anche alle nuove esperienze alimentari (cibi solidi)

Comincia la comunicazione verbale intenzionale

Compaiono gesti sociali

Comprende il linguaggio contestuale

Lallazione variata: il bambino produce sillabe ripetute con consonanti diverse

Indica per chiedere

O per condividere un interesse

Compaiono le parole mamma, papà, pappa

Fa ciao con la mano

Manda i baci

Guarda l’oggetto/persona a cui ci si riferisce

Reagisce se chiamato per nome

Mancata lallazione entro i 12 mesi

Lallazione molto scarsa

12 mesi

Usa il linguaggi in modo intenzionale

Articola principalmente i suoni nasali (m,n) e occlusivi (p,b, t, d, c dura)

Indica per chiedere o per condividere un interesse

Prime parole (da 0 a 10)

Diversi gesti e parole onomatopeiche

Mancata lallazione entro i 12 mesi

12-18 mesi

Ampliamento graduale del vocabolario

Il bambino, quindi è in grado di dire o ripetere parole e non parole della propria lingua

Da 10 a 100 parole, principalmente bisillabiche

Parola frase: una parola singola a comunicare un significato più ampio

Se il bambino a 18 mesi produce meno di 15 parole (passaggio dalla lallazione allo stadio lessicale)

18-20 mesi

Ampliamento del vocabolario

Aumentano i tentativi di imitare e ripetere ciò che sentono

Comprensione del linguaggio (più di 200 parole)

Da 80 a 130 parole

Ripetono le parole che sentono

Comparsa della combinatoria (due parole abbinate) Es.: mamma tutù

Se da’ segnali di non comprendere il linguaggio.

Per esempio non esegue una richiesta come “prendi la cosa ce è sul tavolo” … “guarda! C’è …”

20-24 mesi

Inizia a riconoscere i contrasti linguistici funzionali specifici della lingua che sta apprendendo.

Percepisce nel continuum sonoro le unità minime – Parole

(Devescovi, Caselli)

Usa parole sociali

Esplosione lessicale, il bambino nel giro di poco tempo arriva a produrre più di 100 parole

Comparsa della combinatoria (due parole abbinate) Es.: mamma tutù

Fa lunghe sequenze come se stesse parlando mantenendo la giusta prosodia ed intonazione

Sì, no, ciao, grazie, dammi, guarda

Se produce meno di 50 parole

 

 

24-30 mesi

Arricchimento lessicale esponenziale

Comparsa delle abilità morfo-sintattiche

Le parole onomatopeiche tendono a scomparire e usa solo parole

Le parole prodotte sono moltissime (100-500)

Frasi semplici soggetto-verbo

o

È in grado di fare frasi ben articolate con soggetto-verbo-oggetto

Chiede il nome delle cose

Se produce meno di 50 parole

Oppure

Più di 50, ma non combina almeno due parole (Late talkers)

30-36 mesi

Arricchimento lessicale esponenziale

Abilità di produrre i suoni molto migliorate e quasi complete

Comparsa delle abilità morfo-sintattiche

Pronuncia suoni fricativi ed affricati: f, s,v, ci e gi.

Può comaprire il suono R.

Le frasi sono ben strutturate e vanno via via complicandosi ed allungandosi.

 

È doveroso sottolineare come le tappe riportate, seppure facciano riferimento a precise fonti scientifiche, possano essere molto variabili da bimbo a bimbo, soprattutto fino ai 24 mesi.

Dai 24 mesi in poi, la variabilità tende a ridursi e i livelli linguistici dei bambini tendono ad equivalere. (Leggi anche: come arricchire il vocabolario del bambino)

Intorno ai 3 anni mezzo 4 il linguaggio dovrebbe essere sostanzialmente strutturato in tutti i suoi aspetti: buon livello lessicale, frasi corrette complete e ben strutturate, buona produzione dei suoni senza distorsioni (possono essere ancora non prodotti i suoni R, Z).

Piccoli consigli

Per una corretta stimolazione del linguaggio, contrariamente a quanto si possa pensare, è più utile incentivare nel bambino l’ascolto del linguaggio che non la produzione di parole.

Per fare ciò è bene parlare con un ritmo lento e ben articolato, ma naturale. L’uso del linguaggio da parte dell’adulto che sta con il bambino dovrebbe essere contestuale, cioè con riferimenti continui a ciò che accada intorno e verbalizzando il più possibile ciò che si sta facendo o ciò che succederà immediatamente dopo, almeno fino ai 2 anni e mezzo.

Verso i 3 anni il bambino è in grado di usare il linguaggio anche in riferimento ad esperienze lontane nel tempo e nello spazio.

Una attività molto adatta a stimolare l’ascolto e che nel contempo può rivelarsi utile a stimolare la produzione di parole nuove nel bambino è la lettura di libri semplici che riportino brevi routines tipiche della vita dei più piccini (nanna, pappa, bagnetto) possibilmente accompagnate da illustrazioni semplici e ben definite che consentono al bambino di “leggere” lui stesso la storia. (Leggi anche: Disturbi del linguaggio: mio figlio parla poco e male)

È sconsigliato chiedere di ripetere le parole con l’unico scopo di farle pronunciare perfettamente; ciò non serve a migliorare le competenze linguistiche in senso lato e rischia di diventare una modalità molto sgradita al bambino e potrebbe innescare meccanismi di rifiuto.

Fonti:

  • STADI DELLO SVILUPPO PRELINGUISTICO (OLLER, 1980)

  • SVILUPPO FONETICO (secondo U. Bortolini, PFLI)

  • SVILUPPO LESSICALE e del gesto (secondo PVB, Primo Vocabolario del Bambino, Caselli e Casadio, 1995)

Sull’autrice

Eleonora La Monaca, logopedista da 15 anni, da 10 si occupa prevalentemente di disturbi di linguaggio in bambini piccoli (da 0 a 4 anni) presso un Servizio di Neuropsichiatria Infantile pubblico. Il suo sito: http://www.mammalogopedista.it/wordpress/

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