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È ancora utile effettuare il Boel test sui neonati?

di Elena Berti - 07.09.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Boel test: che cos'è, quando va fatto e come si esegue per verificare le capacità uditive dei neonati e testare gli stimoli

Boel test: che cosa è e a che cosa serve

Anche i bambini che godono di ottima salute sono sottoposti a controlli regolari, in particolare nel primo anno di vita, dove non solo si verificano peso e altezza, cioè la crescita regolare e i percentuali, ma anche altri parametri importanti per valutare se va tutto bene. Tra i controlli che si possono effettuare esiste anche il Boel test: vediamo cos'è e quando si fa.

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Che cos’è il Boel test

Iniziamo dal principio: che cos'è il Boel test? Il nome altro non è l'acronimo di Blicken Orienterar Efter Ljudet, che in svedese significa letteralmente "lo sguardo si orienta al suono". Dal significato è quindi facile intuire di cosa si tratta, cioè di un test che punta a verificare se il bambino rivolge l'attenzione ai suoni che sente. In pratica altro non è che un test di comportamento che valuta le capacità uditive, visive e motorie dei bambini molto piccoli.  

Non è quindi soltanto utilizzato per vedere se i bambini ci "sentono bene", ma per valutare tutta una serie di parametri e la capacità dei più piccoli a rispondere a diversi stimoli in maniera adeguata e concentrandosi via via che sopraggiungono impulsi diversi su cui focalizzarsi.

Quando si fa il Boel test

Oggi lo screening uditivo viene già effettuato alla nascita con i test delle otoemissioni acustiche, ma i pediatri continuano a verificare le capacità dei bambini anche nei mesi successivi. In particolare, il Boel test si fa tra i 7 e i 9 mesi di età, ed è un test vero e proprio che richiede preparazione e determinati strumenti, tra cui un kit composto da anelli, campanelli e bastoncini colorati, tutti volti ad attirare l'attenzione del bebè in fasi diverse del test.

Non si tratta quindi di un esame che si svolge in caso di dubbi o particolari problematiche, ma di un normale controllo che molti pediatri utilizzano ancora per verificare numerosi aspetti della crescita dei neonati.

Come si fa il Boel test

Il test si effettua nello studio del pediatra, alla presenza del genitore su cui il bambino dovrà sedersi. Il medico gli mostra un bastoncino rosso o degli anelli metallici ruotanti, che il piccolo deve fissare. Quando gli oggetti vengono spostati, lo sguardo del bambino deve seguirne i movimenti. Dopodiché il test continua attirando l'attenzione del piccolo con dei campanelli, ma senza che il suo sguardo sia rivolto ai movimenti del dottore: il test ha successo se il piccolo si gira per il solo stimolo uditivo.  

La buona riuscita del Boel test dipende anche dalla bravura di chi lo esegue, e dalla capacità del piccolo di mantenere l'attenzione. Capita infatti che il test non abbia esito positivo perché il bambino è particolarmente stanco o perché dura troppo a lungo. Il test si può dire riuscito quando è capace di individuare con certezza se il bambino reagisce o non reagisce agli stimoli.  

Il Boel test è sicuramente utile per valutare le capacità uditive, motorie e visive dei bambini molto piccoli, ma è anche importante che i genitori e chi passa del tempo col piccolo faccia attenzione a come reagisce agli stimoli, e in caso di dubbio meglio rivolgersi a uno specialista.  

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