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Covid-19: perché in autunno sarà importantissimo vaccinare i bambini contro l'influenza

di Valentina Murelli - 27.05.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
In attesa del vaccino contro il nuovo coronavirus, i pediatri raccomandano di vaccinare i bambini contro l'influenza, anche per ridurre i casi di una malattia con sintomi inizialmente simili alla Covid-19

In tutto il mondo, centri di ricerca e case farmaceutiche stanno lavorando allo sviluppo di un vaccino contro il nuovo coronavirus, il Sars-Cov-2 responsabile della Covid-19. Come racconta un recente articolo di Valigia Blu, al momento ci sono ben 109 vaccini in corso di sperimentazione ma è davvero ancora troppo presto per sapere se qualcuno di questi funzionerà davvero e quando sarà effettivamente disponibile per la popolazione: la stima degli esperti è che occorrano almeno 12-18 mesi.

C'è tuttavia un vaccino già disponibile che secondo pediatri ed esperti di igiene sarà importantissimo somministrare ai bambini in autunno e cioè quello antinfluenzale. Un vaccino già disponibile gratuitamente per gli over 65 ma che ora la Società italiana di pediatra (SIP) e la Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (SITI) chiedono di rendere disponibile in forma attiva e gratuita anche per i bimbi tra sei mesi e sei anni d'età. E in effetti, come dichiarato sul sito della SIP, al Ministero della Salute è allo studio una circolare per una campagna di vaccinazione antinfluenzale per i bambini dai sei mesi ai sei anni.

Ma perché sarà particolarmente importante vaccinare i bambini contro l'influenza? Lo abbiamo chiesto a Stefano Prandoni, pediatra di famiglia a Valdagno (Vicenza) e amministratore del gruppo Facebook L'influenza, questa sconosciuta.

Vaccino antinfluenzale: perché estenderlo ai bambini

"Già da diversi anni, ben prima dell'emergenza coronavirus, molti pediatri e in generale la Federazione italiana medici pediatri (FIMP) sostengono la necessità di proporre la vaccinazione contro l'influenza in modo attivo e gratuito anche nella fascia d'età 0-6 anni" afferma Prandoni. "Questo sia per limitare il rischio di complicazioni, che pur essendo rare possono essere importanti, specie nei bambini molto piccoli, fino a comportare il ricovero in terapia intensiva, sia per ridurre la circolazione del virus di cui i bambini sono grandi diffusori".

Meno virus influenzali in circolazione significherebbe anche meno rischi di confondere con l'influenza eventuali casi di Covid-19, visto che inizialmente i sintomi possono essere molto simili. E meno rischi di avere persone debilitate dall'influenza, con il rischio che l'organismo sia più esposto ad altri virus. 

In una situazione caratterizzata dall'incertezza sull'evoluzione della pandemia di coronavirus, dunque, fare il vaccino antinfluenzale ai bambini avrebbe un valore in più: "ridurre l'incidenza di malattie che danno sintomi molto simili a quelli provocati dal coronavirus. In caso di una seconda ondata di Covid-19 che potrebbe verificarsi in autunno, questo permetterà al Sistema sanitario di concentrarsi proprio sui nuovi casi di questa malattia, riducendo il carico per medici e ospedali".

Perché solo dai sei mesi ai sei anni

L'offerta attiva e gratuita di una vaccinazione non ha a che fare solo con considerazioni di salute, ma anche con aspetti di sanità pubblica, relativi per esempio al costo della prestazione o alla possibilità effettiva dei servizi vaccinali di praticarla. Al momento l'ipotesi è di estendere la gratuità della vaccinazione ai bambini tra sei mesi e sei anni perché si tratta della fascia nella quale sono più probabili le complicazioni.

Il consiglio generale dei pediatri alle famiglie è comunque quello di far vaccinare i bambini di qualunque età: il vaccino antifluenzale può essere acquistato in farmacia al costo di 10-20 euro.

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