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Che cos'è il botulismo infantile, come si riconosce e quali sono le sue conseguenze?

di Elena Cioppi - 15.01.2021 - Scrivici

bambino
Fonte: Shutterstock
Che cos'è il botulismo infantile? Scopriamo insieme i sintomi, le cause e le cure possibili per questa forma di botulismo nei bambini.

Di cosa parliamo quando discutiamo di botulismo infantile? E perché molto spesso la si collega al miele e ai suoi effetti indesiderati? Tra le malattie rare della prima infanzia, questa forma di botulismo preoccupa particolarmente i genitori di bambini molto piccoli, entro il primo anno di vita. Pur non rientrando nelle malattie di tipo infettivo (e non essendo dunque contagiosa per gli altri) il botulismo infantile desta parecchi pensieri per i rischi legati alla presenza di questa patologia. Facciamo dunque chiarezza sui segnali da riconoscere, su che cos'è il botulismo infantile (e come si differenzia dal botulismo alimentare) e come reagire in caso di sintomi.

In questo articolo

Che cos'è il botulismo infantile

Come riporta il documento dell'ISS (Istituto Superiore di Sanità) dedicato a questa patologia, il botulismo infantile è una patologia rara non infettiva che si presenta nei lattanti sotto un anno di età.

Quali sono le cause del botulismo infantile?

La causa dell'insorgenza del botulismo infantile è una tossina, che viene prodotta da microrganismi detti Clostridi, come riporta un approfondimento dell'Ospedale Bambin Gesù. La particolarità di queste tossine è che riescono a trasformarsi in spore, ancora più pericolose. Le spore sono una una trasformazione del batterio che si protegge sotto diversi strati e si mette in una sorta di "letargo" anche se l'ambiente che la circonda non è favorevole. Non appena questo lo diventa, la spora prolifera. Nel botulismo infantile la tossina botulinica si produce a livello intestinale grazie ai batteri. Nelle forme di botulismo alimentare classico invece viene ingerita la tossina già prodotta dal Clostridium. Le spore del Clostridium botulinum sono pericolose, considerate le più "velenose" come riporta lo studio "Botulinum Toxin" pubblicato sull'Indian Journal of Dermatology. Per questo, quando vengono inalate o ingerite e germinano, favoriscono la produzione della tossina che a un certo punto viene assorbita e comincia a circolare nel sangue.

Come riporta l'ISS, non ci sono ancora evidenze scientifiche sul perché negli intestini di alcuni lattanti la spora trovi un ambiente favorevole e in altri no. La causa clinica è la proliferazione della spora nel sangue e le sue conseguenze purtroppo sono il blocco della trasmissione nervosa ai muscoli. 

Ma perché spesso si collega il botulismo infantile con il miele? Gli studi americani, dove l'incidenza di casi di botulismo infantile è più alta (come riporta l'approfondimento del Bambin Gesù, a livello mondiale la maggiore frequenza si riscontra proprio negli Stati Uniti con circa 80‑110 casi l'anno e un'incidenza di circa 2 casi ogni 100.000 nati vivi. A seguire l'Argentina, l'Australia e l'Italia con un'incidenza di 0,2 casi per 100.000 nati vivi), approfondiscono il collegamento tra botulismo infantile e miele. Proprio in quest'ultimo infatti è più presente il batterio del Clostridium botulinum e, secondo altri studi come quello riportato da KidsHealth, anche nella comune polvere domestica. 

Anche l'acqua e in generale suolo possono essere causa principale del botulismo infantile, perché ad esempio nelle polveri ambientali (come quelle che si creano durante una ristrutturazione, ad esempio) il batterio è più presente. Le analisi riportano che il 95% dei casi si verifica nei primi 6 mesi di vita: come conferma un approfondimento dell'NHS il botulismo infantile non colpisce adulti e bambini più grandi perché, dopo il primo anno di vita, il sistema immunitario acquisisce il modo per difendersi da questo particolare tipo di batterio.

Sintomi del botulismo infantile

Rispetto al periodo di incubazione non c'è una regola, perché dipende dalla quantità di tossina inalata o ingerita. Ma la stima riportata dagli esperti del Bambin Gesù è che possa durare dai 3 a 30 giorni dall'esposizione alle spore.

Una delle conseguenze dirette dell'ingestione del batterio è la stitichezza. Tra gli altri sintomi riportati dall'articolo "Everything you need to know about infant botulism" del Medical news Today ci sono anche:

  • difficoltà nell'alimentare il bambino
  • flaccidità muscolare
  • difficoltà respiratorie
  • paralisi flaccida simmetrica che parte dal viso e si propaga su tutto il corpo
  • difficoltà nei movimenti
  • difficoltà a ingoiare
  • perdita di controllo del capo
  • perdita dei riflessi tendinei

Il quadro clinico è ampio e legato alla quantità di batterio ingerito. Avere una diagnosi favorisce la riduzione di rischi e complicazioni. Campionare le feci del bambino e anche i fattori ambientali (come il miele ingerito o le polveri alle quali il bambino è stato esposto) favorisce e velocizza la diagnosi. Tra gli esami che possono essere prescritti per approfondire c'è solitamente l'Elettromiografia che serve proprio per fare diagnosi puntuali delle malattie neuromuscolari.

Come si cura il botulismo infantile e come prevenirlo

La diagnosi precoce è, come in molti casi, la prima alleata per combattere e limitare l'impatto delle complicazioni di una patologia come il botulismo. Riconoscere i sintomi è il primo passo, soprattutto in correlazione all'ingestione o inalazione degli agenti individuati come pericolosi e più comuni e se il bambino ha meno di un anno. Nei casi in cui si verificassero questi sintomi, è necessario chiamare il medico: nelle manifestazioni più gravi il bambino potrebbe trovare difficoltà nella respirazione ed è importante intervenire subito.

Come riporta ManualeMSD, la terapia che si segue in casi di botulismo infantile è di solito quella dell'immunoglobulina botulinica umana, con ricovero in ospedale e supporto ventilatorio se hanno difficoltà respiratorie. Grazie all'antitossina del trattamento previsto in questi casi e che rientra nel Programma di Trattamento e Prevenzione del Botulismo Infantile vengono forniti al bambino, tramite donatori umani, gli anticorpi anti-tossina A e/o B.

Purtroppo le conseguenze estreme di questa patologia possono anche alla morte. Ma, come riportato dal paper del Bambin Gesù, corrette e tempestive diagnosi e miglioramento delle terapie hanno abbattuto il tasso di mortalità, portandolo al 5% dei giorni nostri contro il 70% dei primi del Novecento. La guarigione è possibile, ma con un decorso molto lungo, con un recupero che prevede la terapia neuroriabilitativa.

Come prevenire il botulismo infantile?

Evitare il miele sotto l'anno di età è una regola fondamentale. L'ISS si raccomanda di non tenere a contatto il bambino con luoghi molto polverosi, perché questo potrebbe favorire l'inalazione della tossina.

Fonti per l'articolo: ISS, "Il botulismo infantile"; Ospedale Pediatrico Bambin Gesù, "Botulismo infantile"; IBTPP, "Infant Botulism Treatment and prevention program"; ManualeMSD, "Botulismo infantile"; Indian Journal of Dermatology, "BOTULINUM TOXIN"; KidsHealth, "Infant Botulism"; NHS UK, "Botulism"; Medical News Today, "Everything you need to know about infant botulism"

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