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Come si sterilizza il ciuccio dei bambini?

di Elena Cioppi - 11.12.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Come si sterilizza il ciuccio? Il metodo usato da molti genitori di metterlo in bocca per ripulirlo è efficiente o è meglio usare altre tecniche?

Come si sterilizza il ciuccio dei bambini? I genitori con bambini piccoli che prendono il ciuccio si fanno questa domanda almeno una decina di volte al giorno (se non di più!) considerato che le volte in cui il ciuccio cade per terra e ha bisogno di essere pulito e sterilizzato sono davvero tantissime. Il ciuccio, sin dai primi mesi, può essere un valido aiutante per i genitori. Senza demonizzarlo, se usato nel modo giusto può aiutare il bambino a calmarsi senza che diventi un vizio da cui poi è difficile staccarsi. Non è certamente un oggetto indispensabile e i pediatri consigliano di non usarlo nei primi 20-30 giorni di vita del bambino per agevolare l'allattamento al seno della mamma, ma può essere utile per soddisfare uno dei bisogni naturali del bambino, ovvero quello della suzione.

Togliere il ciuccio ai bambini è un passaggio importante di crescita ed autonomia, ma finché il piccolo lo usa per simulare la suzione, tranquillizzarsi e calmarsi si può gestire l'uso del ciuccio in modo razionale e funzionale, pulendolo sempre con tutte le accortezze e spesso.

Ma come fare quando si è in giro e cade per terra? E a casa, come si sterilizza il ciuccio? Ecco qualche consiglio.

Come si sterilizza il ciuccio dei bambini

Pulizia del ciuccio a casa

Nei primi sei mesi di vita del bambino è preferibile sterilizzare il ciuccio una volta al giorno. Se questo cade a terra o si sporca, allora sarà necessaria una pulizia più accurata, ma nei casi in cui il ciuccio rimane tranquillamente accanto al bambino senza sporcarsi, una sterilizzazione al giorno in acqua bollente è sufficiente. Altrimenti, il lavaggio con acqua è il modo adeguato per tenerlo sempre pulito, soprattutto nei primi mesi. 

Come sterilizzare il ciuccio

I modi per sterilizzare il ciuccio sono due: si può bollire (con acqua in ebollizione per almeno 5 minuti) o si può usare il vapore (attraverso l'uso di sterilizzatori appositi). C'è anche un terzo metodo, per cui è possibile usare una soluzione disinfettante con ipoclorito di sodio. Questo tipo di sterilizzazione si può fare per tutti i primi 6 mesi del bambino, poi l'acqua corrente diventa il modo migliore per pulirlo.

Mettere in bocca il ciuccio dei bambini, sì o no?

La tentazione di pulire il ciuccio mettendolo in bocca, soprattutto quando si è fuori casa e non si ha la possibilità di sterilizzarlo o lavarlo sotto l'acqua corrente è sempre molto forte. E tanti genitori ovviamente lo fanno senza problemi. Sebbene esistano delle ricerche che dicono che succhiare il ciuccio del bambino per pulirlo aiuti i bambini con le allergie, i pediatri italiani però sono concordi nel dire che il passaggio di batteri e germi dalla bocca di mamma o papà a quella del bambino non è mai una cosa positiva, soprattutto se si tratta di un neonato con un sistema immunitario ancora da rafforzare. Meglio portare sempre dietro una bottiglietta di acqua naturale oppure acquistare uno sterilizzatore da viaggio per le emergenze.

Come pulire il ciuccio fuori casa

Avere una bottiglia d'acqua in borsa per ogni evenienza è sempre cosa buona e giusta. Così, se il ciuccio cade entre il piccolo è a passeggio con i genitori, si può sempre rimediare velocemente in attesa della sterilizzazione completa. Esistono in commercio anche delle salviettine sterilizza-ciuccio e dei piccoli sterilizzatori portatili che possono essere portati comodamente nella borsa del neonato. Come a casa però vale la regola della pulizia sotto la semplice acqua corrente se cade o si sporca frequentemente.

Quando cambiare il ciuccio?

Se si vedono lesioni evidenti sul ciuccio, spesso causate dai morsi del bambino se ha già i dentini, è bene cambiarlo. In generale un ciuccio andrebbe cambiato comunque ogni due mesi: quelli in silicone andrebbero sostituiti in caso di abrasioni; quelli di caucciù quando diventano porosi e presentano una patina biancastra. In questo caso infatti possono diventare portatori di cattivi odori o peggio, di batteri. 

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