Home Neonato Cura e salute

Broncospasmo: cause, terapia e prevenzione

di Angela Bisceglia - 07.11.2021 - Scrivici

broncospasmo
Fonte: Shutterstock
Il broncospasmo è una contrazione della muscolatura che riveste le vie aeree e rende difficile la respirazione. Il suo segnale caratteristico è il respiro sibilante

Il broncospasmo, come spiegano bene gli specialisti della Società Italiana di Pediatria, è una contrazione della muscolatura dei bronchi che porta al restringimento delle vie aeree e di conseguenza ostacola il normale passaggio di aria. Quando le vie aeree si restringono, il bambino fatica a respirare e produce un sibilo/fischio espiratorio, il segnale caratteristico del broncospasmo. Si tratta di una condizione piuttosto comune nei bambini piccoli e le cause possono essere diverse. A scatenarla, soprattutto sotto i 6 anni, sono principalmente le infezioni respiratorie. Sotto i 6 anni il broncospasmo è spesso transitorio, mentre dopo i 6-8 anni è proprio una delle manifestazioni della crisi asmatica.

Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta, qual è la cura e, se possibile, come si previene grazie all'aiuto del dott. Enrico Lombardi, Responsabile della Struttura Operativa Semplice Autonoma di Broncopneumologia dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Meyer di Firenze.

In questo articolo

Come si manifesta il broncospasmo

Se il bambino respira in modo affannoso, tossisce spesso e produce un suono espiratorio simile a un fischio o a un sibilo, è molto probabile che si tratti di broncospasmo. I suoni sibilanti durante l'espirazione, comunemente detti sibili o fischi, in genere vengono avvertiti dal medico tramite fonendoscopio, mentre nelle forme più serie è possibile avvertirli anche senza apparecchiature. 

Oltre all'aumento della frequenza respiratoria, la mamma può notare dei rientramenti intercostali e al giugulo (la fossetta posta sopra lo sterno), in più il bambino tende a respirare con la pancia: non per niente per calcolare la frequenza dei respiri basta semplicemente alzargli la maglietta.

In sintesi, tra i sintomi tipici del broncospasmo nei bimbi ci sono:

  • tosse;
  • difficoltà respiratoria e respiro veloce;
  • emissione di un fischio sibilante in fase di espirazione;
  • senso di costrizione toracica.

Le cause del broncospasmo

Facciamo una premessa: tutti i bambini sotto i sei anni di età, o almeno quasi tutti, si ammalano molto frequentemente e anche molto facilmente. "Alcuni bambini – spiega il dott. Lombardi – si ammalano anche una volta al mese. Nei primi anni di vita fino a circa sei anni un attacco di ostruzione bronchiale può capitare in circa il 25-30% dei bambini (1 su 3) e a causarlo sono quasi sempre delle infezioni delle vie respiratorie di origine prevalentemente virale, che provocano un accumulo di muco e un rigonfiamento della mucosa che riveste la parete bronchiale".

I fattori scatenanti del broncospasmo, oltre alle infezioni respiratorie, possono essere anche l'esercizio fisico e l'esposizione ad allergeni, come gli acari o i peli di cani e gatti.

Di tutti i bimbi che hanno il broncospasmo da piccini, in due casi su tre il problema si risolve da sé perché quando cresce il bambino, aumenta anche il diametro dei bronchioli. "In due casi su tre, il "fischio" si verifica in bambini che, per ragioni anatomiche, hanno i bronchi periferici di diametro ridotto, poiché il muco e il rigonfiamento della mucosa provocano una riduzione ulteriore del lume bronchiale. In questi bambini, con la crescita, quando il diametro dei bronchi aumenta, il problema si risolve da sé ed episodi di broncospasmo non capiteranno più. In circa un caso su tre, invece, il problema permane ed il bambino svilupperà una diagnosi di asma". 

Broncospasmo dopo i sei anni, perché?

