Sviluppo linguaggio

Quando il bambino impara a parlare

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16 Maggio 2013
Succede attorno al primo compleanno: il piccolo ricompensa i genitori con la prima parola e una volta superato l'ostacolo delle prime parole, lo sviluppo linguistico sembra esplodere. Tutte le tappe.
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Quando inizia la comunicazione

A circa due mesi i piccoli non riescono ancora a esprimersi chiaramente, ma iniziano a capire le melodie del linguaggio. Capiscono se papà è felice o triste e notano quando qualcuno parla nella loro madrelingua.

Sentire bene è un presupposto importante per la seconda fase della lallazione, che inizia a circa sei mesi. Anche qui sono prodotti tutti i suoni possibili. ma sono arbitrari solo all’apparenza. I bimbi confrontano quello che dicono con quello che sentono. Alcuni suoni vengono selezionati e d'ora in poi gli italiani “suonano” da italiani e i cinesi da cinesi.

Tra il nono e il dodicesimo mese, dal primo confuso balbettio, i piccoli cominciano a raddoppiare le sillabe: ma-ma-ma, pa-pa-pa, gugu. Altrettanto importante per l'apprendimento del bimbo, è adesso il "contatto visivo triangolare". Il piccolo gioca con la palla, guarda la palla, guarda la mamma. Che cosa significa? “Per favore, dimmi come si chiama quella cosa là.” I bimbi vogliono sentire i grandi discorsi, vogliono sapere qualcosa del loro mondo.

La prima parola

Teresa, un anno, dopo una vacanza in agriturismo con mucche al pascolo, continua a ripetere: "Muuuuu"

Succede attorno al primo compleanno: il piccolo ricompensa i genitori con la prima parola. Teresa, una bambina che vive in città, è così tanto affascinata dalla vacanza in un agriturismo che da un giorno all’altro saluta tutti, persone e animali, con un entusiastico "muuuuuu". Per Paolo, che ha sempre fame, la prima parola è stata “paata” (pasta).

Superato l'ostacolo delle prime parole, lo sviluppo linguistico sembra esplodere. Il piccolo diventa un collezionista. Come gli altri collezionano i francobolli, lui lo fa con le parole. Mamma, papà, palla, bau bau, brum brum, tutù: imita quello che gli si dice. Ha imparato a girare le pagine e sfoglia estasiato i libri con le figure, indica e guarda in trepidante attesa: “Voglio sapere che cos’è questo!”.

Ma quando è veramente ora? Quando dovrebbe un bimbo riuscire a distinguere un cane da un gatto senza problemi, dal punto di vista linguistico? E perché il bambino dei vicini, che è più piccolo, parla come un treno mentre il nostro piccolo non dice una parola?

Perché ogni bambino è diverso dall'altro. Qualche esempio dalla statistica? Ci sono "piccoli geni del linguaggio" che riescono a raggiungere l'obiettivo delle tre parole già a dieci o undici mesi, i più tardivi devono compiere 21 mesi. Alcuni bambini usano ogni due giorni una parola nuova, altri memorizzano concetti: per settimane non succede niente e poi di colpo esce una cascata di parole dalla loro bocca.

Giovanni nel mese scorso ha fatto progressi. Accanto ai versi degli animali ha messo in repertorio anche i rumori degli attrezzi: adesso riesce a imitare un avvitatore elettrico. E ha allargato il suo vocabolario con "brum brum" e "tata" o “tato”.

Leggi anche Le sue prime parole e Il bambino impara a parlare: le tappe

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