BOCCA

Ciuccio: meglio usarlo oppure no?

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09 Giugno 2015 | Aggiornato il 20 Luglio 2016
La risposta è sì, perché il ciuccio, se concesso durante l’addormentamento e per i primi mesi di vita, diminuisce il rischio della cosiddetta SIDS, acronimo della Sudden Infant death Sindrome, termine inglese con cui si definisce la morte in culla. 
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La risposta è sì, perché il ciuccio, se concesso durante l’addormentamento e per i primi mesi di vita, diminuisce il rischio della cosiddetta SIDS, acronimo della Sudden Infant death Sindrome, termine inglese con cui si definisce la morte in culla.

 

È questo un evento improvviso e imprevedibile le cui cause non sono ancora del tutto note. Tra i consigli di prevenzione c’è appunto quello di offrire il ciuccio al bambino.

 

Le altre regole sono: coricarlo a pancia in su; allattare al seno; non esporlo al fumo passivo; non coprirlo esageratamente durante il sonno; tenere la culla accanto al lettone, per almeno i primi sei mesi di vita, per poterlo soccorrere tempestivamente in caso di bisogno. Sempre in relazione al ciuccio, c’è sicuramente del vero nel detto contadino “è mezza balia”, visto che ha un effetto tranquillizzante e può dare una mano durante le crisi di pianto inconsolabile dei primi tre mesi di vita.

 

#Non è vero che il ciuccio dato nei primi mesi di vita compromette la crescita dei denti. È vero invece che nel caso in cui il bambino dovesse tenere il ciuccio in bocca per tante ore, giorno e notte, dopo i due anni di età denti e palato potrebbero risentirne.

 

(Consulenza della Società italiana delle Cure Primarie Pediatriche

 

 

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