Come si è detto sopra, in un caso su tre il broncospasmo purtroppo non si risolve spontaneamente dopo i 6-8 anni. "I fattori che predispongono il bambino a continuare a soffrirne sono i fattori che lo predispongono all'asma allergica" spiega Lombardi. Questi fattori di rischio sono principalmente tre:

  • almeno uno dei due genitori soffre di asma;
  • il bambino ha avuto la dermatite atopica;
  • il bambino è risultato positivo alle prove allergologiche, in particolare agli allergeni respiratori.

"In tal caso il broncospasmo da piccoli può essere il primo segnale che il bambino è asmatico ed è più probabile che il broncospasmo continui a presentarsi dopo i 6-8 anni," dice Lombardi, che poi prosegue "anche avere l'asma da sforzo è un fattore di rischio importante. Si tratta della tosse o "fischio" che vengono quando il bambino corre, piange o ride anche in un periodo in cui sta bene".

Terapia per il broncospasmo

"Per scegliere la terapia adeguata bisogna innanzitutto cercare di capire se si tratta di asma o meno, ma purtroppo la diagnosi di asma non è facile da fare nei primi anni di vita" spiega Lombardi. Come indicano le linee guida GINA (Global Initiative for Asthma), il farmaco di prima scelta contro il broncospasmo è il salbutamolo, che ha un rapido effetto broncodilatatore: si può somministrare sia in spray - da adoperare sempre con un distanziatore adeguato all'età – sia con l'apparecchio per aerosol.

"Alla terapia con Salbutamolo si associa un cortisonico inalatorio da somministrare al bisogno per 7-10 giorni, che poi si sospende fino all'episodio successivo. L'aggiunta del cortisonico inalatorio aiuta a ridurre il numero degli episodi successivi di asma" spiega il dott. Lombardi.

Inoltre, come precisa la Società Italiana di Pediatria, "la terapia non farmacologica più importante è evitare l'esposizione al fumo passivo".

Se però il bambino, nonostante l'utilizzo dei farmaci, dovesse mostrare delle difficoltà respiratorie più marcate è meglio rivolgersi subito a un medico. In particolare, se il bambino sotto l'anno di età ha più di 60 atti respiratori al minuto; se ha 1-2 anni, la frequenza respiratoria limite è di circa 50 atti respiratori al minuto e dopo il secondo anno di 40.

Broncospasmo e sport: cosa fare?

Purtroppo, c'è la convinzione che i soggetti asmatici o comunque i bambini con broncospasmo non debbano fare sport, ma non c'è nulla di più sbagliato. "Lo sport va invece considerato una vera e propria terapia perché aiuta la funzionalità polmonare. La soluzione non è quindi evitare lo sport, ma semplicemente curare meglio l'asma aggiustando la terapia, così da prevenire l'asma da sforzo" precisa Lombardi.

Le regole di prevenzione del broncospasmo

Con i bambini più piccoli valgono innanzitutto le basilari regole igieniche utili per evitare infezioni respiratorie, come:

  • aerare regolarmente gli ambienti;
  • stare lontani dal piccolo se si ha in corso un'infezione;
  • mantenere pulite le mani (sia quelle del bambino che quelle di chi se ne prende cura).

Quando si accerta la presenza di asma allergica, è necessario evitare il più possibile di entrare in contatto con gli allergeni responsabili dell'attacco asmatico. 

Un divieto assoluto per tutti è quello di fumare in presenza del piccolo, perché il fumo irrita i bronchi e può costituire un fattore scatenante di broncospasmo.

In caso di attacchi frequenti di asma (più di 2-3 all'anno a seconda dell'età) o di episodi ricorrenti di asma da sforzo, il medico deve valutare la necessità di iniziare una terapia antinfiammatoria di fondo (da fare tutti i giorni per almeno 3 mesi) con l'obiettivo di ottenere il controllo dell'asma.

Revisionato da Francesca De Ruvo

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli